ANORESSIA E DENTATURA

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Che cosa c’entrano i denti il dentista con l’anoressia o con la bulimia?
Di risposte valide se ne può fornire almeno una.

Anoressia e dentatura

E’ ormai noto che chi soffre di disturbi del comportamento alimentare può trascorrere lunghi periodi digiunando (la fase anoressica vera e propria) e, al contrario, altri periodi nei quali tenta di sopperire al digiuno, abbuffandosi (la fase bulimica). Sia nel primo sia nel secondo caso è pure probabile (anche se non è la regola) che la ragazza afflitta da questi problemi sia soggetta a vomitare tutto quello che ha appena mangiato e in un tempo più veloce possibile. Qualche volta il vomito è addirittura provocato (assumendo farmaci che lo stimolano o mettendo due dita in fondo alla gola o anche mangiando una quantità così grande di cibo da non riuscire più a trattenerla nello stomaco). Ed è qui che entrano in gioco i denti e il dentista.
Se gli episodi di vomito sono molto frequenti, ma i problemi di salute generali non si sono ancora manifestati (la denutrizione arriva a danneggiare tutti gli organi e gli apparati dell’organismo), è facile che sia il dentista a rilevare per primo (rispetto ad altri medici) indizi significativi del disturbo del comportamento alimentare, sotto forma di una o più anomalie a carico dei denti. Questi, in pratica, risultano danneggiati o per meglio dire erosi (consumati, rimpiccioliti e scalfiti nella parte superficiale) e questo rilievo è molto importante. Il motivo chimico e biologico delle erosioni dentarie sta nel fatto che il vomito porta con se i succhi acidi gastrici che sono maltollerati e dannosi per lo smalto dei denti. Ma ancora di più! Il controllo dell’apparato dentario in genere è importante, non solo come avvisaglia precoce, ma anche nel corso della malattia, quando i danni provocati dalla nutrizione sbilanciata intaccano il metabolismo del calcio e quindi il ricambio osseo e dentario.

Ma basta trovare un’erosione?
La letteratura scientifica si è più volte interrogata in proposito, soprattutto cercando di trovare una possibile relazione tra la gravità delle erosioni, comunque presenti nelle pazienti affette dai disordini alimentari, e la frequenza degli episodi di vomito. Di fatto il riscontro di associazioni di questo tipo appare molto utile negli studi epidemiologici che in questi casi hanno lo scopo di indagare sulla prevalenza del disturbo o ancora sull’incidenza in popolazioni giovanili differenti. In proposito, alcuni studi europei hanno potuto accertare che mettendo a confronto popolazioni di giovani adolescenti paragonabili per età e sesso e nei quali si riscontravano sia erosioni dentarie sia alterazioni del comportamento alimentare, sono arrivati ad alcune importanti osservazioni. In pratica, non ci sarebbe un rapporto diretto tra il numero di alterazioni dentarie (o la loro gravità) e il numero degli episodi di vomito, piuttosto certi tipi di erosioni sono prevalenti nelle persone che si auto-inducono il vomito stesso. In altri studi ancora, i dentisti hanno suggerito l’opportunità di agganciare queste sfuggevoli pazienti con la proposta di controlli più frequenti che possano migliorare le lesioni dentarie con un trattamento efficace e anche con una certa perizia nella pulizia e nell’igiene della bocca.
Per concludere è bene ribadire la severità di queste malattie e la presenza tra le cause di molti fattori scatenanti (biologici, nutrizionali, psicologici, sociali, culturali) che certo vanno al di là dell’apparenza di un sorriso malato. Tuttavia, visto che specie in questi casi, una concreta possibilità di cura viene dalla conoscenza del problema e un buon aiuto per fare il primo passo lo può dare anche il dentista, davvero non c’è ragione per rifiutare un simile aiuto.

Patrizia Maria Gatti

Fonti
Robb ND et al The distribution of erosion in the dentitions of patients with eating disorders Br Dent J 1995 178(5) 171-175

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