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Le linee guida del Fisco. Non sempre è agevole capire come e chi “risulta in regola in base ai vari strumenti di selezione, il cui funzionamento è ancora poco chiaro.

Da sempre l’Agenzia delle Entrate pubblica dopo il periodo estivo (casualmente quello in cui si pagano le imposte) una Circolare in cui vengono fornite alla varie Amministrazioni locali le linee guida per i controlli fiscali da effettuarsi nei successivi 12 mesi. La Circolare in questione (la n°i8/E del 2012) non è altro che un aggiornamento degli “indirizzi operativi” già diramati in passato, con però degli interessanti spunti sulle nuove metodologie di controllo.
Già dalle premesse, è immediatamente chiaro che il Fisco, nonostante suddivida i contribuenti in cinque categorie (tra cui i grandi contribuenti, le imprese di medie dimensioni e gli enti non commerciali), concentrerà la sua maggiore attenzione su due di queste:
prima casa di proprietà;
>i professionisti e le piccole-medie imprese;
>i privati cittadini in generale.
Appare subito evidente come il mondo odontoiatrico formato da singoli professionisti, studi associati e centri dentali, rientri pienamente in questi due gruppi.
In questo clima di “caccia all'evasore", l’intenzione conclamata del Fisco non sarà, però, incrementare il numero di controlli, bensì cercare di aumentare il loro grado di precisione. Verrà quindi fatto maggior ricorso a quegli strumenti, che l’Amministrazione possiede già da tempo, per andare a selezionare ed individuare i presunti evasori. Il fine ultimo è ovviamente cercare di recuperare più gettito possibile concentrando le energie su quelle situazioni che più strumenti di controllo indicano come anomale (ossia a rischio di evasione).
Gli accertamenti “a colpo sicuro”
dovrebbero poi anche avere una funzione dissuasiva nei confronti dei potenziali evasori: l’effetto della ormai nota “compliance fiscale”, di cui spesso si sente parlare negli ultimi tempi, è proprio quello di fare dichiarare di più a quei soggetti con comportamenti anomali in ambito dichiarativo, spaventandoli con la maggiore incisività dei controlli.
Scopo del presente articolo è pertanto andare ad analizzare quali sono gli spunti forniti agli Uffici locali, focalizzando l’attenzione sui controlli che verranno effettuati sulle persone fisiche e sui professionisti.

1 controlli sui professionisti (odontoiatri e studi associati) e le piccole-medie imprese (centri dentali)

È questa l'area in cui, a detta del Fisco, si sono ottenuti negli ultimi anni i migliori risultati: dopo periodi in cui si effettuavano un elevato numero di controlli, che spesso non portavano ai risultati sperati dall'Agenzia delle Entrate, negli ultimi tempi grazie a strumenti di selezione più accurati si sono andate a verificare posizioni in cui era molto presente il fenomeno dell’evasione. È quindi questo il primo obiettivo dato agli Uffici per il 2012-2013: verifiche più incisive, su contribuenti meglio selezionati, con particolare attenzione ai compensi occultati ed ai costi non inerenti con l’attività svolta.
Per perseguire questi obiettivi, nella Circolare sono anche indicati i criteri di selezione che dovranno essere prioritariamente utilizzati (attraverso un nuovo software chiamato RADAR):
>Assenza di controlli negli ultimi quattro anni;
Presenza di redditi sensibilmente più bassi rispetto alla media della categoria;
>Reiterata non congruità rispetto agli studi di settore;
>Presenza di fattispecie reddituali non coerenti con la media del settore; situazioni di congruità “appiattita” ossia quei casi in cui si è per più anni poco al di sopra di quel livello minimo di reddito stimato dallo studio di settore;
>Situazioni di adeguamenti significativi agli studi di settore. Come già ampiamente discusso sulle pagine di questa rivista, l’Agenzia delle Entrate è tornata nuovamente a puntare sugli studi di settore, non più come strumento di controllo ma come indicatore di situazioni anomale. Si inserisce in questo discorso il massiccio invio, risalente sempre al periodo di maggio-giugno scorso, di lettere in cui venivano segnalate situazioni anomale ai contribuenti stessi.

