I.E.D. TECHNIQUE: Incisal Edge Design su disilicato di litio. Per essere veloci ma non di fretta sfruttando la capacità creativa

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odontoiatra.it, protesi, implantologia
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Odt. Lorena Dalla Riva

Obiettivo dell’articolo è quello di esporre una metodica e una tecnica di lavoro con utilizzo di disilicato di litio che miri a soddisfare le esigenze del paziente nell’avere una ottima ricostruzione del sorriso e quelle dell’odontotecnico, per l’impiego di minor tempo possibile e spesa contenuta, pur con passaggi di lavoro obbligatori per un risultato predicibile

La creatività fa parte del nostro lavoro… la creatività ha molteplici definizioni che si possono adattare a diverse situazioni. La creatività è uno stile di pensiero che si esprime in processi mentali caratteristici. Procede essenzialmente per associazioni tra idee, concetti, fatti e dà origine a idee e concetti nuovi, invenzioni, scoperte: insomma a risultati tanto originali quanto efficaci. L’intuizione che la creatività sia uno stile di pensiero, che deriva da un altrettanto specifico atteggiamento mentale e comportamentale, nasce agli inizi del Novecento. I primi studi importanti sul fenomeno risalgono agli anni ’20. Questa capacità passa attraverso un pensiero creativo che ci porta a trovare una soluzione o meglio a creare (Fig. 1). Sono sempre stata affascinata dal pensiero creativo e di come si compone. Il percorso può essere sintetizzato in 5 fasi con elaborazione del pensiero odontotecnico.

Domanda (la riabilitazione che dobbiamo effettuare)

  1. Analisi (studio del caso)
  2. Saturazione (raccolta di tutte le informazioni utili alla progettazione)
  3. Incubazione (elaborazione dei dati raccolti)
  4. Illuminazione, idea (soluzione trovata al caso)

Risposta

  • Verifica (realizzazione del caso elaborato)

= Conoscenza

Qualunque sia la risposta con verifica alla domanda (situazione iniziale), diventa conoscenza e va ad alimentare il proprio bagaglio di esperienza. A cosa può servire conoscere questo procedimento quando elaboriamo un progetto? Forse a niente o forse solo a soddisfare una curiosità, ma di sicuro ci fa contraddistinguere dalle macchine, lo interpreto tutto questo come nella capacità di creare un proprio stile di lavoro in campo dentale.

Com’è nata I.E.D. TECHINIQUE?

È nata dall’esigenza di velocizzare il tempo impegnato concentrandosi su passaggi chiave senza avere fretta, per essere poi veloci nel proseguimento della lavorazione. È nata dalla necessità di salvare un progetto sia esso studiato modellando a cera o a CAD. Sembra che oggigiorno non ci sia più tempo per pensare, che si debba sempre correre, correre per risparmiare sul tempo a disposizione, quindi bisogna andare veloci, ma non di fretta. Non bisogna essere frettolosi nello studio e nella progettazione del caso (Analisi), ma ci dobbiamo prendere del tempo per raccogliere tutte le informazioni necessarie (Saturazione) e attendere (Incubazione) di avere la soluzione (Illuminazione, idea). Questo non significa ore o giorni impegnati ma anche solo minuti o secondi, tuttavia non bisogna essere frettolosi, successivamente si deve andare veloci senza sprechi di materiale.

