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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere La legionella

Gli esperti del ministero della Salute stanno lavorano sulle indicazioni specifiche per l’odontoiatria. L'allaarme legionella non è del tutto da sottovalutare.

Nei precedenti articoli Odontoiatra.it si è espresso sul caso "Legionella" affermando che, gli studi odontoiatrici non sono soggetti a contagio. Oggi però questa vicenda scatena ancora numerosi dibattiti.
Lo studio odontoiatrico non è poi cosi' immune a questo batterio. Ecco perchè si sta sentendo parlare di nuove apparecchiature. anche molto costese, e molto discusse sulla loro reale efficacia.

Anni fa è stato creato in Italia un Registro della legionellosi presso l'Istituto Superiore di Sanità, annualmente aggiornato con le schede dei casi verificatisi nel nostro paese. I casi accertati sono passati dai 1.350 del 2012 ai 1.569 del 2015, con un'incidenza che passa dal 22,7 casi per milione di abitanti ai 25,8.

Circa l'80% dei casi non è stato possibile individuare una causa o un luogo dove si è verificato il contatto infettivo, e già questo dovrebbe far riflettere sull'ubiquità raggiunta ormai dalla legionella nel nostro paese, pur esistendo luoghi dove effettivamente il rischio può essere maggiore. Ma non nei nostri studi, nonostante i maldestri tentativi di farlo sembrare.

Nel rimanente 20% dei casi si è cercato di accertare se, nei dieci giorni precedenti alla comparsa dei sintomi, vi era stata una esposizione definibile "a rischio". Nella maggior parte dei casi (dai 137 del 2012 ai 200 del 2015) si è riscontato uno o più pernottamenti fuori casa -alberghi, campeggi, villaggi-, un ricovero ospedaliero (dai 72 del 2012 agli 82 del 2015), presenza in comunità chiuse o carceri (dai 42 del 2012 ai 52 del 2015), frequentazione di piscine e cure odontoiatriche (dai 22 del 2012 ai 36 del 2015). Per meglio intenderci: nel 2015 sedici soggetti a cui è stata diagnosticata l'infezione (16 su 1569) hanno dichiarato che nei 10 giorni prima della comparsa dei sintomi erano stati dal dentista! Questo vuol dire che, alla stessa precisa domanda, 1.553 soggetti hanno detto di NO.

Non è possibile dimostrare che quei sedici pazienti dei nostri studi non abbiano contratto l'infezione a casa, vista l'ubiquità della diffusione della legionella o, alla peggio, innaffiando il giardino, vista la sua presenza anche negli impianti di irrigazione.

Le cronache di questi anni ci parlano di infezioni accertate in Ospedali, residenze profughi, Tribunali, Cliniche, Asili nido, Università.

Possiamo dunque credere che gli studi odontoiatrici siano pericolosi tanto da meritare attenzioni particolari?

Vedi anche: L'allarme legionella in Lombardia

Prevenzione contro la legionella

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Autore: Odontoiatra.it

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