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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere La parodontite e gli omega-3

Gli Omega-3 aiutano ad attenuare la parodontite, una grave infezione delle gengive.

Le parodontiti rappresentano un gruppo di patologie a carico del cavo orale che, nel corso degli ultimi anni, ha avuto la maggior attenzione e studio, per l’incidenza sulla popolazione, la severità dei sintomi e le correlazioni che presentano con altre malattie sistemiche.
Ma che cos’è esattamente la parodontite?
Si basa su un processo infiammatorio di tipo cronico a carico del parodonto, cioè il complesso sistema di tessuti di sostegno dei denti composto da gengiva, legamento parodontale ed osso alveolare, che ha il compito di mantenere le radici dei denti ben ancorate al loro supporto mascellare e mandibolare.
L' integrazione con l'acido grasso DHA (acido docosaesaenoico) è associata alla riduzione della profondità delle tasche gengivali, sintomo di questa patologia, e dell’indice gengivale, un indicatore della sua gravità. Si può dunque ipotizzare per il futuro l' utilizzo degli Omega-3 nella cura della malattia parodontale.

La diminuzione del rischio di malattie dentali associata all'assunzione di Omega-3 è stata collegata, negli ultimi anni, agli effetti antiinfiammatori del DHA .

Altri studi hanno dimostrato una forte attività antibatterica degli Omega-3 contro i patogeni orali che causano la malattia.

In particolare, secondo alcuni studi il DHA, l' EPA (acido eicosapentaenoico), l' ALA (acido alfa-linolenico) e alcune molecole da essi derivate, potrebbero inibire la crescita di batteri come Streptococcus mutans, Candida albicans, e Porphyromonas ginigivalis.

Il DHA migliora i sintomi della malattia parodontale

Durante la ricerca gli scienziati hanno reclutato 55 adulti affetti da parodontite. Ad ognuno sono stati assegnati in modo casuale e anonimo 2 grammi al giorno di DHA, oppure un placebo (olio di mais) per tre mesi.

Tutti i partecipanti hanno anche ricevuto 81 mg al giorno di aspirina.

I risultati hanno mostrato, per i 46 adulti che hanno completato lo studio, che la concentrazione di DHA nelle membrane dei globuli rossi aveva subìto un aumento (tra il 3,6% e il 6,2%), mentre non è stata osservata alcuna variazione nel gruppo placebo.

I dati hanno indicato che l' integrazione con DHA è associata a una minore profondità delle tasche gengivali e alla riduzione dell' indice gengivale, un parametro utilizzato per valutare l'entità della malattia.

Ulteriori indici, come quello di placca e di sanguinamento non sono variati tra i due gruppi.

Oltre ai suddetti miglioramenti, i ricercatori hanno riferito che, nel tessuto gengivale, i livelli delle molecole segnale dell' infiammazione, come la proteina C-reattiva e l' interleuchina-1 beta, sono apparsi significativamente ridotti nel gruppo integrato con il DHA.

Un nuovo impiego per gli Omega-3?

Lo studio ha evidenziato come il DHA sia in grado di migliorare i sintomi della parodontite negli adulti, indicando la sua potenziale efficacia terapeutica.

Tutti i risultati, insieme alla probabile attività l'antibatterica, suggeriscono che gli acidi grassi Omega-3 avranno un impiego importante nel futuro.

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Autore: Odontoiatra.it

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