Pratica

La tecnica I.E.D. è dedicata alla realizzazione di faccette, corone o piccoli ponti in disilicato di litio. Seguendo la tecnica, si deve modellare completamente la struttura da trasformare. La faccia palatale potrà essere una riproduzione fedele di un eventuale provvisorio già funzionalizzato in bocca attraverso una mascherina o, nel caso dell’utilizzo di Cad-Cam, andrà eseguita la scansione del modello copia del provvisorio (Figg. da 2a a 2d). Quello che la tecnica prevede è di salvare il contorno del dente realizzato, cioè il margine incisale dovrà essere già calcolato e ben studiato, i punti di contatto e le pareti di transizione tra la faccia vestibolare e le pareti mesiali e distali dovranno avere le giuste forme (Figg. 3a e 3b). Vogliamo stratificare solo la parte vestibolare quindi, durante la modellazione, avremo cura di rifinire tutte le parti del dente trascurando solo la tessitura superficiale vestibolare. Questa tecnica permette di impegnarci solo nella stratificazione vestibolare senza temere di avere modificazioni di forma durante le varie fasi anche se si dovesse intervenire con più cotture per raggiungere l’obiettivo estetico richiesto. Faccio riferimento al solo aspetto estetico, perché la parte funzionale della riabilitazione dovremmo averla già analizzata e sviluppata in fase di modellazione in cera o al Cad. La faccia vestibolare avrà una riduzione che rispecchierà la stratificazione decisa in fase di progettazione (Figg. da 4a a 4b). Ci troviamo sempre più spesso a realizzare denti con meno effetti incisali perché la richiesta è maggiore nei confronti di un dente senza gialli, senza grigi, di denti bianchi ma senza essere troppo bianchi, solo perché non siamo ancora arrivati ai bleach americani… ma non ci vorrà molto tempo! In seguito alle fasi d’imperniatura e pressatura delle strutture si passa alle fasi conosciute di pulizia della superficie e alla rifinitura con punte adatte allo scopo (Figg. da 5a a 5c). La struttura rifinita subisce un primo trattamento di colorazione, che sarà la base della nostra stratificazione futura (Figg. 6a e 6b). I passaggi successivi rispecchieranno quelle che sono le esigenze del paziente per mezzo del medico committente, arrivando alla lucidatura finale senza mai temere di modificare la forma studiata all’origine. Le zone di contatto interprossimali e occlusali rimarranno integre e le zone incisali non subiranno retrazioni incontrollate, anche se si dovesse fare una cottura in più di modifica (Figg. da 7a a 7c). A questo punto il lavoro deve procedere velocemente concentrandoci solo sulla stratificazione minimale sulla faccia vestibolare. Si procederà con il primo strato wash di pigmenti che saranno scelti in funzione del risultato finale che si vorrà ottenere (Fig. 8). Successivamente, con una prima stratificazione di masse dentinali e trasparenti si arriva alla seconda cottura (Figg. 9 e 10). Passaggi successivi sono visibili nelle immagini da 11 a 19. Inizialmente le dimensioni di 11-12 rispetto a 21-22 erano differenti (Fig. 20). Da un controllo con Calibro Aureo come da insegnamenti di Beppe Rampulla, possiamo trovare il giusto rapporto in larghezza dei due incisivi e nella dimensione verticale rispetto alla faccia vestibolare visibile (Figg. 21 e 22). Un ulteriore controllo con calibro seguendo i codici della tecnica AFG ci fa capire che anche l’armonia numerica corrispondente è stata raggiunta (Figg. da 23 a 26). Le corone in disilicato vanno consegnate in studio. L’odontoiatra farà la prova con cementi Try-in per valutare una eventuale modifica di colorazione del cemento per mascherare i monconi scuri sottostanti alle corone 21-22. Il risultato del colore ottenuto è stato volutamente stratificato per ottenere una zona corpo dente e incisale più luminosa mantenendo solo il terzo cervicale verso corpo dente con effetto rosato ottenuto dalla massa fluorescente Raw Sienna (Fig. 27). Questo caso è stato valutato e poi trattato con una preparazione verticale tipo BOPT per cercare di equilibrare le parabole. La paziente aveva però fretta, poco tempo e limitata disponibilità economica. Si è ottenuto il risultato come figure da 28 a 31 con la gestione dei provvisori in 40 giorni per consegnare il manufatto definitivo. La tecnica di modellazione AFG ben si presta a questa tecnica, e una ceramica per la stratificazione con la caratteristica di compattezza e luminosità sarà determinante per dare risposta positiva alla domanda finale nel ciclo di pensiero creativo, dove chi realizza il manufatto sfrutterà la conoscenza acquisita con il nuovo caso per aumentare il proprio bagaglio culturale/esperienziale. Il paziente troverà così esaudito il suo desiderio di migliorare il proprio aspetto.

