Aumento della stabilità del trattamento del contorno in zona estetica

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Con l’aumento del contorno osseo attorno a impianti precoci (posizionamento di tipo 2) con chips di osso autologo e minerale osseo bovino deproteinizzato (DBBM), associato all’uso di una membrana barriera in collagene, è una procedura documentata che fornisce risultati clinici predicibili ed esteticamente soddisfacenti. Inoltre, dati recenti ottenuti da analisi con CBCT hanno mostrato che il volume aumentato è stabile a lungo termine.
In ogni caso, non sono ancora disponibili dati istologici che documentino le reazioni tissutali a questa procedura di aumento osseo.

I materiali e i metodi:

Da un periodo di 8 anni, 12 biopsie da 10 pazienti sono state raccolte a distanza di un periodo variabile tra 14 e 80 mesi dopo il posizionamento di un impianto e simultaneo aumento del contorno osseo. La rigenerazione ossea è stata ottenuta applicando osso autologo particolato raccolto localmente con uno scraper, ricoperto di DBBM particolato. L’innesto è stato coperto dalla membrana in collagene applicata in doppio strato. Sottoposti ad esame istologico e istomorfometrico i campioni.

Risultati:

Nelle biopsie è stata osservata una distribuzione del biomateriale pari a:
– particelle di DBBM: 32.0% ± 9.6%
– osso maturo: 40.6% ± 14.6%
– superficie di DBBM coperta da osso: 70.3% ± 14.5%

Nella superficie restante erano regolarmente presenti cellule mononucleate giganti con variabile intensità di colorazione alla fosfatasi acida tartrato-resistente. Non erano visibili segni di infiammazione e non è stata osservata alcuna tendenza alla diminuzione del volume della frazione di DBBM nel tempo.

Per concludere:

Da questo studio si confermano precedenti risultati che mostravano che le particelle di DBBM osteointegrate non hanno la tendenza ad essere sostituite nel tempo. Questo ridotto tasso di sostituzione può essere la ragione che è alla base della stabilità clinica e radiografica documentata a lungo termine dell’aumento della cresta ottenuto con una combinazione di chips di osso autologo, particelle di DBBM e una membrana in collagene.

 

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