Cronaca odontoiatrica /endodonzia/parestesia

0
190

In questo articolo ci occuperemo del legame tra la parestesia e l’endodonzia, poichè l’alterazione della sensibilità, anche se può manifestarsi in diverse parti del corpo, risulta essere di rilevanza endodontica

Tre ricercatori brasiliani, di Rio de Janeiro, hanno condotto uno studio, discutendo sulle cause, delprocesso diagnostico e sule possibili scelte di trattamento.

Alla presenza complicanze endodontiche, i nervi più spesso affetti da parestesia sono l’alveolare inferiore e il mentoniero, tuttavia la prevalenza della parestesia collegata a problemi endodontici è ancora ignota.

L’incidenza di parestesia associata al trattamento di premolari mandibolari è stata di poco inferiore ad un caso su cento, molti episodi non vengono riportati nelle statistiche perché lo stesso endodontista non ne viene a conoscenza, questi sono dati emersi da una ricerca condotta circa dieci anni fa.

Pochi studi hanno esaminato la relazione tra parestesia e infezioni endodontiche, ma sono stati segnalati molti problemi, specie in denti con lesioni periradicolari di ampio diametro. Queste lesioni possono derivare da compressioni, ma anche da mediatori dell’infiammazione o da prodotti batterici. Nello specifico, mediatori come interleuchina, fattore di necrosi tumorale e ossido nitrico svolgono un’attività neurotossica, mentre neurotossine batteriche come il lipopolisaccaride possono danneggiare il tessuto nervoso.

Per quanto riguarda il trattamento endodontico, alcuni suggeriscono che, il nervo possa essere danneggiato direttamente durante la terapia canalare, con una sovrastrumentazione; di solito però si tratterebbe di parestesie temporanee.
Secondo gli autori della revisione, andrebbe considerata anche la possibile estrusione di microrganismi nei tessuti periapicali, che però non è stata finora esplorata nella letteratura. Altre cause ipotizzate della parestesia sono la citotossicità e la pressione meccanica prodotte dalla dispersione di sigillanti in aree prossime al canale mandibolare.

Se questi sono alcuni dei meccanismi che possono essere responsabili di parestesia, per quanto riguarda la diagnosi gli endodontisti dovrebbero affidarsi all’anamnesi, ai test nocicettivi e meccanicocettivi nella zona di interesse, a radiografie periapicali e panoramiche e in alcuni casi alla tomografia computerizzata cone beam.

Poichè la parestesia riconducibile a problemi endodontici possiede innumerevoli cause, risultano vari i trattamenti da eseguire.

Ragion per cui, ogni trattamento dovrebbe essere specifico per ogni singola causa che collega alla parestesia.

Oltre a fattori come la sua estensione e il tempo intercorso tra il manifestarsi dei sintomi e la risposta del paziente alla somministrazione di farmaci sistemici.

Fare prevenzione è possibile, e gli endodontisti dovrebbero esserne certi, prima di iniziare le procedure di trattamento canalare sul singolo paziente.

odontoiatra.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here