Nota

Quanto dimostrato è il frutto del lavoro quotidiano cercando di non sprecare tempo e materiali per modelli a solo scopo dimostrativo o per bellezza fotografica. Ormai abbiamo poco tempo e tanto da produrre.

Pratica

La tecnica I.E.D. è dedicata alla realizzazione di faccette, corone o piccoli ponti in disilicato di litio. Seguendo la tecnica, si deve modellare completamente la struttura da trasformare. La faccia palatale potrà essere una riproduzione fedele di un eventuale provvisorio già funzionalizzato in bocca attraverso una mascherina o, nel caso dell’utilizzo di Cad-Cam, andrà eseguita la scansione del modello copia del provvisorio (Figg. da 2a a 2d). Quello che la tecnica prevede è di salvare il contorno del dente realizzato, cioè il margine incisale dovrà essere già calcolato e ben studiato, i punti di contatto e le pareti di transizione tra la faccia vestibolare e le pareti mesiali e distali dovranno avere le giuste forme (Figg. 3a e 3b). Vogliamo stratificare solo la parte vestibolare quindi, durante la modellazione, avremo cura di rifinire tutte le parti del dente trascurando solo la tessitura superficiale vestibolare. Questa tecnica permette di impegnarci solo nella stratificazione vestibolare senza temere di avere modificazioni di forma durante le varie fasi anche se si dovesse intervenire con più cotture per raggiungere l’obiettivo estetico richiesto. Faccio riferimento al solo aspetto estetico, perché la parte funzionale della riabilitazione dovremmo averla già analizzata e sviluppata in fase di modellazione in cera o al Cad. La faccia vestibolare avrà una riduzione che rispecchierà la stratificazione decisa in fase di progettazione (Figg. da 4a a 4b). Ci troviamo sempre più spesso a realizzare denti con meno effetti incisali perché la richiesta è maggiore nei confronti di un dente senza gialli, senza grigi, di denti bianchi ma senza essere troppo bianchi, solo perché non siamo ancora arrivati ai bleach americani… ma non ci vorrà molto tempo! In seguito alle fasi d’imperniatura e pressatura delle strutture si passa alle fasi conosciute di pulizia della superficie e alla rifinitura con punte adatte allo scopo (Figg. da 5a a 5c). La struttura rifinita subisce un primo trattamento di colorazione, che sarà la base della nostra stratificazione futura (Figg. 6a e 6b). I passaggi successivi rispecchieranno quelle che sono le esigenze del paziente per mezzo del medico committente, arrivando alla lucidatura finale senza mai temere di modificare la forma studiata all’origine. Le zone di contatto interprossimali e occlusali rimarranno integre e le zone incisali non subiranno retrazioni incontrollate, anche se si dovesse fare una cottura in più di modifica (Figg. da 7a a 7c). A questo punto il lavoro deve procedere velocemente concentrandoci solo sulla stratificazione minimale sulla faccia vestibolare. Si procederà con il primo strato wash di pigmenti che saranno scelti in funzione del risultato finale che si vorrà ottenere (Fig. 8). Successivamente, con una prima stratificazione di masse dentinali e trasparenti si arriva alla seconda cottura (Figg. 9 e 10). Passaggi successivi sono visibili nelle immagini da 11 a 19. Inizialmente le dimensioni di 11-12 rispetto a 21-22 erano differenti (Fig. 20). Da un controllo con Calibro Aureo come da insegnamenti di Beppe Rampulla, possiamo trovare il giusto rapporto in larghezza dei due incisivi e nella dimensione verticale rispetto alla faccia vestibolare visibile (Figg. 21 e 22). Un ulteriore controllo con calibro seguendo i codici della tecnica AFG ci fa capire che anche l’armonia numerica corrispondente è stata raggiunta (Figg. da 23 a 26). Le corone in disilicato vanno consegnate in studio. L’odontoiatra farà la prova con cementi Try-in per valutare una eventuale modifica di colorazione del cemento per mascherare i monconi scuri sottostanti alle corone 21-22. Il risultato del colore ottenuto è stato volutamente stratificato per ottenere una zona corpo dente e incisale più luminosa mantenendo solo il terzo cervicale verso corpo dente con effetto rosato ottenuto dalla massa fluorescente Raw Sienna (Fig. 27). Questo caso è stato valutato e poi trattato con una preparazione verticale tipo BOPT per cercare di equilibrare le parabole. La paziente aveva però fretta, poco tempo e limitata disponibilità economica. Si è ottenuto il risultato come figure da 28 a 31 con la gestione dei provvisori in 40 giorni per consegnare il manufatto definitivo. La tecnica di modellazione AFG ben si presta a questa tecnica, e una ceramica per la stratificazione con la caratteristica di compattezza e luminosità sarà determinante per dare risposta positiva alla domanda finale nel ciclo di pensiero creativo, dove chi realizza il manufatto sfrutterà la conoscenza acquisita con il nuovo caso per aumentare il proprio bagaglio culturale/esperienziale. Il paziente troverà così esaudito il suo desiderio di migliorare il proprio aspetto.

