CLASSIFICAZIONE DEL MAL DI SCHIENA

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In base all’andamento

  • Acuto: compare per lo più all’improvviso, è spes­so scatenato dall’esecu­zione di un movimento o dall’assunzione di una po­stura scorretta e in genere ha una durata limitata nel tempo.
  • Cronico: tende a persi­stere con riacutizzazioni estemporanee e può pro­trarsi fino al parto o an­che oltre.

In base alla sintomatologia

  • Lombalgia: il dolore è lo­calizzato nella regione lombare e lombo-sacrale e peggiora se sì mantie­ne a lungo una posizione statica, in piedi o seduta o se si compiono deter­minati movimenti.
  • Lombosciatalgia: è do­vuta alla compressione delle radici del nervo sciatico e si estende ver­so i glutei, può associarsi a formicolìi (parestesie) e deficit della sensibilità e interessare le cosce (di solito non scende al di sotto delle ginocchia). Si accentua alzandosi dal letto o dalla posizione se­duta e si attenua per lo più con il riposo,
  • Dolore pelvico: interessa la parte posteriore del bacino, anche in entram­bi i lati, e può associarsi a dolore pubico. Spesso è causato dal camminare, salire le scale, piegarsi, non si risolve con il riposo e può comportare anche rigidità mattutina.

 

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