A favore della tutela e della salute dei cittadini non si possono limitare la competenza e il ruolo del medico

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E’ proprio l’APM a dichiarare inaccettabile il comma 566 della Legge di Stabilità. Approvata a dicembre scorso e pubblicata in GU prima della fine dell’anno, la legge solleva questioni che per Alleanza per la Professione Medica (AAROI-EMAC-ANDI-CIMO -CIMOP-FESMED – FIMMG-FIMP-SUMAI) non possono essere affrontate con poche righe, senza ulteriori approfondimenti sui ruoli di tutte le professioni sanitarie.

Come recita il comma 566 si è voluto dare una copertura legislativa alle sperimentazioni regionali avviate in questi anni, dichiara Riccardo Cassi, portavoce di APM. Per rispondere a spinte corporative non si è voluto attendere la delega, prevista dall’articolo 22 del Patto della Salute, che deve ridefinire in modo organico la gestione delle professioni nel SSN.

Tale norma che viene fuori dal comma 566, non è chiara – continua Cassi – si fa riferimento alla competenza del medico in materia di atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi, cura e terapia, trascurando il fatto che la prevenzione, la diagnosi, terapia e cura sono per loro natura attività non riconducibili ad un unico singolo atto.

L’APM nel suo manifesto ha già ribadito che è in capo al medico la responsabilità di tutte le decisioni relative alla salute del paziente, superando un’artificiosa separazione tra attività assistenziale ed attività diagnostica terapeutica.

L’APM nella quale è rappresentato tutto il mondo del lavoro medico condanna questa fuga unilaterale in avanti e chiede che si arrivi rapidamente alla definizione delle competenze delle singole professioni sanitarie, riaffermando concretamente il ruolo centrale del medico quale garante dei cittadini e della loro salute!

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