DENTIFRICI E COLLUTORI

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L’IGIENE ORALE CHIMICA (IOC)

Prima di introdurre la Igiene Orale Chimica (IOC), come azione antiplacca, parliamo di una forma particolare di Igiene Orale Domiciliare Chimica e cioè il Controllo della dieta.

Nella nostra dieta importanza vitale è costituita dall’apporto di zuccheri ovvero di carboidrati.
I carboidrati semplici come il saccarosio (due molecole di glucosio) costituente dello zucchero di canna / barbabietola delle nostre mense, hanno una funzione fondamentale per il buon funzionamento : del nostro sistema nervoso, e del sistema muscolare, in quanto forniscono energia a prontissimo impiego.
Sappiamo che in caso di malessere, a meno che non si abbia a che fare con un diabetico (e in tal caso lo ammazzeremmo), un bicchiere di acqua e zucchero conferisce una frustata di energia.

Fig. 3: sopra vediamo da sinistra lo zucchero (saccarosio), i biscotti, insieme di saccarosio e carboidrati complessi, pane e pasta, costituiti da carboidrati complessi. Esistono cioè anche carboidrati complessi ( catene di tante molecole di glucosio fruttosio maltosio etc) come gli amidi contenuti nel pane, nella pasta, che non hanno il sapore dolce del saccarosio ma che a questo e poi a glucosio vengono lentamente degradati dal nostro metabolismo.

Tutti questi elementi, in giuste dosi sono fondamentali, e sarebbero perfetti se assunti per endovena (soluzione glucosata degli ospedali), oppure per sondino direttamente nello stomaco. Purtroppo essi vengono assunti attraverso la bocca, ne sono golosi i batteri della Placca batterica dentale. La Placca, provoca da un lato l’instaurarsi di processi cariosi, dall’altro causa la gengivite e la malattia parodontale profonda.

Pertanto una dieta caratterizzata da un ridotto consumo di zuccheri semplici (il saccarosio per intenderci che mettiamo nel cappuccino e nella crema) è utile ma non è determinante nella prevenzione della Carie dentale dal momento che zuccheri complessi, poi degradati dalla saliva in zuccheri semplici altamente nutrienti per la placca, sono presenti nella quasi totalità degli alimenti (pasta, riso, patate, pane etc).

A questo problema i soggetti caratterizzati da ridotte attività di difesa nel cavo orale, o da denti altamente carie recettivi (per la presenza di batteri cariogeni oppure per debolezza strutturale dello smalto dentale) possono rimediare, sia riducendo l’apporto di zuccheri ma non esageratamente, ma più che altro curando la Igiene Orale Meccanica Domiciliare in modo particolare (semplice uso dello spazzolino da denti quantomeno e del filo interdentale se possibile, da effettuare dopo ogni pasto o merenda), e praticando la Igiene Orale Meccanica Professionale con frequenza trimestrale.

L’uso di sostanza chimiche nei dentifrici, nei collutori e nei gels per uccidere i batteri residuati dopo le pratiche suddette, oppure per remineralizzare le iniziali dissoluzioni cariose dello smalto può essere una valida integrazione.

Igiene Orale Chimica (IOC): Domiciliare e Ambulatoriale
Fig. 4: Alcuni collutori in commercio: Alcuni dentifrici in commercio.

Nel parlare di Igiene Orale Chimica (IOC), possiamo delineare due obbiettivi:

1) nei riguardi di denti e parodonto,
2) nei riguardi del cavo orofaringeo (gola e tonsille).

1) Nei riguardi dei denti e del parodonto distinguiamo varie azioni:

a) Azione Antiplacca, cioè di uccisione dei batteri/funghi che popolano la Placca Batterica Dentale responsabili di carie, gengivite, parodontite infraossea (vedi A 1,2, 3,4)
b) Azione Antinfiammatoria, per le gengive
c) Azione Demineralizzante, per i tessuti duri del dente Smalto e dentina
d) Azione Desensibilizzante, per il colletto dentale (dentina)

a) La azione antiplacca.
Si pratica impiegando sostanze disinfettanti antiplacca, la clorexidina per lo più, usando lo spazzolino da denti assieme a gel dentifrici specifici o facendo sciacqui con collutori a base di clorexidina (CHX).
La bibliografia internazionale indica infatti come agente chimico disinfettante, antiplacca per eccellenza, “golden standard” la clorexidina digluconato che chiameremo CHX.

