Cronaca odontoiatrica /gravidanza/farmaci/controindicazioni terapeutiche

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In più articoli Odontoiatra.it ha dimostrato molta sensibilità riguardo le donne in stato interessante, pubblicando articoli importanti sulle cure odontoiatriche nel periodo della gravidanza.

In questo articolo ci occupiamo delle cure farmacologiche che a seguito dei trattamenti odontoiatrici di norma si prescrivono.

La gravidanza si accompagna a numerosi cambiamenti fisiologici, che coinvolgono tra l’altro i sistemi cardiovascolare, respiratorio, gastrointestinale, renale ed ematico, alterazioni che potenzialmente possono influenzare la farmocinetica dei medicinali assunti; inoltre alcuni farmaci potrebbero avere un effetto teratogeno. Seppure le prescrizioni effettuate nell’ambito della cura orale sono generalmente sicure per le donne gravide, è opportuno dare piccoli accorgimenti.

Gli anestetici locali sono i farmaci più utilizzati.
Quelli che vengono somministrati con adrenalina sono valutato come sicuri per le donne in gravidanza, assumendo che venga effettuata una preventiva aspirazione per minimizzare il rischio di accidentale iniezione intravasale, che porterebbe a raggiungere concentrazioni eccessive di anestetico nel sangue. La lidocaina e la prilocaina possono essere considerate tra gli anestitici locali più sicuri per una paziente incinta; in particolare, la lidocaina è ritenuta la soluzione ideale a causa della concentrazione più bassa richiesta (2%). Secondo la Food and drug administration (Fda), mepivacaina, articaina e bupivacaina costituiscono invece scelte meno opportune. Tra le preparazioni topiche, la lidocaina è da preferire alla benzocaina. Anche se dosi elevate di adrenalina, come quelle utilizzate nel trattamento dell’ipotensione, possono risultare problematiche, la concentrazione molto bassa dei preparati impiegati in odontoiatria è difficilmente in grado di esercitare effetti sul flusso sanguigno uterino. Il suo uso con gli anestetici locali svolge anzi un ruolo benefico nel ridurne l’assorbimento sistemico, aiutando dunque a minimizzarne l’eventuale tossicità, inoltre l’adrenalina aumenta la durata degli effetti degli anestetici e riduce il sanguinamento al sito di somministrazione.

E’ opportuno ricordare che, bisogna evitare alla donna in gravidanza di soffrire dolore di origine dentale e che, qualora si presenti una sintomatologia dolorosa è necessario individuarne la causa ed eliminarla. Se è richiesto un trattamento del sintomo, il trattamento con analgesici nella pratica odontoiatrica è generalmente sicuro.

Il paracetamolo è il farmaco più utilizzato, l’Fda ritiene che sia la scelta migliore in termini di sicurezza e che non è associato a teratogenicità. Tuttavia alcuni studi recenti che hanno associato l’uso di paracetamolo in gravidanza con un aumentato rischio, nel bambino di sviluppare Disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività (Adhd). Il dosaggio massimo indicato è di quattro grammi al giorno, frazionato in dosi da 500-1000 mg ogni quattro ore. Si raccomanda una maggiore attenzione nell’uso dei Farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) già nel primo e secondo semestre, mentre negli ultimi tre mesi andrebbero del tutto evitati. Una analoga cautela è raccomandata nella prescrizione di oppiacei, che devono essere comunque a basso dosaggio e assunti per durate brevi.

Gli antimicrobici impiegati in odontoiatria sono ritenuti sicuri, con l’eccezione della tetraciclina e dei suoi derivati.

Anche le donne in gravidanza possono avere paure e ansie legate alle pratiche odontoiatriche e, se particolarmente intense, giustificano la somministrazione di sedativi per minimizzare i rischi associati allo stress. I più comuni sono l’ossido di diazoto e le benzodiazepine: il primo, pur non essendo stato valutato dalla Fda, è considerato sicuro per le donne in gravidanza. Altro discorso per le benzodiazepine che dovrebbero eventuali malformazioni al feto sono state ricondotte al loro utilizzo.

 

 

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