CHE COSA E’ LA SECONDA CLASSE IN ORTODONZIA ?

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MALOCCLUSIONE DI SECONDA CLASSE.

Seconda classe (malocclusione di)
Le malocclusioni di seconda classe scheletrica sono caratterizzate da una discrepanza della basi ossee (mandibola e mascellare superiore) per cui la mandibola è troppo indietro o il mascellare superiore è troppo in avanti o ambedue le possibilità.
Si realizza pertanto una malocclusione detta di seconda classe scheletrica, nella quale i molari superiori sono troppo in avanti rispetto agli inferiori e devono essere rimessi al posto giusto durante la cura. In più possono essere presenti tutti gli altri problemi ortodontici comuni alle altre classi (prima e terza), quali gli affollamenti dentari, il morso aperto, il morso profondo, il morso crociato etc.

Costituiscono la maggior parte delle malocclusioni che si presentano all’ortodontista e richiedono un trattamento che sia centrato sulla correzione della relazione molare. Infatti questa è la prima cosa che deve essere fatta nella cura delle seconde classi ed è anche una delle cose più difficili da ottenere.

mandibola retrognatica

Ci sono moltissimi apparecchi e tecniche che promettono la distalizzazione (così si chiama il loro spostamento indietro) dei molari e pochissime invece che la realizzano veramente. E’ bene utilizzare solo quegli apparecchi che possono assicure il risultato e che, in una graduatoria di merito sono:

eccellenti: la trazione extraorale (baffo), miniimpianti per ancoraggio
meno buoni (con problemi): arco di Wilson, molle ed elastici interarcata (di seconda classe)

appena sufficienti (più problemi): Herbst e simili (obbligano la bocca a chiudere in avanti)

insufficienti: tutti quegli apparecchi con ancoraggio di resina sul palato e molle per distalizzare i molari.

Infatti il grosso problema nella distalizzazione dei molari non è la corona del dente, che in qualche maniera riesce a spostarsi in dietro, ma le radici del dente (ben tre) che si spostano solamente con apparecchi appropriati. Il rischio è quello di ottenere uno spostamento solo a metà che recidiverà inevitabilmente dopo la cura e di realizzare comunque una occlusione scorretta a livello molare (vedi anche I° chiave di Andrews).

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