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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere Crisi economica...Chi uscirà dalla crisi?

I cambiamenti provocati dalla crisi ed il ,ercato odontoiatrico! L' odontoiatria di oggi, nel periodo della crisi, della troppa burocrazia e delle grandi strutture sanitarie.

I momenti di crisi portano con sé cambiamenti più o meno profondi in tutti i mercati, nessuno escluso. Pertanto, anche il mercato odontoiatrico, una volta superata la crisi economica mondiale, risulterà diverso e trasformato.
Solitamente, più una crisi è profonda più comporta mutamenti o stravolgimenti. Inoltre, in ogni momento di difficoltà del sistema economico, ci sono settori più o meno e- sposti alle rapide evoluzioni che si verificano.
In linea generale, più un mercato è aperto alla concorrenza (e non ha pertanto limitazioni all'ingresso di nuovi concorrenti) più è soggetto a continui cambiamenti.
Il settore sanitario-dentale italiano non è certamente fra i più esposti alla concorrenza in virtù del numero annuo relativamente basso, se confrontato con altri Paesi europei, di nuovi concorrenti (odontoiatri neoabilitati) che entrano nel mercato. Tuttavia negli ultimi anni, anche in seguito al Decreto Visco-Ber- sani del luglio 2006, è stato oggetto di una radicale trasformazione: la crescita, da parte del paziente, dell’informazione sia sulla qualità della prestazione medica che sul livello di prezzo offerto.
È pertanto naturale che, in un contesto di peggioramento globale delle condizioni economiche della popolazione e quindi dei pazienti, una prima immediata conseguenza sia una maggiore attenzione al prezzo delle prestazioni sanitario-dentali, soprattutto se confrontato con la qualità percepita.
Al di là della crisi contingente però, è indubbio che la tendenza generale del mercato sanitario-dentale sia quella di registrare:
•un costante aumento del numero dei concorrenti (competitors);
•un costante aumento delle dimensioni dei concorrenti (centri dentali, cliniche sanitarie- dentali).
Che piaccia o no, l’esistenza di strutture più grandi e più articolate, e quindi di concorrenti più temibili, ha come diretta conseguenza la modifica dei fattori critici di successo. Nel prossimo futuro (per non dire nel presente) per eccellere nel mercato odontoiatrico non sarà più unicamente sufficiente avere grandi competenze in ambito clinico, ma sarà soprattutto necessario avere spiccate capacità nella gestione extra clinica, come ad esempio nell’organizzazione, nel marketing, nella comunicazione, nel controllo dei costi e della redditività delle varie prestazioni professionali rese eccetera.
I cambiamenti del mercato odontoiatrico sono e saranno determinati non solo dalle nuove necessità cliniche ed extra cliniche (servizi più efficienti, tempi di attesa ridotti, flessibilità negli orari eccetera) dei pazienti, ma anche dalle risposte che i professionisti del campo dentale danno o sapranno dare a queste necessità.

LE TENDENZE DEL MERCATO ODONTOIATRICO
Una prima tendenza (trend) è certamente il maggiore grado di specializzazione, fattore necessario per far fronte all’aumento della complessità delle prestazioni cliniche e non.
Ogni settore, dall’implantologia alla protesi, dall’ortodonzia alla chirurgia, alla medicina estetica eccetera, diventa sempre più complesso e necessita pertanto di un maggior grado di approfondimento ed aggiornamento.
In sostanza ogni settore richiede, per essere gestito mantenendo un livello qualitativo adeguato, di una costante e sempre maggiore fomazione da parte dell’odontoiatra. Per diventare però un fattore determinante per lo sviluppo o, in alcune situazioni, per la sopravvivenza, tale formazione dovrà riguardare sia la parte clinica sia quella extra clinica, solitamente meno congeniale all’odontoiatra.
A fronte del maggior impiego di risorse nella formazione professionale, la prima e più diretta conseguenza sarà la diminuzione per l’odontoiatra del tempo da dedicare ai singoli pazienti.
Per evitare ciò e, quindi, anche il rischio di una diminuzione di compensi e utili, si sarà costretti a scegliere tra due alternative:
•on poter aggiornare e sviluppare le competenze in campo clinico;
•unirsi ad altri odontoiatri per permettere ad ogni professio¬nista di specializzarsi in un settore differente.

