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Una pura utopia Confprofessioni: servono una revisione del sistema impositivo e regole chiare e certe per i contribuenti.

L’idea della dichiarazione dei redditi precompilata e inviata a casa dei contribuenti è, allo stato dell’attuale legislazione tributaria, pura utopia. Se non si decide di razionalizzare un sistema ormai sfuggito al controllo come la tassazione delle persone fisiche, il solo obiettivo plausibile è di giungere all’invio di modelli di massima e confidare nella sana rassegnazione del contribuente».

Lo ha affermato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, davanti alla VI Commissione Finanze del Senato, nel corso di un’audizione sullo schema di decreto per la semplificazione fiscale. «Serve subito una completa rivisitazione del sistema impositivo e soprattutto la determinazione di regole chiare e certe per i contribuenti, mettendo in primo piano i principi costituzionali della giusta tassazione e dello Statuto del Contribuente» dice in un comunicato Stella, toccando tutte le note dolenti del rapporto tra fisco e cittadini: dalla Tasi agli accertamenti tributari, fino alla deducibilità delle spese dei lavoratori autonomi. Sul fronte della Tasi, il presidente ha chiesto di «limitare l’autonomia dei comuni che spesso interpretano l’ autonomia impositiva in maniera bizzarra e senza una gestione informatizzata delle esenzioni, maggiorazioni e riduzioni».

C’è molto da lavorare anche sugli accertamenti e sui reati tributari che “alla luce della crisi, devono tener conto delle difficoltà economiche dei contribuenti e delle imprese”. Quanto alla deducibilità delle spese dei professionisti, ha chiesto che venga riconosciuta la piena deducibilità delle spese di vitto e alloggio in caso di trasferte, così come quelle per gli eventi formativi.

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