Definizione di sedazione e sedazione cosciente

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Per definire la condizione psicofisica provocata da uno stato di sedazione cosciente e necessario, prima ancora, definire la condizione psicofisica provocata da uno stato di sedazione. Da un punto di vista etimologico la sedazione è “uno stato di ridotto eccitamento o ansietà indotto dalla somministrazione di un agente sedativo”. Risalendo a documenti pubblicati in precedenza la sedazione, da un punto di vista clinico, si può definire come segue: “Un continuum mediato dalla somministrazione di un agente o di una combinazione di agenti che provoca una depressione delle funzioni cerebrali consistente in alterazioni del livello di coscienza, della coordinazione motoria, del livello di ansia e dei parametri fisiologici fino all’anestesia generale. Tali modificazioni dipendono dalla dose, dalla via di somministrazione e dalla sensibilità individuale. La sedazione viene valutata in base a risposte oggettive. I farmaci definiti ‘anestetici generali’, inalatori o endovenosi, provocano livelli di sedazione compatibili con quelli descritti negli stadi di anestesia”. Nella definizione di sedazione risultano compresi, pertanto, livelli variabili di depressione del sistema nervoso centrale che variano da uno stato di coscienza conservata a uno stato di coscienza non conservata provocati dalle dosi di farmaco depressivo impiegato. All’interno di tali oscillazioni possono risultare modulati l’ansia, la motilità il dolore.

Per definire la condizione psicofisica provocata da uno stato di sedazione cosciente è necessario, prima ancora, definire la condizione psicofisica provocata da uno stato di sedazione. Da un punto di vista etimologico la sedazione è “uno stato di ridotto eccitamento o ansietà indotto dalla somministrazione di un agente sedativo”. Risalendo a documenti pubblicati in precedenza la sedazione, da un punto di vista clinico, si può definire come segue: “Un continuum mediato dalla somministrazione di un agente o di una combinazione di agenti che provoca una depressione delle funzioni cerebrali consistente in alterazioni del livello di coscienza, della coordinazione motoria, del livello di ansia e dei parametri fisiologici fino all’anestesia generale. Tali modificazioni dipendono
dalla dose, dalla via di somministrazione e dalla sensibilità individuale. La sedazione viene valutata in base a risposte oggettive. I farmaci definiti ‘anestetici generali’, inalatori o endovenosi, provocano livelli di sedazione compatibili con quelli descritti negli stadi di anestesia”. Nella definizione di sedazione risultano compresi, pertanto, livelli variabili di depressione del sistema nervoso centrale che variano da uno stato di coscienza conservata a uno stato di coscienza non conservata provocati dalle dosi di farmaco depressivo impiegato. All’interno di tali oscillazioni possono risultare modulati l’ansia, la motilità e il dolore. I livelli di sedazione proposti dall’ASA  e riconosciuti dall’AAPD e dall’ADA  sono stati definiti nel modo seguente.
Sedazione minima: un livello minimo di depressione della coscienza ottenuto mediante farmaci che consentono di mantenere in modo continuo e indipendente la pervietà delle vie aeree e di rispondere in modo appropriato alla stimolazione tattile e ai comandi verbali. Le funzioni cognitive e la coordinazione sono moderatamente alterate e le funzioni cardiocircolatoria e respiratoria sono nella norma.
Sedazione moderata: una depressione dello stato di coscienza indotta farmacologicamente durante la quale il paziente risponde in modo appropriato ai comandi verbali o associati a una lieve stimolazione tattile. Non e richiesto alcun intervento per assicurare la pervietà delle vie aeree e la ventilazione polmonare e adeguata. La funzione cardiocircolatoria rimane abitualmente integra. Sedazione profonda: una depressione dello stato di coscienza indotta farmacologicamente durante la quale il paziente non può essere risvegliato facilmente, ma che può rispondere in modo appropriato dopo stimolazioni ripetute o dolorose. La capacità di mantenere in modo autonomo la funzione ventilatoria può risultare alterata. Il mantenimento della pervietà delle vie aeree può richiedere interventi correttivi e la ventilazione spontanea può risultare inadeguata. La funzione cardiocircolatoria rimane abitualmente integra.
Anestesia generale: abolizione della coscienza indotta farmacologicamente, durante la quale il paziente
non e risvegliabile neppure dopo stimolazione dolorosa. Spesso il paziente non e in grado di respirare in
modo autonomo, richiede assistenza per mantenere la pervietà delle vie aeree e per vicariare la funzione respiratoria con la ventilazione assistita. La funzione cardiocircolatoria può essere alterata.

