I farmaci antibiotici…cosa c’è da sapere!

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Sia a scopo profilattico che terapeutico, gli antibiotici vengono prescritti spesso nella professione odontoiatrica. L’uso degli antibiotici è fonte di discussione giornaliere nel settore medico-odontoiatrico.

Vi ricordiamo sempre che l’antibiotico è un farmaco e viene prescritto dall’odontoiatra solo quando ha una reale efficacia terapeutica.
Nella terapia antibiotica in odontostomatologia valgono, come in medicina, gli stessi criteri di scelta del farmaco.
L’antibioticoresistenza è un fenomeno ben noto per la sua pericolosità e la sua costante crescita.
Nonostante i ripetuti allarmi e le raccomandazioni per un uso più accorto degli antibiotici, sembra quasi che tutti, medici e pazienti, continuino a utilizzare questo tipo di farmaci come sempre, convinti di una loro immutata efficacia.

Non è un problema da poco la questio dell’antibiotico-resistenza. È importante che il medico spenda un po’ di tempo nel ribadire questi concetti al paziente.
Attualmente è una vera e propria emergenza di sanità pubblica che non riguarda soltanto il nostro Paese ma interessa tutto il mondo. Il fenomeno è in continuo aumento a causa delle mutazioni e degli adattamenti dei batteri agli antibiotici e anno dopo anno si nota un innalzamento delle percentuali di antibioticoresistenza. Il quadro è aggravato dal fatto che da circa vent’anni non si scoprono nuove molecole antibiotiche. Il fenomeno sta diventando addirittura drammatico: sono state fatte previsioni secondo cui, se le resistenze dovessero continuare ad aumentare come adesso, nel 2050 la mortalità supererà i 10 milioni di individui.
Regrediremmo, cioè, a un’era preantibiotica e si tornerebbe a morire per polmonite, tifo, tubercolosi: malattie che oggi sono sotto controllo medico. Le cause di questo fenomeno sulla resistenza batterica sono molte. Sicuramente un uso eccessivo di antibiotici da parte della classe medica ha un ruolo importante, ma forse ancora più rilevante è quello giocato dai pazienti, per due motivi. Il primo è che il paziente vuole la prescrizione dell’antibiotico dal medico anche quando non ce n’è bisogno, fino ad arrivare addirittura all’autoprescrizione, con soggetti che vanno in farmacia e, sebbene non sia consentito, a volte ottengono l’antibiotico anche in assenza di prescrizione medica.

L’odontoiatra è un prescrittore di antibiotici sia in caso di processi acuti, come un ascesso gengivale o una pulpite, ma anche in profilassi, cioè per prevenire le infezioni quando si eseguono interventi – quali un impianto o un distaccamento gengivale che consentono l’ingresso di un gran numero di batteri presenti nel cavo orale. La terapia empirica necessita di un dato importante, che è l’andamento delle resistenze batteriche nei confronti degli antibiotici. Purtroppo gli odontoiatri (un po’ ovunque) non inviano campioni ai laboratori di microbiologia, per cui noi non siamo in grado di fornire un dato sulle resistenze dei batteri di interesse odontoiatrico. Quindi non è escluso che si possano somministrare antibiotici che magari un paio d’anni fa erano attivi e oggi non lo sono più. Il suggerimento è quello di inviare ogni tanto un campione per poter avere una banca dati sulle resistenze atta a indicare quali antibiotici sono ancora efficaci e quali invece hanno perso attività: sarebbe già un dato importante.

L’informazione deve essere più concentrata, diretta e mirata. Già a partire dalla scuola è bene dare informazione ai ragazzi sui farmaci.

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