Compositi nano-vetrosi ad elevate prestazioni… molto più che solo alla poltrona – Prima parte

75
odontoiatra.it, protesi, CAD/CAM,
odontoiatra.it, protesi, CAD/CAM,
Fig. 1
Fig. 2 Nella mandibola: nano-composito Ambarino High-Class (AHC), nel mascellare superiore: onlay in disilicato di litio (e.max). Questo era l’ordine dell’odontoiatra (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Fig. 3 Questi table top sono stati realizzati in base ad una ceratura sequenziale. Tali lavori richiedono un alto dispendio lavorativo e si possono produrre manualmente con questa qualità solo in modo dispendioso (Fonte deH’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. 4 e 5 Paziente di 42 anni con abrasioni massicce. Ciò che sarebbe ancora possibile in un dente singolo, vale a dire la ricostruzione diretta alla poltrona della sostanza perduta, significherebbe qui un notevolissimo dispendio di tempo. Il paziente ricevette chip e table top in composito nano-vetroso, nel caso presente sotto forma di un provvisorio di lunga durata (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. 4 e 5 Paziente di 42 anni con abrasioni massicce. Ciò che sarebbe ancora possibile in un dente singolo, vale a dire la ricostruzione diretta alla poltrona della sostanza perduta, significherebbe qui un notevolissimo dispendio di tempo. Il paziente ricevette chip e table top in composito nano-vetroso, nel caso presente sotto forma di un provvisorio di lunga durata (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Fig. 6 Desiderio del paziente: allungare la parte anteriore abrasa dei denti superiori, ricostruire la linea del sorriso positiva (Fonte deirimmagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. 7 e 8 Ceratura della situazione che si vuole ottenere (Fonte dell’Immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. 7 e 8 Ceratura della situazione che si vuole ottenere (Fonte dell’Immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 9 a 11 Digitalizzazione del modello di studio nel programma CAD. Le modellazioni sono state adattate nella fase successiva della ceratura (Fonte dell’immagine: Kne-belsberger Dentaltechnik)
Figg. da 9 a 11 Digitalizzazione del modello di studio nel programma CAD. Le modellazioni sono state adattate nella fase successiva della ceratura (Fonte dell’immagine: Kne-belsberger Dentaltechnik)
Figg. da 9 a 11 Digitalizzazione del modello di studio nel programma CAD. Le modellazioni sono state adattate nella fase successiva della ceratura (Fonte dell’immagine: Kne-belsberger Dentaltechnik)
Figg. da 12 a 15 I chip in nano-composito rifiniti e lucidati sono stati posti sul modello con burro di cacao (Fonte deH’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 12 a 15 I chip in nano-composito rifiniti e lucidati sono stati posti sul modello con burro di cacao (Fonte deH’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 12 a 15 I chip in nano-composito rifiniti e lucidati sono stati posti sul modello con burro di cacao (Fonte deH’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 12 a 15 I chip in nano-composito rifiniti e lucidati sono stati posti sul modello con burro di cacao (Fonte deH’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 16 a 19 Questi inlay in Ambarino High-Class voluti dall’odontoiatra non si realizzano “affatto allo stesso modo” alla poltrona (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 16 a 19 Questi inlay in Ambarino High-Class voluti dall’odontoiatra non si realizzano “affatto allo stesso modo” alla poltrona (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 16 a 19 Questi inlay in Ambarino High-Class voluti dall’odontoiatra non si realizzano “affatto allo stesso modo” alla poltrona (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. da 16 a 19 Questi inlay in Ambarino High-Class voluti dall’odontoiatra non si realizzano “affatto allo stesso modo” alla poltrona (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. 20 e 21 Protesi definitiva con zona occlusale intercambiabile secondo il principio cerchio/gomma. La zirconia monolitica si trasforma in una protesi Tabel-Top (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Figg. 20 e 21 Protesi definitiva con zona occlusale intercambiabile secondo il principio cerchio/gomma. La zirconia monolitica si trasforma in una protesi Tabel-Top (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)
Fig. 22 II blocco Tabel-Top (gomma) dopo una piccola correzione sistemato sul ponte in zirconia (cerchio) (Fonte dell’immagine: M. Weppler, dentalgerade)

Odt. Martin Weppler

IDS 2017 ha spinto l’autore ad occuparsi di nuovo nei dettagli dei compositi nano-vetrosi CAD/CAM. Egli ha iniziato a lavorare con questi quasi nove anni fa, allora con il materiale Ambarino High-Class (Creamed, Marburg). Poiché le tecniche di produzione e le filosofie riguardanti diverse indicazioni anche sullo sfondo di processi digitali ottimizzati vengono sempre più incontro a questi materiali, è tempo di fare il punto della situazione dell’High-Class e dell’intero gruppo di prodotti. Nella prima parte delle serie in due parti egli si occupa del tema da parte dell’odontoiatra

Alla poltrona non è niente di nuovo

I dentisti lavorano già da lungo tempo alla poltrona con i materiali compositi ad alto contenuto di riempitivi, per esempio quando eseguono un’otturazione diretta in composito o ricostruiscono un dente anteriore fratturato o abraso con composito con tecnica diretta. L’esecuzione appropriata di questa tecnica richiede, a seconda del caso, un grande talento manuale e, ad esempio nei tabletop, un grande dispendio manuale e di tempo ed è, in base alla situazione, per esempio nel caso di denti preparati molto in profondità nella zona interdentale, difficile da attuare (Figg. 2 e 3).

