Gli antisettici utilizzati come irrigante nelle tasche parodontali

0
411

 

In questo articolo vogliamo valutare l’efficacia di un antisettico utilizzato come irrigante nelle tasche parodontali, dopo terapia causale meccanica, prendendo come valori di riferimento l’indice di sanguinamento, l’indice di placca e la profondità di tasca. Nello studio è stato testato, su un gruppo di 30 pazienti, il Chlo-Site, di largo uso, reperibile in commercio. Per ogni paziente è stato adottato un protocollo operativo che prevedeva l’individuazione nei 4 quadranti di siti test e siti controllo. La malattia parodontale è oggi largamente diffusa e si presenta in soggetti di tutte le età; le cause principali della sua evoluzione vanno ricercate sia nella componente batterica presente nella cavità orale (danno diretto), sia nella risposta immunitaria dell’ospite (danno indiretto), sia legate ad un processo, lento ma inesorabile, di invecchiamento delle strutture parodontali.
Questo fenomeno patologico potrebbe essere limitato con un periodico controllo professionale e un buon controllo dell’igiene orale domiciliare.
Purtroppo la poca attenzione dei paziente verso le patologie del cavo orale, la scarsa informazione circa le metodiche preventive da adottare (come le corrette tecniche di spazzolamento), il costante invecchiamento della popolazione, fanno sì che l’incidenza della parodontite sia elevata e in costante aumento.
Da qui si evince l’importanza della prevenzione intesa come la tempestiva e regolare eliminazione della placca batterica, con controlli periodici scadenzati secondo le necessità individuali e con un’informazione e una motivazione mirata al problema parodontale.
Questa mancanza di prevenzione porta a studiare protocolli, metodi e farmaci che siano in grado di contrastare la progressione della malattia parodontale e di aiutare il paziente nel controllo della placca e quindi “aiutarlo ad aiutarsi” a mantenere lo stato di salute del proprio cavo orale. A disposizione del clinico ci sono molti prodotti che, in misura più o meno significativa ed in associazione allaterapia causale mec¬canica, permettono di ottenere risultati soddisfacenti. In questo studio abbiamo preso come valori di riferimento l’indice di sanguinamento (bleeding on probing, BOP), l’indice di placca (plaque control record, PCR) e la profondità di tasca. Lo studio è stato condotto su 30 pazienti reclutati nel reparto di Pa- rodontologia della Clinica Odonitoiatrica dell’Università degli Studi dell’Aquila.
Tutti i soggetti di età compresa tra i 37 ed i 60 anni, equamente divisi tra uomini e donne, presentavano malattia parodontale generalizzata con tasche di profondità comprese tra i 3 e i 5 mm. Tutti avevano anamnesi negativa per malattie sistemiche di rilevanza parodontale e anamnesi familiare negativa per problemi parodontali; non avevano assunto antibiotici nei 4 mesi precedenti. Nello studio è stato valutato l’effetto del Chlo-Site, applicato sottogengiva dopo una seduta di scaling e root planing su pazienti con parodontite generalizzata.
Il Chlo-Site è un gel di xantano, contenente l’1,5% di clorexidina, capace di assicurare, per almeno dopo una settimana settimana, ottimali condizioni di disinfezione attiva e passiva, poiché cede progressivamente nel liquido crevicolare elevate quantità di clorexidina. Lo xantano è un po¬limero saccarifico, che con acqua forma un reticolo tridimensionae pseudo-plastico, in grado di sospendere e trattenere varie sostanze, che sono rilasciate gradualmente in relazione alle loro caratteristiche fisiche e chimiche. Il Chlo-Site si conserva a temperatura ambiente e viene fornito in siringhe monouso; si applica direttamente con la siringa nella tasca, partendo dalla parte più profonda fino al margine gengivale, grazie al sottile ago a punta arrotondata che non traumatizza i tessuti.
Il T e 4° quadrante sono stati utilizzati per lo studio con l’applicazione dell’antisettico; il 2° e 3° come controllo; quindi ogni gruppo di studio è stato costituito da 60 siti test e 60 siti controllo. Il vantaggio di avere siti test e controllo all’interno della stessa bocca ha evitato tutte le variabili legate alla suscettibilità individuale di ogni singolo paziente al singolo trattamento, sia esso farmacologico che meccanico.
I pazienti sono stati esaminati in 3 fasi successive:
•prima fase: compilazione della cartella parodontale con rilevamento degli indici di placca, sanguinamento e annotazione della profondità di tasca; istruzione e motivazione all’igiene orale;
•seconda fase: dopo 7 giorni il paziente è stato sottoposto ad una full mouth disinfection; scaling sopra e sottogengivale con rimozione di tutti i depositi molli e duri in un’unica seduta. Al termine di quest’ultima le tasche sono state asciugate con coni di carta assorbente sterili e, nei quadranti 1 e 4, è stato applicato il Chlo-Site inserendo l’ago della siringa diretta- mente in ciascuna tasca, somministrando il prodotto dalla parte più profonda fino al margine gengivale. I quadranti 2 e 3, invece, sono stati trattati con la sola terapia causale mecanica senza l’ausilio di agenti chimici. Al termine della seduta, valutando lo stato emotivo e psichico del paziente, si è proceduto ad un’ulteriore rafforzamento della motivazione;
