Il profilo dell’odontotecnico. Maculan (ANTLO): sconcertati dalle parole del presidente CAO. Stiamo valutando possibili azioni legali

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L’intervista al presidente nazionale ANTLO Massimo Maculan, realizzata dall’Ufficio stampa dell’associazione, in risposta alle affermazioni fatte dal presidente nazionale CAO Giuseppe Renzo in un’intervista.

Presidente Maculan quali considerazioni sull’intervista del presidente CAO sul profilo dell’odontotecnico?

C’è da rimanere assolutamente sconcertati per il linguaggio, i toni e soprattutto il merito delle affermazioni del dottor Giuseppe Renzo assolutamente lesivi della dignità degli odontotecnici italiani e dei loro dirigenti sindacali. Invierò il testo al legale della mia Associazione per verificare se sussistano elementi per una querela. Nelle polemiche sindacali non si dovrebbero mai superare certi limiti. Il dottor Renzo, di cui si conoscono certe performances, stavolta li ha ampiamente superati.

Quali affermazioni l’hanno più colpita?

Non solo le affermazioni destituite di fondamento, alcune delle quali eclatanti, ma l’assunto secondo il quale il testo del profilo così come approvato dal Consiglio Superiore di Sanità per ben due volte nel 2001 e nel 2007 attenta alla salute pubblica e serve, letteralmente, “a istituire la figura dell’odontoprotesista funzionale a fornire una sanatoria ai tanti che pascolano abusivamente nella medicina odontoiatrica”. Sarebbe il caso di conoscere e far conoscere cosa dice veramente il testo approvato per ben due volte da quella “banda di abusivi e attentatori della salute pubblica” formata da autorevoli esponenti del Consiglio Superiore di Sanità, da tre o quattro Direttori Generali del Ministero della salute oltre a qualche Ministro e Sottosegretario alla salute di diverso orientamento politico. Una bella dimostrazione da parte di un rappresentante di un organo ausiliario del Ministero della salute, quale è la CAO attraverso la FNOMCeO.

Cosa dice il testo del profilo approvato dal CSS?

Il testo recita “L’odontotecnico è l’operatore sanitario che in possesso del titolo universitario abilitante provvede, in qualità di fabbricante, alla costruzione dei dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico in coerenza con la prescrizione rilasciata dall’abilitato a norma di legge all’esercizio dell’odontoiatria cui è riservato in via esclusiva ogni atto preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo “. Dove ravvede il dottor Renzo la figura dell’odontoprotesista o del piccolo dentista che interferisce con l’attività di coloro che esercitano la professione odontoiatrica?

Forse il riferimento all’odontoprotesista e/o al piccolo dentista si desume dalle previste competenze?

Bene, sulle competenze il testo afferma “L’odontotecnico può su richiesta, alla presenza e sotto la responsabilità dell’abilitato a norma di legge all’esercizio dell’odontoiatria compiere atti di prova di congruità al solo scopo di ottimizzare, al di fuori del cavo orale, tutti gli elementi relativi esclusivamente al manufatto che egli stesso realizza”. Tutto quindi è in mano alla volontà dell’odontoiatra: gli atti di prova di congruità l’odontotecnico può compierli ma l’ottimizzazione del dispositivo poi la deve fare al di fuori del cavo orale, solo su richiesta, alla presenza e sotto la responsabilità dell’odontoiatra. Ancora una volta domando: dove ravvede il dottor Renzo in queste competenze la figura dell’odontoprotesista e/o del piccolo dentista? Assolutamente esilarante poi la disputa della presenza o meno in studio dell’odontotecnico!”

Perché esilarante?

Il dottor Renzo dovrebbe sapere che nemmeno il famigerato RD 1928, tanto meno successive disposizioni impediscono all’odontotecnico di essere presente in studio durante tutti gli interventi che l’odontoiatra compie sul paziente. Affermare che quindi non è possibile permettere la presenza in studio dell’odontotecnico significa o non conoscere le norme e le leggi o ingannare il prossimo. Ma a questo punto sarebbe il caso di chiarire anche altri punti, partendo non da affermazioni tanto roboanti quanto offensive e destituite di fondamento, ma da documenti ufficiali.

