GLI ASPETTI SOCIALI ED ECONOMICI DELLA MALATTIA PARODONTALE.

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W. Murray Thomson dice, la malattia parodontale dovrebbe essere considerata un problema di salute pubblica, in ragione del suo elevato impatto individuale, sociale ed economico.

Recenti studi confermano che l’appartenenza a fasce di popolazione svantaggiate dal punto di vista sociale, economico e culturale influisce negativamente sulla cura della salute orale.

Uno studio vietnamita di dieci anni fa indicava che, nel Paese asiatico, la prevalenza della malattia parodontale tra la fascia più povera della popolazione era oltre due volte e
mezza superiore rispetto a quella più benestante (46,3 % contro 17, 8 % in persone dai 35 ai 44 anni di età). Cinque anni dopo, un’indagine simile svolta in un contesto diverso come l’Australia rilevava condizioni molto migliori, ma il gap associato allo stato socioeconomico delle persone era nuovamente presente, anzi molto più marcato: qui si
passava progressivamente dal 21,7 % al 3,7 % di incidenza della malattia parodontale scorrendo dai gruppi più disagiati a quelli che vivevano in condizioni più favorevoli.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, alle principali patologie croniche si deve il 40 % del carico di malattia complessiva, che appare destinato a salire fino al 60% nel 2020.

In tutto il mondo, la distribuzione delle patologie croniche riflette le disuguaglianze sociali e la popolazione più povera e svantaggiata ne è maggiormente colpita. Le differenze in fattori quali il reddito, la disponibilità di beni, la situazione
lavorativa, la scolarità, l’ambiente, la casa, hanno complessivamente un
impatto impressionante sulla salute.
La parodontite è, insieme alla carie, la patologia orale più importante che contribuisce al carico globale delle malattie croniche.

Per esempio, si è visto che gli appartenenti alle classi socioeconomiche più elevate tendono non solo ad avere comportamenti più salutari ma anche a conoscere e mantenere a lungo termine i concetti che stanno alla base della salute orale.

Le strategie proposte sono di tre tipi: la prima è diretta a incidere sui comportamenti generali della popolazione, per esempio lottando con maggior decisione contro il fumo e
promuovendo l’igiene orale; servirebbe poi una prevenzione secondaria per individuare
e trattare le persone che sono affette da malattia parodontale distruttiva; infine una particolare attenzione e un’azione mirata andrebbero rivolte alle persone ad alto rischio.

(da Italian Dental Journal)

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