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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere Cronaca odontoiatrica /Congresso Mondiale dell’Osteoporosi

Si terrà a Milano, in occasione del Congresso Mondiale dell’Osteoporosi, un’importantissima campagna nazionale.

Iniziando dalla Lombardia per poi proseguire in altre regioni, e che patrocinerà la prevenzione della parodontite e delle patologie dell’osso, offrendo eccezionalmente una visita specialistica odontoiatrica a titolo gratuito e densitometria ossea al costo di 19 euro.

Quale è la relazione tra dente e osso, tra la vitamina D e le cure odontoiatriche, tra la parodontite e l’osteoporosi? Come può l’odontoiatra, curando la malattia parodontale, allertare il paziente e il medico di base su una condizione di rischio per le fratture, insidiosa e grave, dando il via alla prevenzione con largo anticipo?

Tutto il lavoro dell’odontoiatra (anche una semplice otturazione) ha un impatto diretto sull’osso dei mascellari. La terapia della malattia parodontale e, in special modo l’implantologia, che spesso è realizzabile solo dopo aver rigenerato l’osso perduto a causa della parodontite, non possono prescindere da un’accurata valutazione dello stato di salute dell’osso e del suo metabolismo, che inizia proprio con l’esecuzione della densitometria ossea. Nell’esperienza quotidiana delle cliniche EDN-IMI si è rilevato che la condizione di osteopenia (pre-osteoporosi) accomuna frequentemente i pazienti che soffrono di parodontite, e che questa è altrettanto sovente associata a stati più o meno gravi di ipovitaminosi D.

La vitamina D è un ormone che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto osseo, oltre a favorire una corretta risposta immunitaria dell’organismo. Nella stagione invernale, è allora ancora più importante tenere sotto controllo i valori di questa vitamina, poiché la quantità in circolo nel nostro organismo dipende essenzialmente dalla quantità di sole a cui siamo esposti.

La carenza di Vitamina D, può provocare difetti di mineralizzazione ossea con ripercussioni anche a livello delle ossa mascellari, favorendo così l’insorgenza della malattia parodontale e accelerandone la sua evoluzione.

Lo screening di tutti i pazienti, effettuato avvalendosi della densitometria ossea, e la verifica dei livelli plasmatici della vitamina D, mette il dentista in condizione di eseguire una diagnosi precoce di rischio osteoporotico anche in pazienti di giovane età, attivando una gestione del problema con molti anni (20 o 30) d’anticipo.

L’integrazione della vitamina D e del calcio, la correzione dietetica e degli stili di vita, consentono così, non solo di migliorare i risultati delle prestazioni odontoiatriche, ma di iniziare anche molto precocemente la prevenzione per l’osteoporosi.

L’osteoporosi è una condizione sistemica caratterizzata da una bassa densità ossea legata a un deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, che causa un aumento della fragilità ossea e, conseguentemente, del rischio di frattura. La sua elevata prevalenza, che aumenta con il progre­dire dell’età, e l’elevato rischio di frattura che ne deriva, rendono tale condizione una priorità assistenziale in termini di salute della popolazio­ne e di sostenibilità economica.

La rilevanza economica dell’osteoporosi è determinata dal fatto che le fratture ossee sono una delle cause più comuni di disabilità che maggiormente in­cidono sui costi sanitari dei paesi occidentali. La manifestazione più chiara e significativa dell’osteoporosi è senza dubbio la frattura del femore, che in Italia ha numeri drammatici.

Alcune informazioni utili:

Quasi centomila ricoveri all’anno (1 ogni 10 minuti);

La mortalità entro un anno dalla frattura, è del 20% (1 ogni ora);
Il 30% dei pazienti fratturati rimane affetto da invalidità permanente;
Il 40% perde la capacità di camminare autonomamente;
I costi diretti per il SSN, afferenti a tali fratture, superano 1,5 mld di euro annui;
La maggior parte dei pazienti con frattura da fragilità non riceve un trattamento per l’osteoporosi;
Come conseguenza di ciò l’80% di questi pazienti si fratturano di nuovo entro l’anno;
Una persona su due affetta da osteoporosi, non sa di averla;
Il costo mensile a carico della famiglia per l’assistenza ad un invalido per frattura di femore può superare i 2000 euro (badante, etc.).

Le fratture da fragilità assorbono grandi quantità di risorse economiche necessarie per erogare le pre­stazioni assistenziali correlate, continuano a indurre costi per ulteriori prestazioni anche a distanza dall’evento della frattura, e condizionano fortemente la salute dei pazienti aumentando i relativi costi assistenziali ben oltre quelli direttamente imputabili all’osteoporo­si stessa.

La diagnosi precoce di parodontite permette di ridurre sensibilmente la perdita di denti e, quando associata a quella precoce di rischio osteoporotico, può aiutare a ridurre il rischio di fratture.

Da tale approccio innovativo e multidisiplinare possono derivare importanti benefici in termini di riduzione di costi per il SSN e per le famiglie, e di miglioramento della qualità di vita per i pazienti.

Le false convinzioni da smentire:

L’osteoporosi colpisce solo le donne: FALSO

L’osteoporosi è una condizione che colpisce solo gli anziani: FALSO

La vitamina D si può somministrare senza un controllo dei suoi livelli ematici: FALSO

I pazienti in cura con farmaci per l’osteoporosi non possono effettuare cure odontoiatriche: FALSO.

Odontoiatra.it

Autore: Odontoiatra.it

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