Digitale in odontoiatria

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Non eccessivamente. I miei più rodati collaboratori sapevano della mia passione
e comunque sono giovani, sanno smanettare. Dico questo perché coloro che hanno passato i 50 e si avvicinano a queste tecnologie, e forse non sono così avvezzi, è necessario che si organizzino con il proprio sta individuando i soggetti con maggiori capacità digitali. Sono convinto che l’assistente digitale possa essere una delle prossime figure professionali che mancheranno l’odontoiatra nella sua operatività basata sui
sistemi CAD-CAM. Da noi già succede: il dottor Sergio Porro prima di laurearsi è
stato al mio fianco in qualità di assistente alla poltrona regolarmente assunto, un
modo come un altro per pagarsi gli studi e fare esperienza, e si è qualificato nel
campo del chair-side diventando a sua volta mentore delle altre figure assistenziali
presenti in studio. Le mani in bocca non si mettono, si lavora al CAD, si imposta il CAM, si rifiniscono i manufatti. Il professionista prepara, rileva l’impronta ottica, definisce al monitor i margini e la forma, prova e cementa. Così, negli intervalli dei tempi tecnici, può fare altro. Strategie, razionalizzazione, attenzione verso le fasce più deboli della società.
L’odontoiatra per le persone che se lo potranno permettere sarà l’unico che potrà continuare a fornire eccellenza a costi “illimitati”, ma anche questi fortunati colleghi dovranno saper fare i conti con i pazienti che, potendo pagare, vogliono tutto e subito: pregi e difetti di una situazione di comodo. La fascia media sarà sempre più ridimensionata ed eliminerà il superfluo: farà curare i figli, risolverà le emergenze odontoiatriche, capirà l’importanza della prevenzione. Si diffonderanno sempre più le “Strutture Organizzate e Disseminate Anonime” (nel senso che non sai chi ti curerà)
conosciute dal grande pubblico come “dentisti low-cost”, anche qui con i loro pregi, pochi, e difetti, tanti. Gli abusivi e i fenomeni correlati continueranno a esistere ma in modo ancor più sotterraneo. Se avessi una figlia, e in effetti ce l’ho, che si occuperà di odontoiatria potrei consigliarle di continuare a documentarsi, imparare e tornare, se il padre sarà ancora in salute per attenderla. Se il giovane fosse “un foglio di nessuno” potrei suggerire di entrare in una struttura (pubblica o privata che sia) dove si esegua una buona odontoiatria, imparare e crescere con la speranza di associarsi nell’arco dei successivi dieci anni. Così come avviene da tempo per gli avvocati, i commercialisti,
gli architetti e tante altre professioni.

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