Nota

Quanto dimostrato è il frutto del lavoro quotidiano cercando di non sprecare tempo e materiali per modelli a solo scopo dimostrativo o per bellezza fotografica. Ormai abbiamo poco tempo e tanto da produrre.

Fig. 1
Figg. da 2a a 2d Modelli del provvisorio funzionalizzato. Le facce palatali dei 4 incisivi dovranno essere ripristinate esattamente come il provvisorio senza modifiche o “abbellimenti morfologici”. Una mascherina ci aiuterà a riprodurre la zona funzionalizzata nel caso della modellazione in cera. Se si utilizza un Cad, andrà fatta la scansione del modello
Figg. da 2a a 2d Modelli del provvisorio funzionalizzato. Le facce palatali dei 4 incisivi dovranno essere ripristinate esattamente come il provvisorio senza modifiche o “abbellimenti morfologici”. Una mascherina ci aiuterà a riprodurre la zona funzionalizzata nel caso della modellazione in cera. Se si utilizza un Cad, andrà fatta la scansione del modello
Figg. da 2a a 2d Modelli del provvisorio funzionalizzato. Le facce palatali dei 4 incisivi dovranno essere ripristinate esattamente come il provvisorio senza modifiche o “abbellimenti morfologici”. Una mascherina ci aiuterà a riprodurre la zona funzionalizzata nel caso della modellazione in cera. Se si utilizza un Cad, andrà fatta la scansione del modello
Figg. da 2a a 2d Modelli del provvisorio funzionalizzato. Le facce palatali dei 4 incisivi dovranno essere ripristinate esattamente come il provvisorio senza modifiche o “abbellimenti morfologici”. Una mascherina ci aiuterà a riprodurre la zona funzionalizzata nel caso della modellazione in cera. Se si utilizza un Cad, andrà fatta la scansione del modello
Figg. 3a e 3b La modellazione palatale rispecchia il provvisorio, la faccia vestibolare non richiede una rifinitura particolareggiata in quanto andrà modificata. Solo le modellazioni del contorno dei denti dovranno essere già studiate e misurate
Figg. 3a e 3b La modellazione palatale rispecchia il provvisorio, la faccia vestibolare non richiede una rifinitura particolareggiata in quanto andrà modificata. Solo le modellazioni del contorno dei denti dovranno essere già studiate e misurate
Figg. da 4a a 4c Riduzione vestibolare mantenendo la morfologia dell’Incisa! Edge Design
Figg. da 4a a 4c Riduzione vestibolare mantenendo la morfologia dell’Incisa! Edge Design
Figg. da 4a a 4c Riduzione vestibolare mantenendo la morfologia dell’Incisa! Edge Design
Figg. da 5a a 5c Imperniatura e trasformazione delle corone in cera mediante pressatura con grezzi IPS e.max disilicato di litio
Figg. da 5a a 5c Imperniatura e trasformazione delle corone in cera mediante pressatura con grezzi IPS e.max disilicato di litio
Figg. da 5a a 5c Imperniatura e trasformazione delle corone in cera mediante pressatura con grezzi IPS e.max disilicato di litio
Figg. 6a e 6b Strutture rifinite pronte per subire il primo trattamento. Si può notare la modellazione dedicata alla futura stratificazione
Figg. 6a e 6b Strutture rifinite pronte per subire il primo trattamento. Si può notare la modellazione dedicata alla futura stratificazione
Figg. da 7a a 7c Controllo su modello master delle forme mantenute dove si ritrovano le zone di contatto e i contorni voluti in cera
Figg. da 7a a 7c Controllo su modello master delle forme mantenute dove si ritrovano le zone di contatto e i contorni voluti in cera
Figg. da 7a a 7c Controllo su modello master delle forme mantenute dove si ritrovano le zone di contatto e i contorni voluti in cera
Fig. 8 La struttura sarà colorata per attivare il primo wash che sarà alla base della stratificazione. MDL Nobil Metal Spa
Fig. 9 Prima stratificazione con masse dentinali e di effetto; Ceramica Glam