In caso di cavità molto sporgenti è indispensabile con la maggior parte dei materiali lavorare con la tecnica a incrementi, per ottimizzare il fastidioso fattore C, spesso senza sapere esattamente se la lampada polimerizzante utilizzata abbia ancora prestazioni complete. Corone in forma monolitica o file di inlay vengono, per i suddetti motivi, realizzati anche in materiali alternativi e/o in modo indiretto.

Quando io sette anni fa descrivevo nelle conferenze i compositi CAD/ CAM molabili e fresabili come un gruppo di materiali molto promettente, efficace e apprezzato nelle protesi indirette con determinate indicazioni, questa valutazione era condivisa senza riserve solo da alcuni ascoltatori. Ma chi aveva l’occhio vigile all’IDS di quest’anno ha potuto costatare che ora una moltitudine di aziende diverse offre proprio questo gruppo di materiali (Figg. da 4 a 13). *

Tutto velocemente alla poltrona?

A ciò si aggiunge il fatto, registrato poco entusiasticamente da parte del laboratorio, che agli studi odontoiatrici l’acquisto di una tecnologia CAD/CAM alla poltrona viene reso gradevole per il fatto di poter offrire ai pazienti una “corona pronta” nell’ambito di un'”odontoiatria in una sola visita”. Perché un composito molabile ad elevate prestazioni può essere impiegato in modo ideale esattamente a questo scopo: scannerizzare – molare – cementare – fatto! Questo è ciò che viene suggerito. Non si è tuttavia all’altezza di questi materiali se li si infila in modo precipitoso nel cassetto delle otturazioni indirette fatte in fretta e della “corona drive-in” (Figg. da 14 a 17). In ogni caso c’è ora un’ampia offerta di materiali. Si possono leggere slogan come: del tutto vicino alla

natura, materiali per un approccio gnatologico, materiali con l’effetto di un ammortizzatore, con una sensazione di masticazione piacevole, L’occlusione che fa sentir bene ecc. Sull’onda della tecnologia CAD/ CAM e a causa del vantaggio che ne deriva, cioè di impiegare ora materiali prefabbricati industrialmente, totalmente polimerizzati e compatti, si amplia in effetti anche il campo delle indicazioni.

E poiché uno dei vettori dell’industria punta in direzione “alla poltrona”, si moltiplica anche l’offerta di piccole molatrici e fresatici, che vengono offerte in aggiunta allo scanner intraorale. Conformemente al motto “La necessità è la madre dell’invenzione” (Platone), ora anche per l’indicazione della corona del colore dei denti, non metallica, impianto-supportata è stato riconosciuto che c’è bisogno di dotarla di un materiale che sia più vicino alla fisiologia naturale dell’ossido di zirconio monolitico non adattativo. Cercare sempre e dovunque il benessere protesico e funzionale nei massimi valori possibili di resistenza alla flessione e modulo di elasticità non conduce necessariamente alla meta. Uno studio di Magne e Coll. [1] ha dimostrato addirittura che nella percentuale di sopravvivenza degli abutment in ossido di zirconio e in composito non si rilevava alcuna differenza significativa. Da quando conosciamo la struttura e le caratteristiche meccaniche del dente naturale sappiamo che questo funziona tuttavia in modo diverso dalla maggior parte dei materiali (privi di metallo) che vengono impiegati. Non si può neanche ignorare il fatto che i denti naturali nell’ambito della loro carriera funzionale si abradono in misura più o meno accentuata. Ovviamente ci sono dei limiti ad un’asportazione troppo rapida o addirittura rovinosa. Secondo la mia opinione, si deve comunque mettere assolutamente in dubbio il fatto che in un paziente del genere la soluzione stia in un materiale molto resistente, forse addirittura non adattativo perché non abrasivo.

Su questo sfondo non appare più ragionevole costruire al paziente una protesi in base al “principio dei cerchioni e degli pneumatici”? Ovviamente fornendogli l’informazione che egli forse un giorno dovrà tornare in “officina” per farsi montare un nuovo “pneumatico”. Dal momento che quando si usa la tecnica CAD/CAM il file del “pneumatico” e del “cerchione” è memorizzato, ci sarebbe tuttavia bisogno solo dell’articolazione ed eventualmente di un’ulteriore messa a punto. Si potrebbe così “fare una revisione” senza pretrattamento anestetico.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here