I Probiotici e le Parodontopatie

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Si tratta di un’efficace cura aggiuntiva in caso di malattia parodontale.
I probiotici, microrganismi, che l’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto come capaci di conferire beneficio per la salute quando somministrati in dosi sufficienti, stanno dimostrando di poter essere utili anche in odontoiatria.

Il GdO, che non molto tempo fa ha raccontato come ricercatori in parti diverse del mondo stiano provando a introdurre probiotici benefici per il cavo orale in prodotti come yogurt, chewing-gum e colluttori, oggi rende conto dei risultati di una di queste sperimentazioni.

Le conclusioni di uno studio condotto in India, infatti, hanno confermato le proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e di inibizione della formazione della placca del Lactobacillus reuteri Prodentis in pastiglie, dimostrando che questo probiotico può essere un utile complemento del trattamento parodontale. I risultati dello studio randomizzato controllato sono stati pubblicati dal Journal of Oral Microbiology.

I 30 pazienti coinvolti, tutti affetti da malattia parodontale cronica, sono stati sottoposti a trattamento di scaling e levigatura radicolare in due quadranti del cavo orale e suddivisi in due gruppi; al primo gruppo sono state somministrate ogni giorno per sei settimane due pastiglie da sciogliere in bocca contenenti Lactobacillus reuteri, mentre il secondo gruppo ha ricevuto pastiglie placebo” spiega KL Vandana, docente presso il Dipartimento di parodontologia del College of Dental Sciences di Davangere, in India. I risultati dell’esperimento, in generale, sono stati favorevoli all’utilizzo del probiotico.

In particolare dallo studio emerge che i pazienti sottoposti a trattamento parodontale unito all’assunzione di Lactobacillus reuteri hanno presentato, a 42 giorni dall’inizio della sperimentazione, la riduzione massima della profondità di tasca sondabile e una riduzione significativa dell’indice di placca rispetto ai due trattamenti valutati singolarmente.

Per quanto riguarda parametri quali l’indice gengivale e l’indice di sanguinamento gengivale, il miglioramento è stato significativo sia con il trattamento parodontale unito al probiotico, sia con il probiotico da solo, a dimostrazione dell’azione che Lactobacillus reuteri riesce ad avere anche indipendentemente dall’esecuzione di scaling e levigatura radicolare.

Questa azione, scrivono i ricercatori nelle pagine dello studio, è probabilmente dovuta al fatto che il probiotico è in grado di bloccare la secrezione di alcune citochine pro-infiammatorie come IL-1b e IL-8. “Abbiamo così evidenziato che Lactobacillus reuteri possiede capacità antinfiammatorie proprie che, unite al trattamento classico della malattia parodontale, possono portare a risultati migliori: l’entità del miglioramento riguardo alla profondità di tasca sondabile, per esempio, è stato maggiore del doppio rispetto alle riduzioni ottenute dai due trattamenti singolarmente, segno che il trattamento classico e il probiotico hanno un’azione sinergica che porta a un risultato finale più positivo” sottolinea infine il docente; “possiamo dunque concludere dicendo che, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e di inibizione della placca, l’assunzione del probiotico Lactobacillus reuteri può essere raccomandata in concomitanza con un trattamento di scaling o levigatura radicolare oppure come cura alternativa nei casi in cui il trattamento classico della malattia parodontale non sia indicato.

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