BLOCCHI ARTICOLARI DELLA MANDIBOLA (Dr. GIUSEPPE MASSAIU)

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Sono patologie molto importanti, che dipendono da una alterazione nel funzionamento dell’Articolazione Temporo Mandibolare, quella che ci permette di aprire e chiudere la bocca.

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Questa è composta di una parte mandibolare, il condilo, una parte mascellare, la superficie articolare superiore, e di un menisco, fra loro.

Nella norma il movimento articolare è diviso in due fasi, una rotazione del condilo su se stesso, alla quale segue una traslazione del condilo, accompagnato dal menisco, in avanti, in tal modo la bocca si apre al suo massimo. Chiaramente i due condili, destro e sinistro devono agire insieme.

In particolari situazioni patologiche, quando il condilo si porta verso l’indietro e il menisco scappa un po’ in avanti il movimento articolare non avviene più in questo modo.

Queste situazioni scorrette predispongono alla disfunzione della funzione dell’Articolazione Temporo Mandibolare.

Questa spesso si evidenzia con:

1 – la comparsa del ” click ”
2 – una alterazione nel movimento di apertura della bocca

La bocca apre sempre sino a valori normali, questa classicamente corrisponde alla possibilità di inserire tre dita fra l’arcata superiore e quella inferiore, in pratica l’apertura normale della bocca è di 43 – 46 millimetri .

Questa situazione è raramente reversibile, a meno di non eseguire una corretta e impegnativa terapia gnatologica, ma frequentemente evolve, nei casi più gravi, verso il blocco ( locking cronico ) dell’articolazione interessata. Questa mantiene la possibilità della rotazione iniziale, ma perde la traslazione finale. Questo perché il menisco si accartoccia in avanti rispetto al condilo, impedendo lo spostamento in avanti. Guardando dal davanti la bocca aprirà di meno ( due dita ) e avrà un movimento finale di apertura deviato verso il lato dove è presente il blocco.

Il paziente aprirà molto meno ( 22 – 33 millimetri ) e comparirà una sintomatologia imponente.

La sintomatologia sarà sia locale come dolore spontaneo nella zona dell’orecchio, dolore alla masticazione, fischi o ronzii ( acufeni ), oltre che difficoltà nella vita quotidiana e di relazione, visto l’impossibilità del corretto uso della bocca, che generale come cefalea, vertigini, dolori al collo o alla schiena.

Se il paziente è giovane, visto immediatamente (1–3 giorni), trattato correttamente con le giuste manovre di sblocco, si può assistere alla immediata ripresa della corretta funzione articolare e alla scomparsa della sintomatologia.

Se il blocco è avvenuto da molto tempo, se l’età supera i 30-35 anni, non è possibile determinare lo sbocco in maniera rapida, ma, ugualmente per i casi visti precedentemente, se imposta la corretta terapia, si assisterà alla scomparsa della sintomatologia e al miglioramento nell’apertura della bocca.

Questo avverrà nel giro di mesi e non di istanti, ma porterà alla soluzione di queste patologie spesso sotto stimate e sotto trattate, ma fonte di notevole disagio al paziente sofferente.

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