Alcuni collutori contenenti CHX (se ne ho dimenticati, chiedo venia, mi si suggeriscano! E il sito verrà subito aggiornato!):

Dentosan
Curasept
Corsodyl
Plak Out
Iodosan clorexidina
Mentadent clorexidina
Eburos clorexidina
Forhans Clorexidin
Broxodin clorexidina
Bioral 20 clorexidina

La concentrazione è in genere dello 0,12%, ma può essere anche dello 0,2% ( più concentrata), eccessiva per la normale prevenzione, ma utile in caso di:
patologia cariosa molto aggressiva,
malattia parodontale (gengivite) acuta,
faringite (mal di gola).

CHX, antisettico inizialmente usato per le ferite della pelle, disinfezione della cute prechirurgica, e poi in ostetricia, ginecologia, urologia, ha questi vantaggi:
– di non possedere tossicità sistemica e, unica,
– di avere una azione prolungata in quanto, fissandosi ai tessuti orali , e venendo da questi lentamente rilasciata, ottiene un effetto di azione antiplacca prolungato.

CHX, adoperata immediatamente dopo la detersione meccanica della bocca all’ambulatorio odontoiatrico, impedisce la formazione antiplacca, in quanto agisce sulle sostanze collanti prodotte dai batteri per rimanere adesi alle superfici.
Se impiegata in una bocca già ricoperta di tartaro e Placca Batterica Dentale, funziona meno ma impedisce comunque l’ulteriore formazione di placca.
CHX, ha come effetto collaterale talora il fenomeno della pigmentazione del tartaro e della Placca Batterica adese sulla superficie dei denti. Trattasi peraltro di macchie di ovviamente di superficie, facilmente eliminabili durante l’igiene ambulatoriale, derivate dalla precipitazione di sostanze cromogene della dieta.
Anche thè, caffè, vino rosso, carciofi e centinaia di altre ancora peraltro tendono a pigmentare la placca batterica trattenuta dalle superfici ruvide come il tartaro, oppure otturazioni in resina composita non ben lucidate. Non si macchiano peraltro superfici liscissime come lo smalto sano dei denti o le corone in ceramica, che non trattengono placca.
Altri rari ma possibili effetti collaterali dell’uso prolungato della CHX consistono nella parziale riduzione della sensibilità gustativa, o di bruciore/erosioni delle mucose in soggetti allergici, che regrediscono come tutti gli effetti collaterali con la cessazione dell’uso del collutorio.
Si consiglia pertanto di adoperare colluttori contenenti CHX per periodi di due settimane (per esempio a cavallo di interventi di chirurgia orale o per curare una forte gengivite) per essere poi sostituiti da altri colluttori (Lysterine per es.), oppure riducendo di metà il dosaggio (esistono confezioni da 0,05%).

Dentifrici gel a base di CHX:

Dentosan gel parodontale, Curasept gel dentifricio, Corsodyl gel,
Broxogel ed altri (idem come sopra)

La CHX, può essere contenuta solo in gel dentifrici e non nelle normali paste dentifricie ( che contengono il sodio laurilsolfato, un tensioattivo schiumogeno, che aiuta a rimuovere lo sporco a mò di sapone, che causa peraltro la inattivazione della CHX, facendola “precipitare”).

Proprietà antiplacca di minore entità sono comunque possedute anche da:
Triclosan, Xilitolo, olii essenziali, fluoruro amminico, fluoruro stannoso, sanguinarina, cetilpiridinio, delmopinolo

Collutori contenenti Triclosan:
Plakkontrol. Oltre alla azione media del Triclosan come antiplacca, si aggiunge la azione antiplacca di Xylitolo (vedi a Gomma da masticare) e Fluoro.

Collutori contenenti olii essenziali:
Listerine. Azione antiplacca media. Gli olii essenziali non vengono però trattenuti nel cavo orale e pertanto non vengono rilasciati per potere continuare la azione antiplacca nel tempo, ottima azione antialitosica.

Collutori contenenti fluoro:
Elmex . Azione antiplacca valida media dovuta agli amminofluoruri, che però non vengono trattenuti nel cavo orale e pertanto non vengono rilasciati per potere continuare la azione antiplacca. Macchiano parzialmente comunque. Gli amino fluoruri hanno anche azione potente remineralizzante delle carie iniziali.
Meridol. Azione antiplacca media dovuta alla ottima associazione associazione di amminoflururi e fluoruro stannoso (ottimo azione remineralizzante e desensibilizzante)

Collutori contenenti sanguinarina:
Dentosan S. Azione antiplacca leggera. La S però non viene trattenuta nel cavo oralee pertanto non viene rilasciata per potere continuare la azione antiplacca.

