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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere Medicina generale /test diagnostici per le allergie e le intolleranze

Nell'articolo di oggi, ci occuperemo dei test per la diagnosi di allergie e intolleranze alimentari. Quanto e quando sono necessari?

Se ne sta parlando da un po di tempo, del business da milioni e milioni di euro dei test di allergologia.

Non sono scientificamente provati, nove volte su dieci si tratta di un altro disturbo” dice Mauro Calvani pediatra dell’ospedale San Camillo di Roma e membro del Siaip. E in troppi ci cascano.

È pieno di studi privati che offrono esami inutili e spillano un sacco di soldi.

Come il test citotossico o di Bryan, quello del rilfesso cardio-auricolare, quello di provocazione e neutralizzazione sublinguale o intradermico, e poi il Pulse test, il Vega test, il Sarmtest, il Biostrenght test, la biorisonanza, il Natrix o Fit 184 test e perfino l’analisi del capello. Sono studiati ad arte per ottenere esiti positivi e inventare intolleranze inesistenti, mette in guardia il medico.

Non lasciarsi abbindolare neanche dai buoni sconti Groupon per test genetici: Sono un inganno, per scoprire se una persona è intollerante a una sostanza il percorso è diverso, bisogna fare degli esami del sangue mirati. Mettersi a dieta, escludere a priori certi alimenti, fa dimagrire certo, ma non risolve il problema. Poichè gli ellergici non cono sempre da considerarsi tali, il test diventa a pagamento.

Si è riscontrato un numero di "persone allergiche immaginarie" pari ad uno su quattro, ma pronto a sperperare un fiume di denaro per test spesso inutili. Ma attenzione, d’ora in avanti, per accertare se quelle bolle o quel respiro affannoso dipendono da una fragola piuttosto che dal polline, costerà caro, perché a prescrivere l’analisi non sarà più gratuitamente il medico di famiglia, ma lo specialista. Dove per ogni capatina a studio per la visita si paga il super ticket che, a seconda della Regione, varia da 25 a 50 euro.

La Società italiana di allergologia (Siaaic) mette in guardia. «Un esercito di circa 20 milioni di italiani, presunti allergici, a torto o a ragione spende centinaia di euro in test che non sono validati scientificamente e che hanno la stessa attendibilità del lancio di una monetina», denunciano in un documento. Ogni anno, stima la Siaaic, sarebbero tra i 3 e i 4 milioni gli esami inutili, a volte fai da te, per accertare intolleranze e allergie. Ipotetiche perché i veri allergici, secondo gli esperti, non sarebbero che 2 milioni. Però intanto con i test si dilapidano ben 300 milioni di euro l’anno.

Non tutti i test ssvolti sono seri, ad esempio, gli allergologi elencano quello del capello, della forza, il pulse test che valuta la variazione dei battiti del polso a contatto con l’alimento sospetto o il vega test, un elettrodo da impugnare e che, con la variazione del voltaggio, indicherebbe se si è allergici a questo o a quell’altro. Tutti sistemi alternativi senza valore scientifico, che costano parecchio.

Quelli seri invece, si fanno negli ambulatori di Asl e ospedali. Solo che con la primavera le liste d’attesa sono già lunghe e senza il supporto dei medici di famiglia c’è il rischio di dirottare ora sempre più allergici veri o immaginari verso il privato.

Fimmg e Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, hanno convenuto che d’ora in avanti medici di famiglia e specialisti agiscano in raccordo evitando così agli assistiti spreco di tempo e denaro, garantendo comunque appropriatezza prescrittiva e aderenza alle terapie.
Vedi anche: DIAGNOSI BIOLOGICA ODONTOIATRICA

REAZIONI ALLERGICHE AD ANESTETICI LOCALI

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Autore: Odontoiatra.it

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