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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere Parliamo di...Parestesia!

Il nervo alveolare inferiore trasmette la sensibilità dei denti dell’arcata inferiore e del labbro inferiore. La sua lesione comporta l’anestesia di queste strutture, tipicamente sperimentata dai pazienti in modo temporaneo a seguito dell’iniezione de

E' molto importante valutare la posizione del nervo per evitare l'insorgenza della parestesia.

Nello specifico si tratta di una sensazione spontanea anomala non dolorosa, caratterizzata da formicolio intorpidimento, sensazione di bruciore, di prurito, oppure di caldo o freddo.
Si manifesta in chirurgia orale, ma anche in endodonzia e per complicanze anestesiologiche.

La parestesia è dovuta a lesioni delle vie sensitive, a livello del sistema nervoso centrale, del midollo o dei nervi periferici. Possono essere temporanee o definitive. Nei casi di parestesia temporanea, si ha una compressione della struttura fascicolo nervosa; eliminata la compressione si ha un ripristino della funzionalità.

Nella pratica odontoiatrica, si presentano di solito come conseguenza di interventi chirurgici: avulsione degli ottavi inferiori, impianti, rimozioni di cisti odontogene e non, interventi di chirurgia maxillo-facciale. Possono inoltre dare parestesia le lesioni al tessuto nervoso dovute a trattamenti endodontici e avvelenamento da mercurio; comunque, va sempre fatta una diagnosi differenziale, perché la parestesia può essere anche sintomo di diabete mellito, ipotiroidismo o sclerosi multipla. Le più frequenti parestesie si hanno al nervo alveolare inferiore, al nervo linguale e al nervo infraorbitario.

Il più frequente caso della parestesia del nervo alveolare inferiore è l’anestesia o l’ipoestesia dell’emilabbro inferiore o del mento. Vengono colpiti la superficie vestibolare del processo alveolare e la mucosa del labbro inferiore. I sintomi sono dati da una sensazione di formicolii, bruciore, punture, assenza di sensibilità intra ed extra orale, dolori che si irradiano dall’orecchio al mento, anestesia prolungata.

Si riscontrano dversi cause.

Successivamente alla somministrazione di un’anestesia tronculare per lesione o compressione di alcune fibre nervose. In questo caso, solitamente la restitutio ad integrum avviene nel giro di giorni o al massimo di qualche settimana. Sono stati altresì recentemente descritti casi di parestesia associati all’uso di articaina e regrediti di solito spontaneamente nel giro di poche settimane.
Da patologia mandibolare espansiva può provocare parestesia del nervo alveolare inferiore.
La parestesia può anche essere la conseguenza di una perforazione del canale mandibolare, in seguito a strumentazione incontrollata al di là del forame apicale del sistema canalare di entrambi i premolari o molari inferiori.

La causa principale dei traumatismi del nervo alveolare inferiore, è l’estrazione del terzo molare inferiore, a causa dell’estrema vicinanza di quest’ultimo con le radici del dente del giudizio inferiore. Il nervo può anche essere traumatizzato da un curettage dell’alveolo o da una minima perdita di osso, i cui detriti possono penetrare all’interno del canale mandibolare. Un ascesso alveolare acuto può generare una parestesia, che di solito è reversibile, e anche un evento traumatico come la frattura mandibolare può provocare una compressione del nervo e quindi una parestesia.

Ulteriore causa possibile è la presenza di materiale di origine endodontica nel canale. La presenza di materiale da otturazione nel canale mandibolare, in seguito a un trattamento endodontico, rappresenta una rara ma seria complicanza. Le cause ritunute responsabili del danno nervoso sono la neurotossicità chimica dei componenti del materiale di otturazione canalare e la pressione meccanica esercitata dal materiale spinto all’interno del canale mandibolare; i sintomi comprendono ipoestesia e disestesia; alcuni riferiscono insorgenza di dolore. E' doveroso aggiungere che l’utilizzo di prodotti come l’N2, contenenti paraformaldeide, sono stati banditi dall’American Dental Association. Anche altri materiali per otturazione canalare possono risultare neurotossici come l’eugenolo, i fenoli e quelli a base di urotropina.