Inoltre, saranno destinatari privilegiati delle attenzioni del Fisco quelle strutture professionali (compresi i centri dentali) che hanno evidenziato perdite fiscali per più anni o che hanno inserito nella categoria dei costi residuali (voce non specifica e pertanto sospetta per l’Agenzia) importi rilevanti.
Lo strumento di controllo “principe”, alla luce di quanto precisato nella Circolare, saranno le ormai ben conosciute indagini finanziarie. Anche di questa metodologia accertativa si è già detto in passato; giova però segnalare che, nelle intenzioni del Fisco, questo dovrà in breve tempo diventare il principale strumento di controllo per professionisti e piccole medie imprese estendendo la sua applicazione anche ai conti non direttamente intestati al contribuente. Potranno essere quindi verificati anche i conti cointestati o: su cui si ha una semplice delega; se a tutto ciò si aggiunge la comunicazione massiva (ed automatica!) all’Agenzia di tutte le operazioni bancarie e le limitazioni sempre più stringenti all’uso del denaro contante, pare ovvio segnalare l’importanza nel prestare la massima attenzione alla gestione dei propri conti correnti.
Gli accessi presso gli studi o le strutture professionali continueranno ad essere svolti ma tendenzialmente con finalità abbastanza precise quali:
) la verifica del rispetto degli obblighi tributari (emissione di fattura, regolare tenuta dei registri eccetera);
-la veridicità dei dati indicati negli studi di settore, con particolare attenzione ai beni strumentali di entità rilevanti (riuniti, ortopantomografi, tac eccetera);
-la regolarità del personale dipendente impiegato nella struttura.
Consigli operativi
Alla luce degli indirizzi strategici forniti dall’Agenzia, onde evitare di incappare in spiacevoli situazioni pur non avendo realizzato alcuna evasione, a parere degli scriventi, è quanto mai opportuno:
-porre la massima attenzione sia ai dati inseriti negli studi di settore sia ai loro risultati numerici, segnalando in anticipo eventuali situazioni oggettive che determinano posizioni di non congruità o di non coerenza;
-limitare le operazioni in contanti (sia in entrata che in uscita) sui propri conti correnti: queste, se superiori a importi molto bassi (250- 300 euro), vengono considerate come sospette e pertanto indicatori di possibili situazione di evasione;
•Tenere memoria e relativa documentazione delle proprie operazioni finanziarie, sia in entrata sia in uscita, onde evitare di trovarsi, a distanza di anni, impreparati in caso di controllo;
•Cercare di avere un gestione il più lineare e ordinata possibile dei propri conti correnti: fra questi, come detto, rientrano tutti quelli su cui si ha la firma, siano essi relativi all'attività o attinenti alla propria vita personale.


Controlli sulle persone fisiche
Su questa vastissima categoria di contribuenti, che include oltre ai professionisti ed agli imprenditori anche i lavoratori dipendenti, è aumentato lo sforzo del Fisco nel corso degli ultimi anni.
Innanzitutto sono stati condotti controlli automatizzati sugli oneri deducibili e detraibili indicati nella dichiarazione dei redditi (di cui si è detto nel numero precedente di questa rivista). Visti gli ottimi risultati ottenuti dall’Agenzia in relazione all’impegno profuso, per il 2012 è prevista una pianificazione di controlli di massa in cui verosimilmente verrà richiesto di esibire i documenti che giustificano l’inserimento di determinati oneri nel modello Unico, quali:

-spese mediche specialistiche
-interessi passivi sul mutuo per la prima casa
-forme di previdenza complementare
-erogazioni liberali
-spese di ristrutturazione e per il risparmio energetico.

Detto ciò, però, lo strumento di selezione e controllo che più verrà utilizzato per le persone fisiche nei prossimi accertamenti sarà il “redditometro” e lo “spesometro" di cui si è già ampiamente detto sulle pagine di questa rivista. In questa sede giova ricordare che con il “redditometro” il Fisco stimerà, in ragione della disponibilità di determinati beni o del sostenimento di determinate spese, il reddito necessario al mantenimento dei primi o alla sopportazione delle seconde; in caso di significative differenze chiederà dettagliate giustificazioni. Con lo “spesometro”, invece, si andrà semplicemente a sommare l'importo delle spese sostenute nell’anno e si chiederà di dimostrare eventuali differenze rispetto al reddito dichiarato.
Consigli operativi Alla luce delle linee guida sui controlli forniti dall’Agenzia, diverrà quanto mai opportuno prestare la massima attenzione al proprio tenore di vita. Sarà pertanto consigliabile documentare nel modo più dettagliato possibile le fonti reddituali (donazioni, prestiti, vendite, disinvestimenti eccetera) che hanno permesso di sostenere spese eccedenti il reddito dichiarato; il tutto per evitare di incappare, per comportamenti condotti in piena buona fede, nella “rete” di controllo del Fisco con poche possibilità di difendersi.

In questo quadro “apocalittico”, dovrebbe esserci però una buona notizia: chi è in regola con il Fisco non dovrebbe avere nulla da temere. Il condizionale è d’obbligo perché non sempre è agevole capire come e chi “risulta in regola” in base ai vari strumenti di selezione, il cui funzionamento è ancora poco chiaro.
In conclusione quindi è opportuno valutare attentamente con il proprio commercialista non solo la gestione reddituale della propria attività, ma anche il proprio tenore di vita in relazione al reddito e la propria gestione dei conti correnti; il tutto per scongiurare il rischio che certi comportamenti, condotti in piena buona fede, siano interpretati dal Fisco come sintomatici di evasione ed attivino le procedure di controllo.


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Autore: Odontoiatra.it

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