Fiq. 10 Visione della cottura di stratificazione; Ceramica Glam
Fig. 11 Stratificazione finale con una ceramica di elevata compattezza. Le masse possono essere mescolate tra loro per ottenere effetti modificati. L’ideale è fare le proporzioni utilizzando dei misurini per creare un protocollo di lavorazione in grado di essere ripetibile. Le masse possono essere diversificate come effetto visivo durante la stratificazione usando dei liquidi colorati o sporcando la piastra con dei pennarelli ad acqua
Fig. 12 Risultato dopo la cottura di stratificazione
Figg. da 13 a 19 Lucidature finali e visioni dell’insieme. La zona corpo dente/inasale è stata volutamente mantenuta più luminosa mentre la zona corpo- verso cervicale è stata stratificata con massa effetto Raw Sienna per ottenere un effetto colore più verso il rosso e meno giallo; Ceramica Glam
Figg. da 13 a 19 Lucidature finali e visioni dell’insieme. La zona corpo dente/inasale è stata volutamente mantenuta più luminosa mentre la zona corpo- verso cervicale è stata stratificata con massa effetto Raw Sienna per ottenere un effetto colore più verso il rosso e meno giallo; Ceramica Glam
Figg. da 13 a 19 Lucidature finali e visioni dell’insieme. La zona corpo dente/inasale è stata volutamente mantenuta più luminosa mentre la zona corpo- verso cervicale è stata stratificata con massa effetto Raw Sienna per ottenere un effetto colore più verso il rosso e meno giallo; Ceramica Glam
Figg. da 13 a 19 Lucidature finali e visioni dell’insieme. La zona corpo dente/inasale è stata volutamente mantenuta più luminosa mentre la zona corpo- verso cervicale è stata stratificata con massa effetto Raw Sienna per ottenere un effetto colore più verso il rosso e meno giallo; Ceramica Glam
Figg. da 13 a 19 Lucidature finali e visioni dell’insieme. La zona corpo dente/inasale è stata volutamente mantenuta più luminosa mentre la zona corpo- verso cervicale è stata stratificata con massa effetto Raw Sienna per ottenere un effetto colore più verso il rosso e meno giallo; Ceramica Glam
Figg. da 13 a 19 Lucidature finali e visioni dell’insieme. La zona corpo dente/inasale è stata volutamente mantenuta più luminosa mentre la zona corpo- verso cervicale è stata stratificata con massa effetto Raw Sienna per ottenere un effetto colore più verso il rosso e meno giallo; Ceramica Glam
Figg. da 13 a 19 Lucidature finali e visioni dell’insieme. La zona corpo dente/inasale è stata volutamente mantenuta più luminosa mentre la zona corpo- verso cervicale è stata stratificata con massa effetto Raw Sienna per ottenere un effetto colore più verso il rosso e meno giallo; Ceramica Glam
20 La paziente desiderosa di migliorare il suo sorriso: come si è presentata allo studio dentistico
Figg. 21 e 22 Utilizzando il Calibro Aureo si esegue un controllo della porzione visibile della faccia vestibolare. Misurando la larghezza dei due incisivi si ottiene, in proporzione, la porzione visibile in senso verticale. Utilizzando il calibro si trova conforto nel caso di incertezza sulla dimensione da sviluppare
Figg. 21 e 22 Utilizzando il Calibro Aureo si esegue un controllo della porzione visibile della faccia vestibolare. Misurando la larghezza dei due incisivi si ottiene, in proporzione, la porzione visibile in senso verticale. Utilizzando il calibro si trova conforto nel caso di incertezza sulla dimensione da sviluppare
Figg. da 23 a 26 Utilizzando i codici numerici AFG si trova riscontro con la relativa corrispondenza numerica (misura dimensione incisivo inferiore corrisponde alla dimensione dell’incisivo superiore sommando la cifra di 3)