La chirurgia ossea a livello del foro mentoniero, è considerata un rischio, per esempio per l’estrazione di radici incluse in quella sede, l’inserimento di impianti, innesti mucogengivali, levigatura a cielo aperto.
La parestesia in chirurgia orale si può verificare anche quando si esegue un lembo di accesso, dove le manovre di dislocazione del lembo determinano uno stiramento del fascio nervoso; l’elasticità dell’epinevrio e delle sue fibre nervose all’interno dei fascicoli permette uno stiramento tollerato dal tronco nervoso stesso, ma la possibilità di estensione dipende esclusivamente dall’elasticità del perinevrio.
Anche la trasposizione chirurgica laterale, parziale o totale del nervo alveolare inferiore può determinare una parestesia. Studi recenti hanno dato come limite massimo di allungamento il 20%, mentre il 30% porta a una laterazione strutturale.

La parestesia del territorio del mentoniero è una complicanza che si osserva, negli impianti di profondità dal settimo al quarto inferiore. La regione del mento rimane anestetizzata, mentre le regioni innervate dal nervo vestibolare, incisivo e linguale sono perfettamente normali.
Può derivare anche dall’impianto che comprime il nervo, da particelle di osso che irritano il nervo comprimendolo, o dall’emorragia dell’arteria o della vena che è stata incisa durante l’intervento. Si è dimostrato che la decompressione del nervo, con la rimozione della causa e di conseguenza la ricanalizzazione, portano a un ripristino della funzionalità dello stesso.

La prevalenza della parestesia negli interventi di odontoiatria oscilla intorno allo 0,1%, ovvero un caso su mille, come riportato in letteratura medica.
Se restringiamo il campo a interventi di chirurgia implantare o estrazioni di ottavi, le percentuali salgono di molto e variano tra il 5 e il 15% a seconda dei parametri di valutazione adottati.


Esistono condizioni anatomiche che rendono il nervo alveolare inferiore particolarmente vulnerabile e la parestesia una conseguenza inevitabile di un trattamento odontoiatrico.
La parestesia del nervo alveolare inferiore deve essere trattata senza trascurare le conseguenze fisiche e psicologiche che può provocare al paziente. La scelta della terapia può essere semplice se ne sono note le cause. In questo caso, spesso, la rimozione della causa può essere risolutiva e accompagnarsi alla risoluzione dei sintomi. La prescrizione di farmaci antinfiammatori steroidei aiuta la decompressione del fascio vascolo-nervoso ed è importante dal punto di vista medico-legale.

Prima di intraprendere qualsiasi procedura a rischio, si consiglia un attento esame della posizione del nervo alveolare inferiore in rapporto alla zona di intervento, al fine di ridurre al minimo i rischi operatori e preservare l’integrità del nervo, evitando così all’operatore fastidiosi contenziosi e al paziente una complicanza invalidante.

Un esame preoperatorio, ovvero una accurata diagnosi con l’ausilio di esami diagnostici radiografici di buona qualità, come una Tac con Dental Scan o la Tac Cone Beam, può senz’altro facilitare le procedure operatorie, garantendo una pianificazione ottimale degli interventi, riducendone il rischio di complicanze intra e post-operatorie tali da ridurre i rischi di parestesia o limitarne il grado.
Anche le tecniche chirurgiche e gli attuali mezzi tecnologici usati in chirurgia piezoelettrica possono ridurre notevolmente i rischi.

Le lesioni iatrogene hanno una buona prognosi, soprattutto in casi di danno neuroaprassico, ma serve ricordare che i criteri del grading classico delle lesioni nervose in neuroaprassia, axotomnesi e neurotmesi richiedono flessibilità e prudenza perché frequentemente ci sono lesioni che si associano a tali condizioni e ci sono difficoltà nella valutazione del tipo di danno. Il recupero da lesioni miste è usualmente bifasico. La componente neuroaprassica guarisce velocemente per la remielinizzazione, mentre la componente assonale recupera lentamente con rigenerazione assonale.
Le lesioni da posizionamento perioperatorio guariscono spontaneamente in circa il 90% dei casi, ma in alcuni casi la guarigione può richiedere mesi o anni.

