I farmaci nello studio

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odontoiatra.it, farmaci
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Gestione del farmaco in studio. Come e dove conservarlo. Quali le modalità per prescriverli.

In tanti considerano la gestione del farmaco in studio solo dal punto di vista della gestione delle scadenze e dello smaltimento. Ma anche la loro conservazione e le modalità da seguire nella prescrizione sono aspetti da non trascurare non solo per le norme che regolamentano la materia ma per essere sicuri che gli stessi siano sempre “efficienti”.
Per capirne di più abbiamo interpellato la dott.ssa Simona Lombardo -Farmacista specialista in Farmacologia, Dottore di Ricerca in Farmacologia Clinica e Sperimentale, Collaboratore presso il Centro di Ricerca in Farmacologia Medica, Università degli Studi dell’Insubria, Varese.

Dott.ssa Lombardo, quali consigli può dare ai nostri lettori per custodire in sicurezza i farmaci in uno studio odontoiatrico?

Per una corretta gestione dei medicinali è opportuno conservarli al riparo dalla luce, dal calore e dall’umidità, in armadi chiusi e locali adeguati.
I prodotti sensibili alla luce vanno conservati nei loro contenitori originali. I blister (accoppiati plastica/alluminio), ad esempio, offrono una buona protezione nei confronti della luce, la scatola di cartone contribuisce, con la sua opacità, a difendere il contenuto dalla luce.
Per i prodotti sensibili al calore è necessario fare riferimento alla temperatura di conservazione indicata sulla confezione.
I prodotti sensibili all’umidità vanno conservati in luoghi freschi ed asciutti e nelle loro confezioni originali.
Si consiglia di conservare sempre i medicinali nelle loro confezioni originali, in modo da avere disponibile il foglietto illustrativo, il numero di lotto e la data di scadenza.

E quelli scaduti?

Secondo l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), in caso di medicinali scaduti, alterati, revocati o difettosi, se non immediatamente eliminabili, in attesa dello smaltimento, è opportuno separarli da quelli in corso di validità e racchiuderli in un contenitore recante la dicitura “farmaci scaduti, da smaltire”.

Quali sono i farmaci che devono essere conservati in frigo? Il frigo può essere quello per uso personale?

Come suggerito da G. Esperti e M. Lupo nel libro “Il trasporto dei farmaci” del 2013, la temperatura di conservazione di un medicinale è indicata sull’etichetta e sul foglietto illustrativo da specifiche espressioni:
• non conservare al di sopra di 30°C;
• non conservare al di sopra di 25°C;
• conservare tra 2°C e 8°C;
• non congelare né mettere in frigorifero;
• sotto zero – conservare nel freezer.
Quando non viene data alcuna indicazione, la temperatura di conservazione è tra 8°C e 30°C.
Una conservazione ad una temperatura inferiore ai 25°C coinvolge i farmaci che non devono essere conservati al di sopra di 30°C, quelli che non devono essere conservati al di sopra di 25°C ed i farmaci senza indicazione.
Per i medicinali, che devono essere conservati tra 2°C e 8°C e sotto zero, è necessario un frigorifero.
Per i medicinali, che non devono essere conservati al di sopra di 25°C, è necessario un frigorifero od un ambiente condizionato a temperatura controllata.
E’ raccomandabile l’utilizzo di un frigorifero adatto e diverso da quello destinato ad alimenti e bevande. E’ opportuno verificare sempre la sua buona tenuta e la temperatura di conservazione.

Come deve comportarsi il dentista come prescrittore? Quale è la sua esperienza come farmacista che legge le prescrizioni dei dentisti?

Il laureato in Medicina e Chirurgia con specialità in Odontoiatria può prescrivere qualsiasi farmaco in quanto Medico Chirurgo.
Secondo la Legge n. 409 del 24 luglio 1985, il laureato in Odontoiatria può prescrivere tutti i medicamenti necessari all’esercizio della sua professione.
In base alla mia esperienza di farmacista territoriale, i dentisti prescrivono:
• antibiotici, soprattutto, amoxicillina e amoxicillina + acido clavulanico, talvolta, cefalexina (cefalosporina di prima generazione);
• analgesici, antinfiammatori, antipiretici come nimesulide, ibuprofene, paracetamolo;
• articoli sanitari e dispositivi medici come prodotti per bocca e labbra;
• prodotti di igiene e cosmesi come spazzolini manuali, colluttori/gengivari, scovolini interdentali, idropulsori/docce dentali.

Quali consigli può dare al dentista in questo senso?

Il dentista dovrebbe conoscere le norme generali sulla prescrizione esattamente come il medico.
Alcuni dentisti, ad esempio, ignorano che la nimesulide è un medicinale soggetto a prescrizione medica da rinnovare volta per volta. Si tratta, quindi, di una ricetta non ripetibile (RNR) che ha una validità limitata a trenta giorni e deve essere ritirata dal farmacista al momento della dispensazione. La ricetta deve contenere, stampata o apposta con timbro, l’indicazione del medico prescrivente e della struttura da cui dipende. La ricetta non ha validità se priva dei seguenti elementi di compilazione: data di prescrizione, codice fiscale o nome e cognome od iniziali (legge sulla privacy) del paziente, prescrizione e firma del medico.
Per qualsiasi dubbio o chiarimento in merito alle prescrizioni mediche i dentisti potrebbero rivolgersi anche ai farmacisti.

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