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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere La promozione della salute orale in età evolutiva

I pediatri informano bene le famiglie sulla questione salute orale? Esaminiamo come i pediatri di libera scelta giudichino la formazione ricevuta in tema di salute orale nel corso della Scuola di Specializzazione, quali strategie ritengano opportuno adottare per perseguirla e quanto si ritengano abili nel farlo.

La salute orale è fondamentale per il benessere generale del bambino e ha un impatto significativo sulla sua qualità di vita. Dalla prima infanzia, abitudini alimentari non corrette e una scarsa igiene orale possono essere causa di lesioni cariose destruenti, responsabili di dolore e/o gonfiore e di perdita prematura di elementi dentali. In particolare, la prematura perdita di elementi decidui influisce negativamente sull’eruzione dei permanenti corrispondenti, può avere ripercussioni di natura ortodontica, produrre difficoltà nutrizionali (con conseguenti deficit di crescita), nel linguaggio e disagio psicologico.
Negli ultimi vent’anni nei Paesi occidentali industrializzati si è assistito a un importante decremento nella prevalenza della patologia cariosa. La maggiore sensibilizzazione a una corretta igiene orale e a un’alimentazione sana, unita all’ampia diffusione di prodotti fluorati, ha contribuito a determinare questo cambiamento. In circa trent’anni, dalla fine degli anni Settanta, l’indice DMFT medio a 12 anni è diminuito da un valore di 6,9 a un valore di 1,09. Nonostante questo miglioramento, la prevalenza di carie nei bambini e negli adolescenti italiani appare ancora ragguardevole, I dati nazionali più recenti evidenziano, in un campione rappresentativo della popolazione pediatrica italiana, una prevalenza di carie del 21,6% a 4 anni e del 43,1% a 12 anni.
In passato il Servizio Sanitario Naziona¬le ha dedicato un impegno limitato alla promozione della salute del cavo orale e all’assistenza odontoiatrica, nonostante le rilevanti implicazioni sanitarie e sociali che caratterizzano quest’ambito di tutela. Un cambiamento di tendenza si è verificato nel 2001 (DPCM 29 novembre 2001) con la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che introducono tra gli obiettivi dell’odontoiatria pubblica la promozione della salute orale in età evolutiva. Nel 2004, nella regione Emilia- Romagna, i LEA individuano nel pediatra di libera scelta il principale interlocutore nella promozione della salute orale del bambino fin dai primi mesi di vita (DGR n. 2678 del 20 dicembre 2004). I pediatri si trovano in una posizione ideale, visti i loro frequenti contatti con le famiglie, per espletare le funzioni non solo di edu¬catori a stili di salute orale ma anche di sentinelle nello screening dei fattori di rischio e nella diagnosi precoce delle patologie odontoiatriche. Il pediatra ha l’opportunità di promuovere la salute orale del bambino in momenti di forte recettività dei genitori, quali l’epoca neonatale e la prima infanzia, e di rinsaldare nel tempo la consapevolezza del concetto “salute orale = benessere” attraverso rinforzi motivazionali periodici.
Al fine di raggiungere il comune obiettivo del mantenimento della salute orale nell’infanzia e nell’adolescenza, le associazioni nazionali delle categorie dei professionisti che si occupano della salute generale e orale dei bambini, la Federa-zione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e la Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI), hanno realizzato le Linee guida per la prevenzione della carie in età pediatrica, pubblicate nel giugno 2013 , e collaborato all’aggiornamento delle Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva pubblicate nel novembre 2013.
Obiettivo del presente studio è indagare come i pediatri di libera scelta percepiscano l’educazione ricevuta in tema di salute orale nel corso della Scuola di Specializzazione, quali strategie ritengano opportuno adottare per perseguirla e quanto si giudichino abili nel farlo.

2.MATERIALI E METODI

I 126 pediatri di libera scelta del comune di Bologna sono stati invitati tramite un’email, proveniente da un account di posta elettronica appartenente al dominio dell’Università di Bologna, a partecipare in modo anonimo allo studio. L’invito è stato formulato due volte, il primo nel novembre 2013 e il secondo nel gennaio 2014. Nell’email erano specificati gli obiettivi dello studio ed era presente un collegamento per accedere alla compilazione di un questionario elaborato dall’American Academy of Pediatrics, tradotto e validato in lingua italiana. Al fine di garantire l’anonimato e di permet¬tere un solo accesso a ciascun pediatra, per accedere al questionario era necessario digitare la password individuale inviata a ognuno.