Molti quadri lesionali (sensitivi) durano pochi giorni; la gravità è spesso legata al tronco interessato. Frequentemente le lesioni nervose iatrogene sono segnalate per lo studio e la correzione con significativo ritardo, vale a dire oltre il momento ottimale per l’intervento chirurgico correttivo che dovrebbe in certi casi essere precoce.
In caso di neurotmesi, il riparo immediato evita la chirurgia dilazionata addizionale. È necessario dissecare i monconi nervosi danneggiati, retratti nel tessuto cicatriziale; si accorcia il tempo in cui i muscoli interessati rimangono denervati e si aumenta così il potenziale di guarigione. Talora si esegue una immediata anastomosi, senza tensione, magari con l’aiuto di test neurofisiologici e usando, se necessario, un trapianto nervoso.

Tutti quei farmaci come i cortisonici, gli anti edemigeni, gli antidolorifici e gli integratori vitaminici possono ridurre la sintomatologia della parestesia.

Per la valutazione delle alterazioni della sensibilità sono stati elaborati numerosi test che ci permettono, mediante mappature cutanee documentate per immagini, di valutare l’evoluzione dell’area interessata.

Vi sono alcune condizioni anatomiche che rendono il nervo alveolare inferiore particolarmente vulnerabile. Onde evitare casi di parestesia è importante esaminarne la posizione del nervo in rapporto alla zona di intervento.

È una sensazione spontanea anomala non dolorosa, con i caratteri del formicolio o dell’intorpidimento, di leggere punture, di bruciore, di prurito, oppure di caldo o freddo. La parestesia può manifestarsi in chirurgia orale (degli ottavi, implantare, parodontale, delle neoformazioni cistiche e nelle neoplasie), ma anche in endodonzia e per complicanze anestesiologiche.


Le parestesie sono dovute a lesioni delle vie sensitive, a livello del sistema nervoso centrale, del midollo o dei nervi periferici; possono essere temporanee o definitive; nel primo caso si ha una compressione della struttura fascicolo nervosa; eliminata la compressione si ha un ripristino della funzionalità.
In odontoiatria si presentano di solito come conseguenza di interventi chirurgici: avulsione degli ottavi inferiori, impianti, rimozioni di cisti odontogene e non, interventi di chirurgia maxillo-facciale. Possono inoltre dare parestesia le lesioni al tessuto nervoso dovute a trattamenti endodontici e avvelenamento da mercurio; comunque, va sempre fatta una diagnosi differenziale, perché la parestesia può essere anche sintomo di diabete mellito, ipotiroidismo o sclerosi multipla. Le più frequenti parestesie si hanno al nervo alveolare inferiore, al nervo linguale e al nervo infraorbitario.


Il segno principale della parestesia del nervo alveolare inferiore è l’anestesia o l’ipoestesia dell’emilabbro inferiore o del mento. A livello intraorale sono colpiti la superficie vestibolare del processo alveolare e la mucosa del labbro inferiore. La sintomatologia è caratterizzata da una sensazione di formicolii, bruciore, punture, assenza di sensibilità intra ed extra orale, dolori che si irradiano dall’orecchio al mento, anestesia prolungata.


Le cause possibili sono molteplici. Può avvenire in seguito alla somministrazione di un’anestesia tronculare per lesione o compressione di alcune fibre nervose. In questo caso, solitamente la restitutio ad integrum avviene nel giro di giorni o al massimo di qualche settimana. Sono stati altresì recentemente descritti casi di parestesia associati all’uso di articaina e regrediti di solito spontaneamente nel giro di poche settimane.
Una patologia mandibolare espansiva può provocare parestesia del nervo alveolare inferiore.
La parestesia può anche essere la conseguenza di una perforazione del canale mandibolare, in seguito a strumentazione incontrollata al di là del forame apicale del sistema canalare di entrambi i premolari o molari inferiori.

