FARMACOLOGIA NELLA MALATTIA PARADONTALE

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Si fa seguito ad alcune considerazioni sulla malattia paradontale per le altre informazioni si rimanda alla tecnica “PARODONTOLOGIA” in questo caso ci interessa l’approccio farmacologico.

La malattia paradontale è una malatia che oggi in Italia interessa almeno il 20% della popolazione.
Le cause sono:
1) MANCANZA DI IGIENE E PREVENZIONE ORALE
2)ETA’
3)PREDISPOSIZIONE GENETICA (7-19%)
4)FUMO (4,8 %)
4)DIABETE ( 2,3%9
5)COLESTEROLO (2,4)
Quest’ultimo punto è un dato nuovissimo infatti si è osservato che tra il tasso di colesterolo e la presenza di placca o lesioni paradontali vi è una interdipendenza : si è fatto uno studio comparando il tasso di colesterolemia nel sangue dei pazienti prima e dopo l’igiene orale e lo scaling e risulta diminuito.
6)DEBOLEZZA COSTITUZIONALE DEL CEMENTO PERIODONTALE ALL’ATTACCO DEI BATTERI .

OSSERVAZIONI:
I dati che hanno una valore prognostico sfavorevole sono:
A) IL SANGUINAMENTO AL SONDAGGIO
B) PRESENZA DI SUPPURAZIONE (si può verificare con la digito-pressione dal fornice verso le corone dentali per notare la presenza sui solchi di essudato purulento).
Inoltre SAREBBE OPPORTUNO FARE L’ANALISI DELLA PLACCA BATTERICA, per verificare la presenza dei PORFIDOMONAS e soprattutto degli aggregati batterici di ACTINOMICEMCOMITANS
eFARE L’ESAME ANCHE AI PARENTI
in quanto i batteri possono trasferirsi al patner od ai familiari

USO DELL’ANTIBIOTICO AD AMPIO SPETTRO(AMOXICILLINA – ES.ZIMOX)
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DEVE ESSERE LIMITATO AI CASI VERAMENTE GRAVI IN QUANTO SI E’ VISTO CHE NORMALMENTE NON MIGLIORA LA PROGNOSI, MENTRE AL CONTRARIO E’ MOLTO EFFICACE L’UTILIZZO DELL’ANTINFIAMATORIO : IBUPROFENE.
UN FANS (FARMACO ANTINFIAMMATORIO NON STEROIDEO) CHE UNISCE EFFICACIA(controllo delle citochine della fase infiammatoria) A BUONA TOLLERABILITA’ OLTRE CHE POCO INVASIVO (AL CONTRARIO DI MOLTI ANTINFIAMMATORI SIA PUR EFFICACI) NEI CONFRONTI DELL’APPARATO GASTRO-ENTERICO

L’ANTIBIOTICO PIU’ IDONEO DURANTE E DOPO L’INTERVENTO 1 GR PER ALMENO 14 GIORNI E’ LA TETRACICLINA.

IL COLLUTORIO DA UTILIZZARE PER DISINFETTARE IL SITO CHIRURGICO O PREPARARLO ALL’INTERVENTO E’ LA CLOREXIDINA 0,12% MA SEMPRE DOPO AVER RIMOSSO LA PLACCA ALTRIMENTI HA UN EFFETTO CALCIFICANTE SULLA PLACCA BATTERICA (motivo per cui se ne sconsiglia l’uso quotidiano oltre a portare pigmentazioni brunastre reversibili sullo smalto dentale).
Un collutorio a disinfezione blanda idoneo al mantenimento può essere il MERIDOL

DISINFEZIONE DEL SITO CHIRURGICO
Le superfici radicolari pulite dopo intervento “a cielo aperto” devono essere trattate con ACIDO CITRICO 0,1% PER 30 SECONDI
oppure con EDTA 30%
o meglio con TETRACICLINA ( la tetraciclina non solo rimane più adesa alla superficie radicolare garantendo la protezione per più tempo ma inibisce anche l’azione locale delle COLLAGENASI

INTERVENTO
Grazie alla scoperta di una nuova molecola AMELOGENINA (EMDOGAIN) che induce la formazione del cemento radicolare ed all’uso di prodotti NANOTECNOLOGICI DI RIEMPIMENTO A BASE FOSFATO DI CALCIO, (nanometro è un millesimo di micron, questo consente una assoluta invisibilita’ e tolleranza da parte dell’ organismo infatti le superfici stesse degli impianti sono trattate con lo stesso principio che consentirebbe oltretutto uno stimolo per l’ossificazione.),
oggi è sempre meno frequente l’utilizzo di membrane con i rischi correlati e soprattutto nel caso di quelle non riassorbibili il secondo intervento.
Sempre meglio se con un “GRATTINO” si p releva dell’osso da miscelare al cemento di riempimento, che nella tecnica a “SANDWICH” viene posto al centro tra due strati di GEL DI EMDOGAIN

IMPORTANTE
-per non vanificare gli interventi o renderli più rapidi ed efficaci la moderne parodontologia disdegna i tagli chirurgici di rilascio.
-Il controllo del paziente dovra’ esser fatto ogni settimana per i primi due mesi e se possibile coadiuvarlo nell’igiene
– il sondaggio delle tasche per verificare il guadagno d’attacco mai prima dei 18 mesi in quanto la neoformazione di cemento radicolare è molto più lenta di quella ossea e si rischierebbe di interferire meccanicamente con i processi di guarigione.
– si consiglia l’uso di almeno due lame 15c in modo che il taglio sia più efficace
-si consiglia di suturare con punti riassorbibili/goretex monofilamento perchè al contrario di quelli di seta essendo intrecciati trattengono la placca
– si consiglia un diametro adeguato: 5 zeri , 6 zeri o sette zeri.
-si consigliano tutti gli accorgimenti operatori di sterilità e preparazione all’intervento ormai protocollo degli interventi implantologici per il semolice motivo che questi interventi lavorando su tessuti e non su impianti sterili in teoria sarebbero più suscettibili ad insuccesso da infezione crociata.
– verificare l’assenza di trauma occlusale
– garantirsi la stabilità del coaugulo con lo splintaggio del dente
– per un buon successo così come in protesi verificare che vi sia una giusta ampiezza biologica tra margine dell’osso e punto di contatto dentale : 4,5mm.

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