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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere I problemi funzionali ed estetici

E' noto all'odontoiatra moderno avere in studio casi di pazienti con denti anteriori mancanti.

Tra le principali cause di tali perdite dei denti sono; assenza congenita, infezioni o lesioni iatrogene, resezione per tumore, traumi.

Quando si verifica la perdita dei denti in individui in crescita, Ŕ importante sostituire tempestivamente il dente o denti mancanti per assicurare lo spazio in arcata per la terapia implantare futura prevenendo problemi estetici, psicologici, sociali e funzionali.

Diverse sono le opzioni per sostituire i denti mancanti nei pazienti giovani, tra cui trattamenti con apparecchi ortodontici, protesi parziali fisse (FPD) o corone su impianto, metodiche che per˛ sono comunemente adottate dopo la maturazione scheletrica.

Recentissimamente sono stati pubblicati dei lavori scientifici internazionali che propongono l'autotrapianto come una interessante opzione di trattamento alternativo soprattutto nei bambini pi¨ piccoli in crescita, che risolverebbe la problematica dell'attesa fino alla maturazione scheletrica. Il principale vantaggio di questo metodo Ŕ l' utilizzo di tessuti autologhi, preservando il legamento parodontale, offrendo risultati estetici favorevoli. Inoltre, i tassi di sopravvivenza per questa innovativa metodica pare siano accettabili e comparabili con quelle delle protesi parziali fisse FPD, compresi tra 59,6% e il 94% dopo 10 anni.

Secondo uno studio olandese pubblicato su Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol di dicembre 2016 l'autotrapianto dentale pu˛ essere utilizzato con successo per il trattamento di denti mancanti nei settori anteriori sia mascellari che mandibolari. A differenza degli impianti dentali, che in un paziente ancora in crescita e che non ha ancora raggiunto la maturitÓ scheletrica purtroppo arrestano lo sviluppo alveolare, l'autotrapianto dentale consente invece il proseguimento dello sviluppo alveolare dentale. Questo studio retrospettivo ha esaminato le cartelle cliniche per un totale di 780 pazienti sottoposti ad autotrapianto dentale presso il Dipartimento di Chirurgia maxillo-facciale e Patologia Orale presso l'Ospedale Universitario Vrije Universiteit di Amsterdam tra il gennaio 2001 e dicembre 2012. Di questi 780 pazienti, 46 pazienti erano stati sottoposti ad autotrapianto dentale, specificamente nei settori anteriori della mascella e della mandibola.

Questi 46 pazienti hanno ricevuto un totale di 59 denti autotrapiantati provenienti da siti donatori diversi ed erano 30 ragazzi e 16 ragazze tra i 9 e i 18 anni (etÓ media 12-15 anni;). 13

pazienti hanno ricevuto pi¨ di un dente anteriore autotrapiantato ma per questo studio Ŕ stato selezionato a random solo uno dei denti autotrapiantati per paziente.

Sono stati autotrapiantati trentatre secondi premolari (26 mascellari e sette mandibolari), nove primi premolari (tre mascellari e sei mandibolari), un terzo molare mascellare, uno incisivo centrale mandibolare, e due incisivi laterali mascellari.

La maggior parte dei trapianti sono stati eseguiti a causa di lesioni dentali traumatiche. 10 denti sono stati trapiantati a causa di agenesia congenita; disturbi dello sviluppo, come ad esempio la germinazione,dilacerazione, e a causa di denti ectopici o impattati; e per riabilitare casi di labbro leporino.

Le procedure chirurgiche sono state le seguenti: nei casi in cui il dente danneggiato era ancora in situ al momento dell'intervento, il dente Ŕ stato accuratamente rimosso per garantire la conservazione della integritÓ dell'osso alveolare, con delle frese a pallina a bassa velocitÓ e sotto irrigazione costante con soluzione fisiologica salina sono stati creati i nuovi siti alveolari riceventi. Il dente donatore Ŕ stato poi accuratamente rimosso dalla sua sede originaria e inserito nel neo-alveolo del sito ricevente, facendo estrema attenzione a non danneggiare il legamento parodontale.

Il dente donatore Ŕ stato collocato in modo tale da essere mantenuto libero da forze occlusali e articolari, e sono state eseguite suture tali da garantire la stabilitÓ primaria.

Ai pazienti quindi sono stati prescritti antibiotici per una durata di 1 settimana (Amoxicillina 50 mg / kg al giorno), e sono state date istruzioni di lavarsi i denti accuratamente e regolarmente facendo sciacqui con clorexidina 0,12% due volte al giorno. Il periodo di follow-up post-operatorio variava da 10 a 61 mesi, con una media di 17.35 mesi. Trattamenti conservativi e ortodontici sono stati eseguiti successivamente ove necessitassero.

Il tasso di sopravvivenza dei denti autotrapiantati Ŕ stato considerato come il numero di denti trapiantati ancora in situ al momento dell'appuntamento di richiamo. Gli autotrapianti sono stati considerati un successo se il dente donatore fosse ancora presente al follow-up, esteticamente accettabile, privo di dolore, e privo di segni di infiammazione, senza riassorbimento esterno di radice, privo di anchilosi dentoalveolare e di radiotrasparenza periapicale, privo di mobilitÓ e tasche parodontali maggiori di 3 mm di profonditÓ.

La conclusione dello studio riporta che, durante il periodo di follow-up, tutti i denti autotrapiantati sono risultati essere clinicamente stabili e non hanno mostrato segni di complicazioni.

Quattro dei denti autotrapiantati hanno mostrato mobilitÓ post-operatoria a 4 settimane, ma hanno poi proceduto alla guarigione senza complicazioni. Solo due dei denti autotrapiantati hanno mostrato complicazioni entro i 12 mesi successivi al trapianto; uno aveva perso vitalitÓ e ha richiesto un trattamento canalare consecutivo, e l'altro ha sviluppato una radice corta, anche se era clinicamente stabile e senza mobilitÓ.

Possiamo dunque considerare l'autotrapianto dentale, per le regioni anteriori mandibolari e mascellari una buona opzione di trattamento per i pazienti giovani ancora in crescita con denti anteriori mancanti derivanti da traumi, aplasia, disturbi di sviluppo, e per i pazienti che necessitano di riabilitazione dentale per patologie quali per esempio labbro leporino. Inoltre anche qualora il trapianto sopravvivesse solo per pochi anni, potrebbe risolvere temporaneamente le problematiche estetiche e funzionali,contribuendo alla normale crescita e al fisiologico sviluppo delle ossa alveolari, per il tempo sufficiente per far raggiungere al paziente la maturazione scheletrica e sottoporsi solo successivamente ad un trattamento implantologico adeguato.

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Autore: Odontoiatra.it

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