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Le cure odontoiatriche low cost...
In questo ultimi anni si sono moltiplicati, su riviste e quotidiani nazionali, inserzioni pubblicitarie sulla convenienza delle cure odontoiatriche eseguite nei Paesi dell’Esteuropeo.


Tali pubblicità invogliano i pazienti italiani a partecipare a viaggi "tutto compreso” con possibilità di visite e cure odontoiatriche a basso costo, unite a soggiorni in hotel e centri benessere. Queste occasioni di turismo odontoiatrico sono caratterizzate sempre più da uno standard organizzativo complesso, con vere e proprie agenzie che curano tutti gli aspetti logistici. Del tutto recentemente, sulla pagina di un quotidiano, è apparsa una comunicazione pubblicitaria che informa circa la possibilità di accedere ad una visita in territorio italiano (nella fattispecie Milano) eseguita da una équipe di professionisti odontoiatrici operante in Ungheria. L’inserzione annuncia questa sorta di tour da parte del personale odontoiatrico straniero, con tanto di date (limitate), orari e indirizzo dell’ambulatorio di appoggio. Il messaggio esplicita la straordinaria occasione, per i pazienti, di disporre di piani di trattamento a tariffe convenienti, praticamente al proprio domicilio cittadino, così da organizzare la trasferta ungherese direttamente per l’esecuzione delle terapie. La fase del reclutamento del paziente si è dunque perfezionata: si fa risparmiare il viaggio per la prima visita e si ottimizzano tempi e costi.
Molte associazioni di odontoiatri europei hanno commissionato studi, interviste, ricerche di mercato, sul fenomeno del turismo odontoiatrico. Prima fra tutti quella britannica, in quanto è nota la carenza di personale medico nel servizio sanitario pubblico ed il costo elevato delle terapie nell’ambito privato. Anche Germania e Austria stanno vi vendo questo fenomeno di trasferte dei pazienti, probabilmente facilitato dalla vicinanza geografica con l’Ungheria. L’Italia subisce soprattutto il fascino della Croazia, ma sempre di più quello ungherese e rumeno.
Il dato è in aumento e merita alcune considerazioni.
Qualche decennio fa era balzato agli onori della cronaca il fenomeno delle gite in Olanda: si fornivano, in pochi giorni e a basso costo, riabilitazioni orali complete con protesi totali. Si è poi visto che, in molti casi, si trattava di piani di cura molto aggressivi, con bonifiche complete ad entrambe le arcate e allestimento di protesi totali su tessuti non ancora guariti. Quando il paziente, a distanza di settimane, non trovava più congrua la protesi immediata, era ormai rientrato in Italia, senza possibilità di appello. Oggi dobbiamo prendere atto che non sempre i piani di cura elaborati dai professionisti dell'Est sono inadeguati o non aggiornati. Nei tariffari pubblicizzati troviamo citate, ad esempio, riabilitazioni protesiche in zirconio, procedimenti di ricostruzioni pre implantari con rialzi di seno, innesti e biomateriali noti, tipologie di impianti di case produttrici autorevoli. Dalla caduta del Muro in poi, le possibilità di aggiornamento per gli odontoiatri dell’Est si sono moltiplicate; sappiamo che molti prestigiosi professionisti anche italiani si recano in questi Paesi per tenere corsi e presentare le ultime tecniche operatorie. Molto spesso si sono creati gemellaggi con le università di tutt’Europa, con vivi scambi culturali. Le aziende del settore odontoiatrico hanno già da tempo riconosciuto la potenzialità di questi nuovi mercati e operato vendite di attrezzature e tecnologie a prezzi proporzionali alle capacità di assorbimento locale, spesso più bassi di quelli proposti nell’Europa dell’Ovest.