Ma l’estrazione del terzo molare inferiore rappresenta la causa più frequente dei traumatismi del nervo alveolare inferiore, a causa dell’estrema vicinanza di quest’ultimo con le radici del dente del giudizio inferiore. Il nervo può anche essere traumatizzato da un curettage dell’alveolo o da una minima perdita di osso, i cui detriti possono penetrare all’interno del canale mandibolare. Un ascesso alveolare acuto può generare una parestesia, che di solito è reversibile, e anche un evento traumatico come la frattura mandibolare può provocare una compressione del nervo e quindi una parestesia.

Un’altra causa possibile è la presenza di materiale di origine endodontica nel canale. La presenza di materiale da otturazione nel canale mandibolare, in seguito a un trattamento endodontico, rappresenta una rara ma seria complicanza. I meccanismi responsabili del danno nervoso sono la neurotossicità chimica dei componenti del materiale di otturazione canalare e la pressione meccanica esercitata dal materiale spinto all’interno del canale mandibolare; i sintomi comprendono ipoestesia e disestesia; alcuni riferiscono insorgenza di dolore. A tal proposito va ricordato che l’utilizzo di prodotti come l’N2, contenenti paraformaldeide, sono stati banditi dall’American Dental Association. Anche altri materiali per otturazione canalare possono risultare neurotossici come l’eugenolo, i fenoli e quelli a base di urotropina.


Una procedura a rischio è la chirurgia ossea a livello del foro mentoniero, per esempio per l’estrazione di radici incluse in quella sede, l’inserimento di impianti, innesti mucogengivali, levigatura a cielo aperto.
La parestesia in chirurgia orale si può verificare anche quando si esegue un lembo di accesso, dove le manovre di dislocazione del lembo determinano uno stiramento del fascio nervoso; l’elasticità dell’epinevrio e delle sue fibre nervose all’interno dei fascicoli permette uno stiramento tollerato dal tronco nervoso stesso, ma la possibilità di estensione dipende esclusivamente dall’elasticità del perinevrio.
Anche la trasposizione chirurgica laterale, parziale o totale del nervo alveolare inferiore può determinare una parestesia. Studi recenti hanno dato come limite massimo di allungamento il 20%, mentre il 30% porta a una laterazione strutturale.

La parestesia del territorio del mentoniero è una complicanza che si osserva, a volte, negli impianti di profondità dal settimo al quarto inferiore. La regione del mento rimane anestetizzata, mentre le regioni innervate dal nervo vestibolare, incisivo e linguale sono perfettamente normali.
La parestesia può essere data anche dall’impianto che comprime il nervo, da particelle di osso che irritano il nervo comprimendolo, o dall’emorragia dell’arteria o della vena che è stata incisa durante l’intervento. Si è dimostrato che la decompressione del nervo, con la rimozione della causa e di conseguenza la ricanalizzazione, portano a un ripristino della funzionalità dello stesso.


La prevalenza della parestesia negli interventi di odontoiatria oscilla intorno allo 0,1%, ovvero un caso su mille, come riportato in letteratura medica.
Se restringiamo il campo a interventi di chirurgia implantare o estrazioni di ottavi, le percentuali salgono di molto e variano tra il 5 e il 15% a seconda dei parametri di valutazione adottati.


Esistono condizioni anatomiche che rendono il nervo alveolare inferiore particolarmente vulnerabile e la parestesia una conseguenza inevitabile di un trattamento odontoiatrico.
La parestesia del nervo alveolare inferiore deve essere trattata senza trascurare le conseguenze fisiche e psicologiche che può provocare al paziente. La scelta della terapia può essere semplice se ne sono note le cause. In questo caso, spesso, la rimozione della causa può essere risolutiva e accompagnarsi alla risoluzione dei sintomi. La prescrizione di farmaci antinfiammatori steroidei aiuta la decompressione del fascio vascolo-nervoso ed è importante dal punto di vista medico-legale.

È consigliabile, prima di intraprendere qualsiasi procedura a rischio, un attento esame della posizione del nervo alveolare inferiore in rapporto alla zona di intervento, al fine di ridurre al minimo i rischi operatori e preservare l’integrità del nervo, evitando così all’operatore fastidiosi contenziosi e al paziente una complicanza invalidante.