Collutori contenenti cetilpiridinio (ammoni quaternari) più indicati per il mal di gola).

Periogard. Azione antiplacca leggera. Il cetilpiridinio non viene trattenuto nel cavo orale e pertanto non viene rilasciato per potere continuare la azione antiplacca.
Tantum Orosan (associa al cetilpiridinio la benzidamina che è un antiinfiammatorio)
Collutori contenenti Tibenzonio (ammoni quaternari) più indicati per il mal di gola).
Antoral.

Collutori contenenti delmopinolo:
Decapinol. La azione consiste essenzialmente nell’impedire la adesione dei batteri alla superficie dentale. Tendenza leggera a macchiare i denti, alterazione del gusto e secchezza della bocca.

I normali collutori disinfettanti, hanno una azione sui batteri delle mucose e superficiali della placca sopragengivale, ma non quelli più profondi, e comunque non agiscono sulla placca sottogengivale e delle tasche parodontali che per il 4% della profondità, cioè niente (Pitcher 1980)
Pertanto il loro impiego è utile essenzialmente dopo avere rimosso meccanicamente tutta la placca sopra e sottogengivale nello studio professionale, e allora agendo sulla placca sopragengivale associando una efficiente igiene meccanica domiciliare possono rallentare la formazione della placca sottogengivale e delle tasche parodontali.

Altri collutori disinfettanti di frequente uso, non dotati di specifica azione antiplacca, ma ottimi per il faringe (gola) e le mucose orali in genere, per cui da impiegarsi come gargarismo:

Oraseptic (esetidina)
Iodosan gocce (iodio)
Betadine collutorio 1% (iodio povidone)
Oragard (acqua ossigenata)
Acqua ossigenata 10 volumi disciolta in egual volume di acqua.

Colluttori ad azione antiinfiammatoria / analgesica (sia per le gengive che per la gola):

Tantum Verde (benzidamina),
Froben , Benactiv (flurbiprofen)
Oki (ketoprofene)
Zeroflog, Dicloral (diclofenac)
Preparazione estemporanea domiciliare (Acqua e sale),

Terapia sintomatica (antiinfiammatoria e analgesica) di Afte e Stomatiti aftose (sono tutti farmaci da usare nel cavo orale e non da ingerire):

Alovex (Aloe): barriera protettiva
Cortifluoral (triamcinolone e iosamicina): azione disinfiammatoria del primo e disinfettante del secondo
Afta Med (a.ialuronico): pellicola protettiva
Buccagel,(triesteri perossidati del glicerolo): pellicola protettiva
Bioral Gel (carbenoxolone): pellicola protettiva
Aftab (triamcinolone) compresse da fare aderire all’afta: pellicola protettiva e azione antiinfiammatoria

Herpes labiale:

Aciclovir 5%crema, Zovirax 5%, crema, Cycloviran 5% crema: (aciclovir).

Come si usa un collutorio.

Il collutorio va impiegato dopo la spazzolatura dei denti, a denti stretti, di modo da fare passare la sostanza disinfettante negli spazi interdentali, con la testa piegata leggermente verso il lavandino.
Si ottiene in tal modo oltre alla rimozione meccanica dei residui alimentari derivata dal flusso meccanico del liquido del collutorio, anche una azione:
sulle superfici interdentali dei denti, sulle mucose del cavo orale.

Altra cosa è il gargarismo che va effettuato con gli stessi collutori (antisetici come la CHX, iodio) ( e antiinfiammatori come brufen, benzidamina ed altri).

Conclusione sui collutori: fare attenzione che non contengano alcool (vedi Prevenzione B).

Prevenzione / Terapia di complicanze post chirurgiche:

antibiotici come:
penicillina in compresse (Zimox, Augmentin, Clavulin e cento altri) se non si è allergici (prurito mciutaneo, eritemi / bolle cutannee, collasso, senso di soffocamento) altrimenti altri antibiotici come la eritromicina e tanti altri.
antiflogistici, antidolorifici come:
ipubrofen, ketoralac, nimesulide etc.