Dobbiamo poi considerare che questi Paesi della nuova Europa hanno ancora (probabilmente per pochi anni) un costo della vita più basso, se confrontato con il nostro. Pertanto i costi degli immobili, degli affitti, degli stipendi del personale eccetera concorrono in misura nettamente inferiore alla definizione globale della tariffa odontoiatrica. Tutto ciò per dire che esistono e continueranno ad esistere studi e strutture che propongono pacchetti di terapia odontoiatrica tutto compreso, con materiali scadenti, personale abusivo o poco competente, condizioni igieniche discutibili; tuttavia a ciò si vanno affiancando cliniche e studi con un buon livello di terapie, che si possono permettere tariffari più bassi solo perché complessivamente più bassi sono i costi che devono affrontare per la definizione delle prestazioni. Pensiamo, a titolo di esempio, a quel¬lo che è successo nel panorama della commercializzazione dei riuniti. Negli ultimi due-tre anni anche in Italia i costi si sono sensibilmente ridotti, sia perché la crisi economica ha diminuito la domanda e moltiplicato l’offerta, sia perché si so¬no resi disponibili, con la globalizzazione, riuniti di marche extraeu-ropee (dalla Cina e dalle Americhe) con standard tecnologici accettabili nel rapporto qualità prezzo.
Se questo fenomeno si moltiplicasse per tutta la strumentazione odon¬toiatrica, se il costo del lavoro e quello dedicato agli adempimenti obbligatori per gli studi professionali fossero minori, anche i tariffari italiani potrebbero essere facilmente più contenuti.
Nel frattempo l’odontoiatra italiano come può reggere l’urto di que¬sto turismo terapeutico low cost all’Est?
Sicuramente sarebbe un atteggiamento suicida, oltre che privo di etica, abbattere i costi risparmiando sulla qualità: abdicare all’impiego di materiali scadenti, all’uso di personale impreparato, sacrificare i requisiti fondamentali di igiene e sterilità dell’ambiente di lavoro.
Se diamo uno sguardo alle risposte dei pazienti italiani sugli elementi di maggior apprezzamento per il proprio dentista, troviamo un dato significativo. Buona parte dei pazienti ritiene fondamentale trovare dal proprio dentista sviluppo e mantenimento di buone relazioni umane. Il livello qualitativo del rapporto medico-paziente, il giusto tempo dedicato al colloquio, prima ancora che alla terapia, l’atmosfera professionale ed empatica a cui contribuisce tutto il personale dello studio, la certezza che ci si prenda cura realmente della salute orale, nell’ambito di un rapporto di fiducia continuativo concorrono, in una definizione, al valore del ruolo di “dentista di famiglia”. Tutto ciò porta a che quasi il 90% degli intervistati si dichiari molto o abbastanza soddisfatto del sevizio complessivo pre¬stato dal proprio dentista. Fattori come la convenienza dei costi o le attese per gli appuntamenti sono considerati dal paziente secondari, e circa il 50% dei pazienti non si sentirebbe tutelato da prezzi molto al di sotto della media, sinonimo di scarsa qualità delle cure offerte. Infine, per scegliere un dentista a cui affidarsi, la quasi totalità dei pazienti sceglie il consiglio di parenti e amici. Come dire che la forza di un passaparola affidabile è enorme, e trascurabile è il ruolo della pubblicità sui giornali o sugli elenchi telefonici.
A conclusione di tutto ciò possiamo considerare che la professionalità, anche in tempo di crisi, è apprezzata. L’approccio al paziente ed il rapporto umano che si instaurano sono prioritari. Tuttavia il problema dei costi sostenuti dal paziente esiste, e sarebbe ottuso non considerare la reale disponibilità di terapie low cost con un livello progressivamente migliorato.
Questo problema deve trovare una soluzione in una compartecipazione di tutti gli attori del settore odontoiatrico. Accanto al ruolo responsabile delle aziende è fondamentale quello delle istituzioni. La loro parte comprende l’impegno a definire livelli di tassazione più equi, anche attraverso la riduzione del costo del lavoro, la lotta all’abusivismo, mai risolto, la semplificazione degli adempimenti burocratici obbligatori, con conseguente riduzione di tutti quei costi che attualmente sono troppo elevati ed in carico esclusivo all’odontoiatra.

Vedi anche: Il turismo odontoiatrico

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Autore: Odontoiatra.it

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