Il mal di schiena

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Poiché, come si è affermato, il mal di schiena è molto comu­ne in gravidanza, un primo do­veroso approccio consiste nella sua prevenzione, basata su alcu­ni presupposti fondamentali:

  • una costante e metodica atti­vità motoria, che preveda l’esecuzione di opportuni esercizi, utili sia alla corre­zione della postura sia al mantenimento di un giusto tono muscolare,
  • il controllo sistematico del peso,
  • l’adozione di uno stile di vita adeguato,

l’igiene e il comfort del son­no (regolarità dei ritmi, scel­ta di cuscino e materasso adeguati),

  • il pronto riconoscimento e trattamento delle prime ma­nifestazioni. Se i migliori accorgimenti non sono stati utili a evitare il mal di schiena si pone la neces­sità di trattarlo. La maggior par­te dei farmaci analgesici di co­mune impiego sono però con­troindicati in gravidanza e que­sto comporta seri limiti. Una strategia alternativa, che deve essere valutata e gestita dal me­dico, consiste nella programma­zione di sedute di terapie riabi­litative enell’impiego di neuro­protettori, ossia integratori in grado di alleviare lo stato di sof­ferenza dei nervi periferici che non presentino ovviamente con­troindicazioni e abbiano una comprovata efficacia.L’acido alfa-lipoico, una sostan­za naturale ad azione antiossi­dante e antinfiammatoria pro­dotta dal nostro stesso organi­smo e presente in numerosi ali­menti (carni rosse, patate, broc­coli, spinaci) ha dimostrato di migliorare dolore e formicolìi (parestesie) ed è perciò un vali­do supporto, soprattutto se associato ad altri elementi pre­ziosi quali gli acidi grassi poiin­saturi essenziali omega-3 (EPA e DHA), componenti delle mem­brane delle cellule nervose e car­diache.

    CINQUE RAGIONI PER AFFRONTARLO PRECOCEMENTE

    • Compromette il benessere generale e talvolta anche il riposo notturno della donna.
    • Crea un ostacolo all’esecuzione dei normali movi­menti.
    • Limita le normali attività quotidiane, incide sull’umore e aumenta il livello di stress.
    • Promuove l’assunzione di posture scorrette che posso­no a loro volta accentuare il dolore.
    • Se non trattato in maniera efficace, può persistere e cronicizzarsi dopo il parto.

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