Questa tendenza comporta, da un lato, la fine dei “tuttologi”, dall’altro la presenza di strutture sempre più grandi con professionisti specialisti.
Una seconda tendenza è la doman¬da da parte dei pazienti di servizi sempre più completi e articolati: da
un lato si vuole poter usufruire, all’interno di un’unica struttura, di un sempre maggior numero di prestazioni sanitarie differenti (implantologia, chirurgia, conservativa, ortodonzia, estetica eccetera); dall’altro vi è il desiderio di integrare i servizi sanitari con servizi extra clinici. Non potranno quindi più essere trascurati aspetti quali la puntualità negli appuntamenti, la cortesia di tutto il personale, l’elasticità negli orari, la comodità dello studio in termini di posteggio o vicinanza a mezzi di trasporto pubblico, la pubblicità e la comunicazione del proprio studio al paziente.

FOTOGRAFIA DELLE STRUTTURE ODONTOIATRICHE IN ITALIA
Prima di comprendere come rispondere alle nuove tendenze del marcato, ci pare opportuno delineare un quadro chiaro di come sono strutturati gli studi odontoiatrici in Italia.
•Studio monoprofessionale “generalista”: un solo odontoiatra senza collaboratori fornisce tutte le prestazioni sanitarie (dall’implantologia alla conservativa) ma con livelli qualitativi medio-bassi.
•Studio monoprofessionale specializzato: un solo odontoiatra senza collaboratori fornisce prestazioni sanitarie di un solo settore (ad esempio implantologia), ma con un livello qualitativo alto.
•Studio monoprofessionale con più collaboratori esterni, che permette di allargare la gamma dei servizi offerti grazie alla presenza di più odontoiatri, mantenendo un buon livello di qualità. Punto critico di tale struttura è la gestione extra clinica di cui si deve occupare il professionista di riferimento, spesso privo di tempo o delle competenze necessarie.
•Studio con più professionisti as¬sociati, che segue più attività e può avere un livello qualitativo medio-alto. Tale tipologia di struttura permette di avere più professionisti (i soci) che possono dedicarsi alla parte extra clinica in quanto direttamente interessati.
•Centri dentali: strutture in cui lavorano professionisti che si oc¬cupano unicamente della parte clinica, gestite però da soggetti (odontoiatri e non) con elevate qualità manageriali che dedicano la maggior parte del loro tempo alla parte extra cli¬nica dello studio.
•Strutture ibride, come ad esempio gli studi in franchising, in cui la parte clinica ed alcune attività ad essa connesse (rap¬porti con assistenti e collaboratori, rapporti con i clienti eccetera) sono gestite dai clinici, mentre gli altri compiti gestio¬nali sono seguiti a livello centralizzato da strutture esterne (controllo redditività e conte¬nimento costi, pubblicità e comunicazione, investimenti, or¬ganizzazione, formazione eccetera).

QUALI STRUTTURE RISPONDONO ALLE ESIGENZE DEL MERCATO?
Le strutture che permettono di rispondere appieno alle tendenze del mercato in precedenza esaminate (maggiore esigenza del paziente e maggiore complessità delle prestazioni) sono sicuramente le strutture ibride ed i centri dentali.
Gli studi associati e gli studi monoprofessionali con più collaboratori esterni (la maggioranza in Italia) so¬no invece deboli per quanto riguarda la parte extra-clinica, che sarà seguita da uno o più odontoiatri, i quali dovranno necessariamente effettuare investimenti in formazione per la gestione dello studio (a-spetti economici e finanziari, organizzativi, di marketing, contabilità dei costi eccetera) sottraendo tempo all’attività odontoiatrica.
La struttura dello studio monoprofessionale altamente specializzato, che ad oggi permette una buona redditività, è invece rischiosa perché, in presenza di grandi cambiamenti nel settore di riferimento (ad esempio ortodonzia o implantologia), rischia di vedere ridotti i propri margini o guadagni.
Inoltre, ulteriori criticità dello studio monoprofessionale, sia specializzato che “generalista”, sono:
B l’elevata incidenza dei costi di struttura (affitto o acquisto dei locali e della relativa attrezzatura);
S l’insufficienza di tempo e di investimenti richiesti dalle attività extracliniche (acquisto software gestionale, costi di pubblicità eccetera).

Le crisi portano dei cambiamenti.
In periodi di crisi bisogna perciò essere in grado di interpretare dove va il mercato (la pazientela) e, una volta capito questo, agire di conse¬guenza strutturandosi nel modo migliore per soddisfare le sue nuove esigenze.
L’unica cosa che non si può certamente fare (se non si vuole essere destinati a perdere clientela o redditività) è rimanere immobili, uguali a prima, con la convinzione che, passata la tempesta, tutto tornerà com'era.
Chi invece avesse già strutturato il proprio studio orientandosi alle nuove esigenze del mercato, non deve comunque compiere l’errore di pensare che il mercato non possa nuovamente cambiare.

Vedi anche: Novità dal mondo dell'odontoiatria /burocrazia/crisi economica/strutture sanitarie

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Autore: Odontoiatra.it

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