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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere Medicina generale /HIV

Novità dal campio medico, si può scoprire dove si nasconde il virus dell'Hiv?

La maggior parte delle persone presenta, dopo l’infezione da HIV, sintomi simili a quelli influenzali. La prima fase viene chiamata primoinfezione. Questi sintomi non sono assolutamente da sottovalutare: da un lato, le persone infettate di recente sono molto più contagiose nelle prime settimane che in seguito; dall’altro, una terapia immediata potrebbe contribuire a ridurre i danni di un’infezione da HIV e, nel lungo periodo, a migliorare il controllo del sistema immunitario.
La tecnica che riscrive il genoma con un taglia-incolla del Dna, la Crispr/Cas9, ha permesso per la prima volta di riuscire a snidare il virus dell'Hiv responsabile dell'Aids dai nascondigli in cui si rifugia nell'organismo, finora inespugnabili. Il risultato, pubblicato sulla rivista Molecular Therapy, è stato ottenuto in animali nei quali è stata riprodotta l'infezione umana.

E' un risultato molto importante perché finora uno dei principali ostacoli alla possibilità di sconfiggere l'infezione da Hiv è stata la capacità del virus di annidarsi e nascondersi in cellule e organi che gli esperti chiamano 'santuari': lì il virus rimane indisturbato finché non si risveglia. L'idea di utilizzare la tecnica della Crispr-Cas9 (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) è venuta al gruppo di ricerca coordinato da Wenhui Hu, dell'università di Temple. In collaborazione con l'università di Pittsburgh, i ricercatori hanno utilizzato la nuova strategia in tre modelli animali, compreso un topo 'umanizzato', nel quale erano state trasferite cellule immunitarie dell'uomo, poi infettate con il virus.

In tutti e tre gli esperimenti le 'forbici' capaci di tagliare il materiale genetico sono state portate nelle cellule 'a bordo' di un virus reso inoffensivo utilizzato come navetta. In questo modo è stato possibile ridurre fino al 95% l'attività del materiale genetico del virus, l'Rna.

La conferma dell'efficacia è arrivata infine dalla tecnica di diagnosi per immagini messa a punto nell'università di Pittsurgh, che ha permesso di localizzare nell'organismo tutte le cellule infettate dal virus Hiv e di osservarne la replicazione in diretta.
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