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Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere L'odontoiatria abbraccia i pazienti anziani

La cura degli anziani è un tema sempre più al centro della discussione.

La bocca come specchio della salute generale delle persone anziane.
Negli studi demografici, nelle classificazioni mediche e ogni tanto anche nel lessico di tutti i giorni irrompono categorie che ci identificano in nuove classi di età. Da 25 a 35 anni ad esempio non saremo più adulti, ma «giovani adulti». Così come fino a 75 anni ci sentiremo chiamare «giovani anziani», per poi diventare «grandi anziani» alle soglie degli 85 anni. È ora di abituarcisi, perché probabilmente l’odontoiatria arriverà fino a lui, al grande anziano, restio a rinunciare a una sufficiente funzione masticatoria, a un adeguato comfort delle riabilitazioni protesiche, a un’estetica in grado di consentirgli di portare avanti una vita di relazioni sociali ancora intense.
Ne abbiamo già parlato tempo fa da queste pagine e ne parleremo ancora, perché tra i fattori di cambiamento che si stanno riversando sull’odontoiatria, quello demografico è forse il più importante e allo stesso tempo il più sottovalutato. Altro che grandi centri e fondi integrativi: il cambiamento sarà dettato soprattutto dalle caratteristiche biologiche del paziente, con giovani e grandi anziani che potrebbero costituire il più frequente destinatario delle cure del cavo orale, tanto che sulla rivista internazionale Periodontology 2000 si inizia a parlare di «geriatric periodontology» e in un articolo ci si chiede, in che modo la necessità di cure di una popolazione che invecchia può influenzare il futuro della professione odontoiatrica?

La risposta sarà la nascita di un’odontoiatria geriatrica, focalizzata sulla conoscenza intima della biologia di questi pazienti e delle soluzioni più adeguate per loro? Forse il cambiamento sarà invece un ritorno al passato, con la necessità di un potenziamento delle nozioni di medicina generale, che torneranno ad essere più importanti di quelle specialistiche. Perché su un aspetto concordano un po’ tutti: sia il giovane che il grande anziano avranno più denti naturali rispetto ai loro coetanei di adesso e si porteranno dietro un quadro medico complesso di patologie sistemiche, oggi diagnosticate per tempo e messe prontamente sotto terapia farmacologica, che sarà quasi sempre una politerapia farmacologica.

Lo studio dentistico, stavolta inteso come struttura, dovrà plasmarsi per poter ospitare in sicurezza questa tipologia di pazienti, aprendo a collaborazioni più fitte con gli anestesisti e con un’occhio in più agli strumenti di monitoraggio delle funzioni durante le terapie complesse. L’anamnesi dovrà essere ancora più accurata e andare oltre il cavo orale, al fine di compilare una cartella clinica la più dettagliata possibile.
Per le fasce di popolazione socialmente ed economicamente meno abbienti, probabilmente la protesi rimovibile sarà ancora una scelta di grande attualità. La pensa così anche l’Accademia italiana di odontoiatria protesica (Aiop), che non ha mai abbandonato l’aggiornamento scientifico su questa soluzione terapeutica e non lo farà certo ora che è nato l'anziano grande.

Vedi anche: odontoiatria geriatrica

La persona anziana e la sua bocca

Cura degli anziani

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Autore: Odontoiatra.it

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