Recenti informazioni su Nimesulide dal Bollettino d’informazione dei farmaci n. 1 / 08, ribadito nel 2010
Il CHMP (comitato scientifico dell’Agenzia europea dei Medicinali ) non ha per l momento emesso giudizi sul rapporto rischio/beneficio del farmaco. La AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco raccomanda l’uso del farmaco (Aulin ed affini), dopo analisi del rapporto rischi/benefici per un periodo il più limitato possibile e comunque non oltre le due settimane continuative, e come seconda scelta. Il farmaco va assunto in pazienti che non abbiano precedenti di insufficienza epatica (fegato).. L’ acquisto del farmaco è sottoposto a presentazione di ricetta medica dall’Ottobre 2007.
L’uso di nimesulide è autorizzato in 15 paesi europei e sospeso /ritirato in Finlandia, Spagna, Belgio, Irlanda.
Da maggio 2007 a febbraio 2008, 11 casi gravi segnalati alla Agenzia europea dei medicinali. Nessun caso grave di epatotossicità segnalato nel 2008.

Denti sensibili.

La sensibilità dei denti, può essere patologica, oppure non patologica (e pur sgradevole)

Può essere patologica, in quanto:
– segno di carie incipiente, o avanzata (a seconda della soglia di sensibilità del paziente)
– segno di incrinatura del dente (a causa vuoi di un grande trauma, che di un piccolo trauma ripetuto).

Può essere non patologica:
come conseguenza della leggera denudazione delle radici dei denti, conseguente a certi tipi di chirurgia parodontale
come conseguenza della retrazione gengivale (da spazzolamento troppo aggressivo e tecnicamente scorretto, oppure da infiammazione gengivale).
come semplice variante fisiologica in pazienti ipersensibili, con bassa soglia del dolore.

Meccanismo della sensibilità.

Lo strato interno della dentina dei denti, che riveste la polpa dentale (nervo) è rivestito da cellule: gli odontoblasti.
Questi inviano le loro terminazioni sensitive attraverso i canalicoli dentinali fino al rivestimento di smalto, nella zona extragengivale (cioè dove il dente è coperto dallo smalto), e fino al cemento (nella zona radicolare).

Quando il rivestimento di smalto oppure di cemento è alterato (carie, incrinatura, abrasione dei denti e lo smalto è ridotto di spessore), oppure quando le radici dentali (non protette da smalto, ma da un esile strato di cemento) sono esposte al cavo orale per la retrazione gengivale, o per l’abbassamento conseguente alla chirurgia parodontale, interviene la ipersensibilità dentale.

In queste situazioni sostanze acide (spremute di arancia), zuccheri, l’azione meccanica dello spazzolino, come pure stimolazioni termiche (freddo) possono essere intollerabili.

Pertanto, scartate dal professionista le cause patologiche come la carie, e le fratture, per tutte le altre situazioni risulta utile l’uso di collutori e dentifrici specifici, contenenti fluoro o altre sostanze.

Fluoro.

I sali di fluoro possono essere somministrati per via:

– topica (dentifrici, collutori, gels) = Fluoroprofilassi topica
– sistemica = Fluoroprofilassi sistemica

Fluoroprofilassi topica.

Azioni:
azione di mineralizzazione delle superfici dello smalto dentario (“indurimento”) nei giovani e di remineralizzazione negli adulti,
una leggera azione antiplacca/disinfettante,
una attività desensibilizzante netta (negli adulti), a causa della formazione di uno strato di fluoruro di calcio che forma una pellicola protettiva, remineralizzante, desensibilizzante in quanto intasa i tubuli dentinali esposti, specie se associato a potenti desensibilizzanti come cloruro di stronzio, nitrato di potassio, zinco citrato.

Modalità di somministrazione:

a) domiciliare

b) ambulatoriale
(dai 6 ai 100 anni)

a) domiciliare

a)Consiste nell’uso domiciliare di dentifrici, collutori e gels contenenti fluoro

Di un dentifricio, è importante:

la non abrasività
la azione del fluoro come remineralizzante /desensibilizzante
la componente rinfrescante dell’alito

Fra i vari sali di fluoro oltre al fluoruro di sodio e il sodio monofluorofosfato, gli aminofluoruri e il fluoruro stannoso risulterebbero di particolare efficacia.

b)Nello studio odontoiatrico (dai 6 ai 14 anni)

2 applicazioni professionali all’anno (ogni 6 mesi) di gel concentrato al fluoro. In tale occasione anche le sigillature dei denti permanenti molari (dopo i 6 anni) e premolari (dopo i 12 anni), sono consigliabili.
Per quanto riguarda la sensibilità dei colletto e la conseguente necessità di remineralizzazione di queste zone, la quantità di ioni fluoruro necessaria è 10 volte superiore a quella che serve per la remineralizzazione dello smalto.

Fluoroprofilassi sistemica.