Figg. da 23 a 26 Utilizzando i codici numerici AFG si trova riscontro con la relativa corrispondenza numerica (misura dimensione incisivo inferiore corrisponde alla dimensione dell’incisivo superiore sommando la cifra di 3)
Figg. da 23 a 26 Utilizzando i codici numerici AFG si trova riscontro con la relativa corrispondenza numerica (misura dimensione incisivo inferiore corrisponde alla dimensione dell’incisivo superiore sommando la cifra di 3)
Figg. da 23 a 26 Utilizzando i codici numerici AFG si trova riscontro con la relativa corrispondenza numerica (misura dimensione incisivo inferiore corrisponde alla dimensione dell’incisivo superiore sommando la cifra di 3)
Fig. 27 Visione in cavo orale durante la prova cemento. Dott. Sandro Prati
Figg. 28 e 29 Corone cementate al controllo dopo 6 mesi. Si noti la differenza di risultato ottenuto dopo la cementazione dovuto alla traslucenza del materiale che si fa condizionare dal composito di cementazione utilizzato sottostante. Su 11 e 12 il colore del dente si presenta come ricercato, cioè con una zona del terzo cervicale che rispecchia la tinta presente nei denti adiacenti, il corpo più luminoso rispetto alla sua tinta di base, mentre su 21 e 22 si nota il cambiamento di colore dovuto al composito di cementazione utilizzato dall’odontoiatra. Il suo tentativo e obiettivo era di mascherare i monconi molto scuri sottostanti ottenendo però, nel particolare, un cambiamento nel croma e nel valore. Questo ci deve servire per capire quanto importante è la valutazione corretta del grado di trasparenza del manufatto e rispetto alla scelta del composito per cementazione
Figg. 28 e 29 Corone cementate al controllo dopo 6 mesi. Si noti la differenza di risultato ottenuto dopo la cementazione dovuto alla traslucenza del materiale che si fa condizionare dal composito di cementazione utilizzato sottostante. Su 11 e 12 il colore del dente si presenta come ricercato, cioè con una zona del terzo cervicale che rispecchia la tinta presente nei denti adiacenti, il corpo più luminoso rispetto alla sua tinta di base, mentre su 21 e 22 si nota il cambiamento di colore dovuto al composito di cementazione utilizzato dall’odontoiatra. Il suo tentativo e obiettivo era di mascherare i monconi molto scuri sottostanti ottenendo però, nel particolare, un cambiamento nel croma e nel valore. Questo ci deve servire per capire quanto importante è la valutazione corretta del grado di trasparenza del manufatto e rispetto alla scelta del composito per cementazione
Figg. 30 e 31 Situazione a confronto prima e dopo la riabilitazione estetica. Il definitivo rispecchia la forma e la funzione calibrata con ceratura e provvisorio ripetuta in disilicato e.max LT A2 e stratificato vestibolarmente seguendo la I.E.D Thecnique. Si noti l’equilibrio ottenuto delle parabole gestite dal medico con la modificazione del provvisorio. Considerato anche il poco tempo a disposizione il risultato si può definire un successo
Figg. 30 e 31 Situazione a confronto prima e dopo la riabilitazione estetica. Il definitivo rispecchia la forma e la funzione calibrata con ceratura e provvisorio ripetuta in disilicato e.max LT A2 e stratificato vestibolarmente seguendo la I.E.D Thecnique. Si noti l’equilibrio ottenuto delle parabole gestite dal medico con la modificazione del provvisorio. Considerato anche il poco tempo a disposizione il risultato si può definire un successo
Fig. 32 Immagine inviata al laboratorio dallo studio per realizzare il laterale con i campioni colore, per cercare di imitare le caratteristiche
Figg. da 33 a 35 Passaggi tecnici con ceratura, riduzione e primo wash di colore su disilicato

