Home page | Chi siamo | Obiettivi | Partner | Link consigliati | Eventi | Convenzioni | Libri | Pubblicazioni | Privacy



E-mails: redazione@odontoiatra.it contatti@odontoiatra.it

DETTAGLIO ARTICOLI

Ingrandisci



Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere La carie e la prevenzione...

Il processo carioso inizia con una digestione della parte proteica dello smalto dentale (parte organica), e con una frammentazione dei cristalli dello smalto (parte inorganica). Il processo carioso non da sintomi finché si sviluppa nel contesto dello smalto: fase asintomatica e preventodontica della carie.

E' molto importante la diagnosi per prevenire la carie secondaria, radiografie e la fluorescenza laser sembrano utili allo scopo, il controllo tattile ha una validità limitata e la spettroscopia di fluorescenza, pur nell’insufficienza di adeguati approfondimenti scientifici, non sembra offrire molti benefici diagnostici. Le carie secondarie sono la complicanza tardiva più comune nei restauri dentali. Si tratta di lesioni che spesso sono adiacenti al margine gengivale dei restauri per diverse ragioni: durante la procedura di restauro, il controllo dell’umidità e l’accesso al margine gengivale è difficile; inoltre, l’amalgama può presentare porosità e disomogeneità specialmente negli angoli e i compositi tendono a staccarsi dalle pareti per la contrazione da polimerizzazione.
Aumentano però gli studi secondo cui numerose carie secondarie sarebbero in realtà primarie, adiacenti ai restauri ma indipendenti dalla procedura o dai materiali utilizzati; proprio sui materiali si stanno comunque concentrando molte ricerche per ridurne la frequenza.

Non esiste attualmente uno standard raccomandato e i dentisti ricorrono a una varietà di metodi: il più comune è l’esame visivo o tattile-visivo, spesso combinato con radiografia bitewing; per le lesioni localizzate prossimalmente nei denti posteriori, l’esame radiografico sembra il metodo più utilizzato. Come aiuto per la rilevazione delle carie secondarie, sono stati suggeriti e utilizzati metodi che sfruttano i principi della fluorescenza per rilevare variazioni tra lo smalto integro e quello demineralizzato, che diventano più evidenti sotto la luce a certe lunghezze d’onda. I sistemi attualmente disponibili sono due: Diagnodent, che utilizza un laser con luce a infrarossi a una lunghezza d’onda di 655 nm, e Qlf che usa lunghezze d’onda tra i 290 e i 450 nm.

Quale di questi metodi è il più accurato? Per quanto riguarda l'esame visivo, radiografico e fluorescenza laser la revisione dei ricercatori tedeschi ha calcolato sensibilità e specificità simili: tra 0,50 e 0,59 la prima e tra 0,78 e 0,83 la seconda, con maggiore accuratezza del controllo visivo sulle superfici non prossimali e della fluorescenza laser per le carie adiacenti ai compositi. Il controllo tattile si è dimostrato meno valido e la Qlf ha mostrato una buona sensibilità sulle superfici non prossimali ma una bassa specificità.
Un secondo studio analizza lo stesso argomento dal punto di vista del costo rapportato all’efficacia.
La combinazione più efficace ma anche più costosa è il metodo della fluorescenza laser con verifica radiografica. Più in generale, nella maggior parte delle simulazioni effettuate si è visto che l’utilizzo di una sola metodica risulta meno efficace e più costoso e gli autori raccomandano dunque di combinare i metodi disponibili per evitare il rischio di falsi positivi che porterebbero a inutili sovratrattamenti.

Vedi anche: carie/vitamina D Tecniche di odontoiatria conservativa carie/prima infanzia/igiene orale cura della carie/tecniche innovative

Cariologia

Odontoiatra.it


Autore: Odontoiatra.it

Odontoiatra.it
P.IVA 01550940793
created by: WIREX