Questi stati identificano metodi corrispondenti che assumono la stessa denominazione e cioè sedazione minima, sedazione moderata, sedazione profonda e anestesia generale. Ogni singola definizione si basa esclusivamente sul livello di depressione dello stato di coscienza raggiunto e sulla capacità del paziente di conservare la pervietà delle vie aeree e la funzione cardiocircolatoria.  I diversi livelli di sedazione illustrati, proposti e descritti nel documento dell’ADA e in altri,sono destinati a professionisti odontoiatri statunitensi autorizzati a produrre livelli variabili di sedazione nel paziente odontoiatrico, in accordo con le compatibilita della tradizione americana. La descrizione dei diversi livelli di sedazione da parte delle autorita statunitensi e stata redatta affinchè il professionista odontoiatra possa eseguire i propri interventi in modo sicuro ed efficace.
L’applicazione dei diversi livelli di sedazione e dell’anestesia generale da parte di professionisti odontoiatri americani richiede il completamento di programmi di educazione avanzati e accreditati, come sopra accennato, dall’ADA Commission on Dental Accreditation. In particolare, l’ADA riferisce che la somministrazione della sedazione profonda e dell’anestesia generale deve richiedere conoscenze approfondite sui seguenti argomenti:
-valutazione del paziente;
-preparazione preoperatoria;
-equipaggiamento e personale;
-monitoraggio e documentazione;
-sala di risveglio e dimissione;
-specifici trattamenti nel paziente
pediatrico odontoiatrico;
-trattamento delle emergenze.
L’illustrazione dei diversi livelli di sedazione presente nei documenti americani, oltre a offrire un importante contributo speculativo alla conoscenza del processo sedativo, identifica i limiti entro i quali il professionista odontoiatra statunitense può gestire il proprio paziente affetto da ansia e le modalità per acquisire tali capacita. I limiti risultano essere più ampi di quelli proposti dalla tradizione europea.
I criteri di selezione e le tecniche impiegate per la preparazione, il monitoraggio e il trattamento del paziente pediatrico di età inferiore a 16 anni possono variare a seconda che il paziente venga trattato nello studio odontoiatrico o in ambiente ospedaliero. La sedazione
del bambino nello studio odontoiatrico privato contempla l’applicazione di sole tecniche che non compromettano lo stato di coscienza, mentre nell’ambiente ospedaliero alcuni soggetti possono richiedere l’applicazione di tecniche complesse e la combinazione di farmaci che provocano livelli di sedazione incompatibili con la conservazione dello stato di coscienza. Solamente in questi casi, anche in accordo con diversi documenti europei, la procedura odontoiatrica può essere effettuata nel rispetto dei livelli di sedazione propri della tradizione americana purchè la
competenza sia attribuita all’anestesista esperto nel trattamento del paziente odontoiatrico in sedazione profonda e anestesia generale.
La tradizione europea, pur avendo riconosciuto nei documenti emanati dalle proprie associazioni, società e istituzioni scientifiche, la corrispondenza fra i diversi livelli di sedazione e le relative definizioni proposte dall’ADA, introduce il concetto imprescindibile secondo cui, affinchè le molteplici tecniche sedative capaci di trattare l’ansia nel paziente odontoiatrico possano essere utilizzate dall’odontoiatra, queste devono essere associate in tutti i casi alla conservazione dello stato di coscienza. Nella tradizione europea il metodo di sedazione ufficialmente riconosciuto e stato di conseguenza denominato sedazione

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