Figg. da 33 a 35 Passaggi tecnici con ceratura, riduzione e primo wash di colore su disilicato
Figg. da 33 a 35 Passaggi tecnici con ceratura, riduzione e primo wash di colore su disilicato
Fig. 36 Corona. Ceramica cementata e invio al laboratorio della foto di verifica; Ceramica Glam. Dr.ssa Orietta Pasdera
Figg. da 37 a 39 Realizzazioni di due incisivi e.max Ceram. Dott. Alberto Prati
Figg. da 37 a 39 Realizzazioni di due incisivi e.max Ceram. Dott. Alberto Prati
Figg. da 37 a 39 Realizzazioni di due incisivi e.max Ceram. Dott. Alberto Prati
Figg. da 40 a 42 Realizzazione di cinque incisivi, corone parziali
Figg. da 40 a 42 Realizzazione di cinque incisivi, corone parziali
Figg. da 40 a 42 Realizzazione di cinque incisivi, corone parziali
Fig. 43 Visione delle corone in bocca da 13 a 22. Si noti il 23: vecchio lavoro del paziente che non ha voluto sostituire
Fig. 44 Visione ingrandita delle corone parziali da 12 a 22. Per ottenere l’effetto trasparente a valore basso con traslucenza tipica da dente non più giovane, si è utilizzato un marrone/nero Feniiiiiix per modificare il traslucente
Fig. 45 Rapporto occlusale superiore-inferiore: controllo a un anno dalla cementazione. La zona di funzione pala-to/inasale è stata mantenuta in disilicato di litio. IPS e.max Ceram, Dott. Giorgio Dal Molin
Figg. 46 e 47 Realizzazione di 4 faccette con coinvolgimento margine incisale
Figg. 46 e 47 Realizzazione di 4 faccette con coinvolgimento margine incisale
Figg. 48 e 49 Visione del sorriso prima e dopo il restauro. Si noti il 13 dente naturale mentre il 23 e posteriori sono corone preesistenti che la paziente ha voluto mantenere
Figg. 48 e 49 Visione del sorriso prima e dopo il restauro. Si noti il 13 dente naturale mentre il 23 e posteriori sono corone preesistenti che la paziente ha voluto mantenere
Figg. 50 e 51 Visione saggittale e palatale
Figg. 50 e 51 Visione saggittale e palatale
Figg. 52 e 53 La paziente prima del restauro e dopo la cementazione. È davvero un peccato non potere intervenire nel restauro anche sugli altri elementi per armonizzare il sorriso, ma sempre di più si rispettano le esigenze del paziente, siano esse estetiche che economiche. La soddisfazione della signora è quanto più ci sta a cuore. IPS e.max Ceram. Dott. Giorgio Dal Molin
Figg. 52 e 53 La paziente prima del restauro e dopo la cementazione. È davvero un peccato non potere intervenire nel restauro anche sugli altri elementi per armonizzare il sorriso, ma sempre di più si rispettano le esigenze del paziente, siano esse estetiche che economiche. La soddisfazione della signora è quanto più ci sta a cuore. IPS e.max Ceram. Dott. Giorgio Dal Molin

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