Il fluoro, risulta particolarmente utile se somministrato per via generale, in quanto influisce sulla ottimale mineralizzazione dello smalto dentario quando il dente è in formazione ancora all’interno della compagine ossea prima della eruzione nel cavo orale rendendo lo smalto più resistente all’attacco carioso.

Siamo cresciuti con questi concetti, quante tesi di laurea su questo concetto.

Oggi nel 2010 diciamo: forse!

Esistono pochi studi scientifici correttamente condotti sugli integratori di fluoro e tutti dimostrano che l’effetto di questi supplementi sulla prevenzione delle carie è possibile ma non confermato. . Alcuni studi parlano di effetti negativi del fluoro sulla salute dell’uomo. Nonostante tutto, molti pediatri e dentisti continuano a consigliare la fluoroprofilassi (compressine o gocce) per i bambini di pochi mesi e le madri incinta. Secondo alcuni talora l’integrazione di fluoro non è solo inutile, ma può essere addirittura dannosa potendo determinare Fluorosi dentale.
La fluorosi dentale è rappresentata paradossalmente da un difetto di mineralizzazione del dente che potrà presentare: piccole screziature biancastre, opache o gessate che possono interessare parte o tutta la corona oppure addirittura nelle forme più avanzate un colorito rosso-brunastro.

Contrariamente a quello che si credeva un tempo, il fluoro è efficace essenzial-mente se applicato localmente. Non esiste un dosaggio sicuro di fluoro.
In America la pratica di aggiungere il fluoro alle acqua potabili (iniziata negli anni quaranta per prevenire la carie) è in via di abbandono, aumentando il rischio di fluorosi dentale. L’addizione di fluoro nelle acque potabili è praticata da altri paesi, tra cui Australia ed alcune zone della Gran Bretagna. E’ invece proibita in Belgio, Danimarca, Olanda, Francia, mentre in Spagna e in Germania ogni decisione è rimessa alle autorità locali. In Italia, non esiste una normativa in materia.
Recenti studi epidemiologici correlano la fluorizzazione delle acque all’aumento delle fratture dell’anca in persone ultrasessantenni.
Oltre al fluoro contenuto negli integratori per la profilassi dentale, i bambini possono assumere altro fluoro quotidianamente attraverso altre forme: dentifrici (che per il buon sapore, spesso ingoiano), alimenti e bevande dell’industria alimentare, residui di pesticidi nel cibo, abuso di presidi dentistici, emissioni inquinanti nell’aria, farmaci, anestetici, ma anche tè e particolari acque minerali.
Qualche anno fa l’associazione dei dentisti canadesi e il ministero della salute australiano hanno smesso di raccomandare l’uso del fluoro ai bambini. Il Dr H. Limeback, capo del dipartimento per la prevenzione dentale dell’Università di Toronto ed ex presidente dell’Associazione Canadese per la Ricerca Dentale, afferma: “I nuovi studi mostrano che l’assunzione di fluoro per bocca è di poco o nessun beneficio. L’UNICEF ha recentemente dichiarato “per decenni abbiamo creduto che il fluoro in piccole dosi non avesse effetti collaterali sulla salute. Ma sempre più scienziati stanno seriamente mettendo in discussione i benefici del fluoro, anche in piccole quantità”. Sicuramente l’effetto di beneficio e’ lieve ma anche le prove di possibili controindicazioni non sono sostanziali.
Il motivo e’ che e’ difficile fare studi di questo tipo su larghe popolazioni e studi prospettici interventistici non sono etici (tipo dare a un gruppo di bambini alte dosi di fluoro e non darle all’altro gruppo).
E’ comunque indubbio il benefico effetto della fluoroprofilassi locale sotto forma di dentifrici e colluttori.”

Igiene Orale Chimica (IOC): Domiciliare e Ambulatoriale

Rientrano in questo contesto le poche procedure chimiche effettuate allo studio:

La irrigazione sottogengivale delle tasche parodontali con sostanze come Elyzol (Metronidazolo) nel caso di parodontiti aggressive.
La disinfezione della bocca effettuata mediante collutorio alla clorexidina 0,3% all’inizio delle sedute di terapia (che ha anche funzione di rendere meno infetta l’aria espirata dal paziente).
Le terapie desensibilizzanti e di fluoroprofilassi topica (già descritte al capitolo Fluoroprofilassi topica)
La “irrigazione sottogengivale”, con siringhe ad ago smusso , viene praticata o allo studio dall’odontoiatra, o dal paziente a casa. Serve a veicolare sostanze medicamentose come per es . Elyzol (metronidazolo) fino al 93 % della profondità delle tasche sottogengivali /parodontali .

odontoiatra.it

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