2.1 QUESTIONARIO

Le prime quattro domande riguardavano la preparazione in tema di salute orale ricevuta durante la Scuola di Specializ-zazione.

La prima: “Durante la Scuola di Specializzazione ha ricevuto una preparazio¬ne in tema di salute orale?”. A risposta affermativa era formulata una seconda domanda: “L’educazione ricevuta è stata maggiore o minore di 3 ore tra seminari e lezioni?”.
La terza: “Ha frequentato un tirocinio clinico con un odontoiatra?”.
La quarta: “Ritiene che il tempo dedicato alla preparazione in tema di salute orale sia stato appropriato?”.
Le risposte comprendevano “Insufficiente”, “Sufficiente” ed “Eccessivo”.
Le due domande successive, a risposta aperta, miravano a verificare le conoscenze e l’applicazione delle raccomandazioni contenute nelle linee guida del Ministero della Salute in tema di salute orale in età evolutiva: “A quale età ritiene che un bambino debba essere sottopo¬sto alla prima visita odontoiatrica?” e “A quale età ritiene che un bambino sia in grado di spazzolarsi i denti senza l’aiuto di un adulto (in anni)?”.
La settima domanda chiedeva all’intervistato di giudicare, utilizzando una scala Likert da 1 a 5 punti, la propria abilità nello svolgere sette attività riguardanti la prevenzione odontoiatrica in età evolutiva:

•informare i genitori degli effetti sulla salute orale del bambino derivanti dall’assunzione di soluzioni zuccherate con il biberon durante la notte;
•informare i genitori degli effetti sulla salute orale del bambino derivanti dall’assunzione di succhi di frutta e bibite gassate;
•informare i genitori su come spazzolare in modo corretto i denti;
•identificare i denti cariati;
•identificare la placca batterica;
•identificare le demineralizzazioni dello smalto;
•accertarsi delle conoscenze dei genitori in tema di salute orale.

L’ottava domanda chiedeva all’intervistato se ritenesse, utilizzando una scala Likert da “Decisamente contrario” a “Decisamente favorevole”, che il pediatra di libera scelta debba attuare le sette strategie di promozione della salute orale indicate nella domanda precedente.


ANALISI STATISTICA
L’analisi dei dati è stata di tipo esplorativo: la descrizione dei risultati è stata svolta attraverso proporzioni, data la natura categoriale delle variabili esaminate. L’analisi degli item delle scale Likert, è stata effettuata confrontando la distribuzione delle risposte con la variabilità della distribuzione “normale” e valutando gli indici di asimmetria e di curtosi. Infatti, dal punto di vista dell’informazione ottenuta, una distribuzione asimmetrica o caratterizzata da elevata curtosi evidenzia che un item induce la stessa risposta per una porzione troppo estesa di popolazione, e non la variabilità di risposte che è un assunto fondamentale della scala Likert.


I profilogrammi sono stati costruiti utilizzando le percentuali cumulate di risposte “4” 0 “5” alla scala Likert per la domanda 7 (fìg. 1) e di risposte “Favorevole” o “Decisamente favorevole” alla scala Likert per la domanda 8 (fìg. 2); l’associazione tra le risposte dei due profìlogrammi è stata valutata con il test del Chi quadro; il livello di significatività alfa è stato fissato a priori a 0,05 (tab. III).

I profilogrammi sono stati costruiti utiliz¬zando le percentuali cumulate di risposte “4” 0 “5” alla scala Likert per la domanda 7 (fìg. 1) e di risposte “Favorevole” o “Decisamente favorevole” alla scala Likert per la domanda 8 (fìg. 2); l’associazione tra le risposte dei due profìlogrammi è stata valutata con il test del Chi quadro; il livello di significatività alfa è stato fissato a priori a 0,05 (tab. III).

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