•terza fase: a distanza di 3 settimane si è proceduto a una rivalutazione parodontale con misurazione della profondità di tasca e reperimento dei relativi indici sanguinamento e di placca. La terapia di supporto con antisettici può essere utilizzata nei siti che non rispondono alla sola terapia meccanica offrendo un valido aiuto nel controllo dell’infezione e della placca batterica, quindi nel prevenire le possibili recidive di tali processi infiammatori. Il recupero di attacco nei siti test era compreso tra 0 (nessun recupero) e 3 mm; negli stessi pazienti, nei siti controllo, il recupero di attacco ottenuto con la sola terapia causale meccanica, quindi senza l’impiego di irriganti subgengivali, è stato compreso tra 0 e 2 mm
Si è dunque evidenziato come la terapia causale meccanica abbia una buona efficacia nel ridurre la profondità di sondaggio. Tuttavia, nella terapia supportata da antisettici, si è osservato un vantaggio sensibilmente maggiore, in riferimento alla profondità di sondaggio, ma soprattutto un sostanziale miglioramento dell’indice di placca con riduzione della carica microbica e conseguente miglioramento dell’indice di sanguinamento. In entrambi i tipi di trattamento si è ottenuta una riduzione delle patologie infiammatorie in accordo con studi condotti da numerosi autori. La terapia causale meccanica non presenta limiti nell’applicazione clinica, se non legati alla tolleranza da parte del paziente a sottoporsi a tale trattamento (tempo operatorio, sensibilizzazione, traumi degli elementi dentali, possibile sintomatologia algica). Al contrario, l’utilizzo di antisettici potrebbe presentare dei limiti legati al principio farmacologico stesso con possibile sensibilizzazione verso i prodotti. Comunque tali supporti offrono un valido aiuto soprattutto lì dove i pazienti sono scarsamente collaboranti o a causa di una scarsa manualità non riescono ad ottenere un adeguato controllo di placca.
I risultati ottenuti nel gruppo test trattati con Chlo-Site e quelli relativi al gruppo di controllo per quanto riguarda la profondità di sondaggio sono evidenziati nelle figure 1 e 2. Mentre per il PI e il BOP i risultati sono evidenziati nelle figure 3 e 4. In tutti i siti trattati si è ottenuta una riduzione della profondità di sondaggio, una riduzione del sanguinamento a breve termine ed una riduzione dello stato infiammatorio.Dopo aver raccolto tutti i dati, è stata fatta una valutazione dei risultati ottenuti ed è stato possi¬bile notare come l’utilizzo del Chlo-Site abbia migliorato la malattia in pazienti con parodontopatia generalizzata. Anche se tale studio è stato svolto per un periodo piuttosto breve, su un numero di pazienti ristretti, possiamo constatare l’efficacia del Chlo-Site, sia nella ridu¬zione degli indici di placca e di sanguinamento sia nella riduzione della profondità di tasca; probabilmente tale risultato non si sarebbe raggiunto senza un’igiene approfondita e l’utilizzo di un prodotto a rilascio controllato di clorexidina. Come si nota, nel controllo effettuato a 3 settimane, la maggior parte dei pazienti presenta una riduzione del sanguinamento in maniera sensibilmente maggiore nei siti trattati con l’antisettico. Stesso comportamento si evidenzia per l’indice di placca. Per quanto riguarda l’indice di profondità di tasca, riportato nella tabella precedentemente illustrata, è possibile notare i miglioramenti ottenuti nell’arco dei controlli successivi. Anche i pazienti, a tale proposito, hanno riferito come durante le quotidiane procedure di igiene orale domiciliare non avessero più sanguinamento della gengiva e problemi di alitosi. Grazie ad una buona compliance da parte dei pazienti e all’applicazione del Chlo-Site si è riusciti a ridurre la ricotonizzazione dei microrganismi delle tasche parodontali per alcune settimane. La terapia di supporto con antisettici può essere utilizzata nei siti che non rispondono alla sola terapia meccanica offrendo un valido aiuto nel controllo dell’infezione e della placca batterica, quindi nel prevenire le possibili recidive di tali processi infiammatori. L’utilizzo di antisettici dovrebbe essere evitato in soggetti che presentano una ipersensibilità al farmaco, anche se sostanzialmente va sottolineato l’uso topico e non sistemico di tali prodotti. Possiamo notare come i pazienti trattati con il Chlo-Site mostrino una riduzione degli indici di sanguinamento e di profondità di tasca; i tessuti molli si presentano sani, di colore rosa, privi dei tipici segni dell’infiammazione. I miglioramenti dei tessuti parodontali dipendono in gran parte dalla riduzione della carica patogena; il Chlo-Site, infatti, possiede una attività antimicrobica nei confronti dei patogeni parodontali tale da alterare la funzione ed il metabolismo biochimico, riducendone così la virulenza. I risultati del nostro studio, in definitiva, sottolineano come l’applicazione del Chlo-Site sia di grande beneficio nel migliorare i parametri della malattia parodontale, dimostrando di essere essenziale come terapia aggiuntiva in pazienti adulti con parodontiti croniche, di gravità moderata o elevata, ed ovviamente come parte di un programma di trattamento parodontale. Concludendo riteniamo la collaborazione del paziente essere la “chiave” del successo di ogni terapia parodontale, in quanto solo un controllo costante e significativo della carica batterica orale, durante le metodiche di igiene orale domiciliare, permette il raggiungimento di risultati clinici ottimali a lungo termine.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.