Fotografia della rivoluzione digitale dell’odontoiatria.

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Che la rivoluzione digitale abbia toccato il settore dentale modificando il modo di lavorare ma anche di informare e di aggiornare le varie figure che lo compongono è oramai noto. Ma quanto l’Odontoiatria2.0 ha fatto breccia negli studi odontoiatrici, quale è il margine di interesse verso le nuove attrezzature e strumentazioni, quanto il web ha modificato il modo di dialogare tra paziente e dentista?
Se lo è chiesto il gruppo editoriale Edra/Lswr e per cercare di dare una risposta ha realizzato due sondaggi mirati a capire come il dentista e come il paziente utilizzino le nuove tecnologie ed i nuovi media. Dati che saranno presentati in un evento esclusivo al quale hanno dato la loro adesione i più autorevoli esponenti di associazioni, università ed aziende del settore in programma lunedì 22 settembre, ore 17, a Milano.

“La rivoluzione digitale ha cambiato il nostro modo di comunicare e di informarci”, dice Norberto Maccagno.
“Anche il settore dentale è stato influenzato da questa rivoluzione ma in che misura? Il dentista ha capito i vantaggi e le opportunità oppure è turbato? ”
“I dati -continua il direttore, ci hanno confermato la sensazione di una professione spaventata e divisa tra chi non ha capito la portata del fenomeno, oppure non crede nell’odontoiatria2.0, e coloro che invece la vedono come opportunità per aumentare il numero di pazienti e migliorare le cure assecondando le sempre più pressanti richieste dei propri pazienti. Un dentista che fatica a capire come realmente pensa il proprio paziente e che guarda con troppa preoccupazione aspetti come pubblicità e low-cost trascurando quelli come trasparenza e ambiente di lavoro invece considerati come importanti dai cittadini”.

“La ricerca -commenta il prof. Massimo Gagliani direttore scientifico, ha fotografato una professione che crede in modo differente alle innovazioni tecnologiche e, soprattutto, vede il cambiamento del flusso di lavoro come una nuova montagna da scalare con il tempo incerto e terreno economico, scivoloso. Di contro una parte che l’ha adottata e cerca di sfruttarla al meglio”.
Dal punto di vista del paziente i dati raccolti ribadiscono l’interesse per il valore dato al dentista libero professionista, al rapporto diretto di fiducia anche rispetto alle informazioni cliniche cercate.
“Tra i tanti aspetti interessanti emersi -continua Maccagno- il fatto che nonostante oggi si viva in simbiosi con smartphone e tablet avendo la possibilità di reperire in tempo reale ogni tipo di inforazioni sulla salute e più in particolare sulla quella orale, ci fida di quanto dice il nostro dentista rispetto al web ed anche per sceglierlo si utilizzano i canali tradizionali. Interessanti, poi, i dati ottenuti sulle richieste dei cittadini in tema di informazione. Dati che saranno certamente utili a coloro che stanno investendo, o che vorranno investire, in pubblicità e nella comunicazione attraverso i nuovi media”.

E partendo proprio dai dati di queste due ricerche attraverso una tavola rotonda con il presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo ed il presidente del Collegio dei Docenti prof.ssa Antonella Polimeni si cercherà di capire, anche con l’aiuto degli autorevoli ospiti, dove questa rivoluzione digitale porterà il settore.

I primi lettori di Odontoaitria33 che invieranno una mail con la richiesta a partecipare saranno nostri ospiti, ancora disponibile alcuni posti.
Chi vuole potrà inviare una mail a redazione@odontoiatria33.it con la richiesta. Solo coloro che riceveranno la mail di risposta potranno accedere all’evento come nostri ospiti.

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