Quali?

Se si leggono gli atti ufficiali, tutti redatti da Direttori Generali e Capi Dipartimento del Ministero, e cioè la relazione del dicembre 2001 controfirmata dal Ministro Sirchia; se si legge il dispositivo dell’adunanza del Consiglio di Stato dell’11 aprile 2002 ed infine si legge la relazione del 24 aprile 2007, controfirmata dal Sottosegretario G.P, Patta alla prevista Commissione istituita per il parere tecnico-scientifico sul profilo dell’odontotecnico presso il Consiglio Superiore di Sanità risulta che il testo di profilo del 2001 è condiviso oltre che dalle Associazioni Odontotecniche anche dalla Federazione Nazionale degli Ordini Medici. Se neanche gli atti ufficiali delle Istituzioni pubbliche non dovessero bastare potremo chiamare a testimoniare quanti erano presenti nelle diverse fasi dell’iter con qualche titolo: l’allora Presidente CSS, Prof. Cuccurullo, e il Prof. Dolci all’epoca nominato esperto per consultare le Associazioni Odontotecniche e la stessa FNOMCeO”.

In merito al provvedimento per il contrasto all’abusivismo all’esame della Camera, quale è la posizione ANTLO?

ANTLO è stata sempre favorevole a ferme posizioni di contrasto all’abusivismo. Ma in odontoiatria, come arcinoto, l’abusivismo prospera solo in presenza del prestanomismo ed un alfiere così combattivo dell’illegalità come il dottor Renzo avrebbe dovuto opporsi e intervenire sullo scippo con destrezza operato al Senato quando sono state cassate le misure del testo originario che prevedevano la radiazione dall’ordine per i prestanome. A questa singolare crociata all’illegalità condotta da anni dal dottor Renzo – che veste i panni del Torquemada quando si tratta di abusivi e quelli del Dio misericordioso quando si tratta di prestanomi – ci siamo abituati. Un concetto di legalità davvero singolare quello del dottor Renzo che nel 2008 chiese pressantemente al Governo dell’epoca di cancellare di fatto la tracciabilità dei pagamenti, con buona pace dei contribuenti onesti e che alle pirotecniche quantificazioni degli abusivi in odontoiatria (una volta oltre 50.000, un’altra circa 10.000 e poi 15.000 e via dicendo) non ha mai fatto seguire i numeri di quanti prestanome sono stati perseguiti dalla sua CAO da quando, ormai poco meno di un ventennio, la presiede. Una concezione poi alquanto singolare anche del ruolo e della funzione dell’Ordine.

Cioè? Visto che l’Ordine dei Medici e quindi la CAO hanno come scopo la difesa della deontologia dei propri iscritti (e sulla deontologia basta ricordare quanto fatto in materia di tracciabilità dei pagamenti e/o di lotta al prestanomismo) e la tutela del salute dei cittadini mi piacerebbe sapere come si concilia quest’ultimo punto con la fiera opposizione del dottor Renzo contro ogni forma di mutualizzazione dei costi in odontoiatria operata sino a poco tempo fa e che non poco ha contribuito a ridurre drasticamente gli accessi alle cure, al turismo odontoiatrico e all’affermazione dei grandi network e dei low cost senza parlare dei danni anche all’intera filiera del dentale. Tutelare la salute dei cittadini ostacolando forme che consentano e favoriscano l’accesso alle cure solo una certa concezione del ruolo e delle funzioni dell’Ordine dei medici può consentirlo. Non parliamo poi delle vibranti campagne portate avanti contro la pletora odontoiatrica che da qualche tempo si sono tradotte in silenziose disattenzioni di fronte all’aumento dei posti a disposizione delle Università. Quando ci si presenta a consultazioni elettorali come le attuali elezioni CAO e/o si persegue l’obiettivo di fare il Vice Presidente ENPAM si dica cosa si è fatto in concreto per la professione e per l’odontoiatria e non si agitino spettri che non esistono sulla pelle degli odontotecnici che non ne possono più di essere criminalizzati da certi personaggi e da certe affermazioni. La misura è colma da tempo!

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