Home page | Chi siamo | Obiettivi | Partner | Link consigliati | Eventi | Convenzioni | Libri | Pubblicazioni | Privacy



E-mails: redazione@odontoiatra.it contatti@odontoiatra.it

DETTAGLIO ARTICOLI

Ingrandisci



Dimensione caratteri Diminuisci le dimensioni del carattere Reimposta le dimensioni del carattere Aumenta le dimensioni del carattere Legge e odontoiatria

La Corte costituzionale boccia una legge per i dentisti.

Sono stati dichiarati illegittimi due articoli della norma voluta lo scorso anno dalla giunta Oliverio. Stop alla deregulation del settore e all'abolizione delle autorizzazioni per gli studi piccoli.

Stroncata dal governo. Bocciata dai commissari. E ora dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Consulta. La legge calabrese sui dentisti incassa un altro stop. Quello definitivo, stavolta. La Corte costituzionale ha infatti dichiarato il testo, agli articoli 4 e 5, incostituzionali per violazione degli articoli 117 e 120 della Carta costituzionale.
La norma che prevede una forte deregulation per gli studi odontoiatrici è stata approvata dal consiglio regionale, dopo un lungo iter, il 19 aprile dello scorso anno, nonostante le censure dei commissari alla Sanità Massimo Scura e Andrea Urbani, secondo cui le nuove regole per l'autorizzazione non erano in linea con le normative nazionali. E infatti il Consiglio dei ministri impugnò la legge davanti alla Consulta perché «in contrasto» con il Piano di rientro e con le funzioni degli stessi commissari.

La legge approvata in Consiglio, dopo tre tavoli tecnici ai quali avevano preso parte l'Ordine degli odontoiatri e la relativa associazione di categoria, era stata presentata dalla prima giunta Oliverio, di cui faceva parte anche il vicepresidente Vincenzo Ciconte, secondo i bene informati il vero ispiratore del progetto di deregolamentazione dentistica. Il testo era poi rimasto in ghiaccio per mesi, fino al definitivo via libera avvenuto ad aprile. Molti titolari di studi privati non in regola con le precedenti prescrizioni, più volte raggiunti dalle sanzioni dei Nas in quanto inadempienti rispetto alle richieste della Regione, avevano tirato il classico sospiro di sollievo.

La nuova normativa prevedeva un'inedita tripartizione: in Calabria, a differenza che nel resto d'Italia, avrebbero potuto operare studi odontoiatrici soggetti ad autorizzazione, altri che avrebbero necessitato solo di una semplice Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per prestazioni a minore invasività e altri ancora che non avrebbero avuto bisogno di alcun placet né di comunicare alcunché alla Regione. Sulla carta si sarebbe trattato di una semplificazione burocratica, ma sarebbe potuta anche essere vista come una sanatoria mascherata per i tanti studi privati non in regola con le precedenti leggi sulle autorizzazioni. Negli ultimi anni, infatti, molti studi dentistici sono stati raggiunti dalle sanzioni dei Nas per non aver rispettato le richieste della Regione. Nulla da fare, in ogni caso. Quella della Consulta è una pietra tombale per ogni progetto.
Odontoiatra.it

Autore: Odontoiatra.it

Odontoiatra.it
P.IVA 01550940793
created by: WIREX