Quanto possono essere utili un accurato esame preoperatorio, radiografie di buona qualità, una buona strumentazione, un’adeguata irrigazione, una buona tecnica o altro?
Un esame preoperatorio, ovvero una accurata diagnosi con l’ausilio di esami diagnostici radiografici di buona qualità, come una Tac con Dental Scan o la Tac Cone Beam, può senz’altro facilitare le procedure operatorie, garantendo una pianificazione ottimale degli interventi, riducendone il rischio di complicanze intra e post-operatorie tali da ridurre i rischi di parestesia o limitarne il grado.
Anche le tecniche chirurgiche e gli attuali mezzi tecnologici usati in chirurgia piezoelettrica possono ridurre notevolmente i rischi.


In gran parte le lesioni iatrogene hanno una buona prognosi, soprattutto in casi di danno neuroaprassico, ma serve ricordare che i criteri del grading classico delle lesioni nervose in neuroaprassia, axotomnesi e neurotmesi richiedono flessibilità e prudenza perché frequentemente ci sono lesioni che si associano a tali condizioni e ci sono difficoltà nella valutazione del tipo di danno. Il recupero da lesioni miste è usualmente bifasico; la componente neuroaprassica guarisce velocemente per la remielinizzazione, mentre la componente assonale recupera lentamente con rigenerazione assonale.
Le lesioni da posizionamento perioperatorio guariscono spontaneamente in circa il 90% dei casi, ma in alcuni casi la guarigione può richiedere mesi o anni.

Molti quadri lesionali (sensitivi) durano pochi giorni; la gravità è spesso legata al tronco interessato. Frequentemente le lesioni nervose iatrogene sono segnalate per lo studio e la correzione con significativo ritardo, vale a dire oltre il momento ottimale per l’intervento chirurgico correttivo che dovrebbe in certi casi essere precoce.
In caso di neurotmesi, il riparo immediato evita la chirurgia dilazionata addizionale. È necessario dissecare i monconi nervosi danneggiati, retratti nel tessuto cicatriziale; si accorcia il tempo in cui i muscoli interessati rimangono denervati e si aumenta così il potenziale di guarigione. Talora si esegue una immediata anastomosi, senza tensione, magari con l’aiuto di test neurofisiologici e usando, se necessario, un trapianto nervoso.

I farmaci come i cortisonici, gli anti edemigeni, gli antidolorifici e gli integratori vitaminici possono ridurre la sintomatologia della parestesia.

Per la valutazione delle alterazioni della sensibilità sono stati elaborati numerosi test che ci permettono, mediante mappature cutanee documentate per immagini, di valutare l’evoluzione dell’area interessata.


La parestesia del mento raramente risulta permanente.
Più del 50% delle lesioni del nervo alveolare inferiore guariscono spontaneamente in 11 settimane, mentre la guarigione in meno di sei settimane è minima.
Pertanto, prima di fare un impianto inferiore nei settori posteriori e non, è importante mettere a conoscenza il paziente delle possibili complicanze. Bisogna spiegargli che nell’80% dei casi il formicolio è transitorio. Infatti, dopo cinque-sei mesi, il danno parestetico si riduce dell’80-90%.

Gli odontoiatri e tutti coloro che sono abilitati all’esercizio della professione, nel loro percorso formativo universitario e anche post-universitario, studiano più volte l’anatomia delle ossa mascellari, la fisiologia e la patologia, oltre ad affrontare quasi sempre anche lo studio delle complicanze e le relative terapie.
Certamente un’esperienza di studio con testi e fotografie non può dare una corretta formazione, mentre lo studio su preparati anatomici (studio su cadavere) può contribuire alla formazione di professionisti più qualificati, in quanto il disegno è bidimensionale ma la realtà è tridimensionale.


Vedi anche: Lesioni del nervo alveolare inferiore (nai) nella pratica odontoiatrica

Il nervo alveolare inferiore

Endodonzia/parestesia




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