IL TEST MICROBIOLOGICO

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I atogeni e la “virulenza”

Esiste un consenso condiviso sulla circostanza che alcuni tipi di batteri sono “associati” alla patologia parodontale cronica, ed altri alla parodontite non cronica.  Per il clinico conoscere la prevalenza di una specie sul DNA batterico totale costituisce una informazione che conforta o differenzia la diagnosi clinica.

L’invasione cellulare e la probabilità di recidiva

 

Alcune cellule batteriche (nella foto un Treponema denticola -fluorescente- all’interno di una cellula epiteliale) possono invadere le cellule e costituire una riserva occulta di infezione.

Il test consente di valutare la prevalenza di potenziali “invasori” (T. denticola e P. gingivalis).

 

La presenza di tali ceppi batterici consiglia al clinico di valutare una possibile “riserva di patogeni” occulti anche dopo attenta terapia, sia meccanica che antimicrobica.

Patogeni associati a parodontiti non croniche

Prevotella intermedia è un batterio di frequente prevalenza nelle forme di parodontite particolarmente gravi e destruenti (ANUG).

A. actinomycetemcomitans è invece una specie di rilevante prevalenza in corso di parodontite giovanile. Conoscere la presenza e la prevalenza di questi batteri può aiutare in maniera rilevante il clinico ad orientare la diagnosi, e conseguentemente ad indirizzare la cura.

 

Patogeni e malattia parodontale cronica

Il “red complex” (P. gingivalis, T. forsythia, T. denticola) è un complesso di batteri sul cui ruolo nel determinismo della parodontite tutti i riceratori concordano. La loro esatta quantificazione (% del DNA dei singoli batteri verso il DNA batterico totale) permette al clinico una diagnosi accurata.

Il T. denticola, e, molto probabilmente il P. gingivalis, sono in grado di invadere le cellule epitaliali (vedi sopra), con la conseguenza di rendere più probabile una recidiva anche dopo terapia causale.

 

IL TEST MICROBIOLOGICO

consente all’odontoiatra di conoscere con precisione presenza e prevalenza dei singoli patogeni, per un conforto alla diagnosi clinica e per una diagnosi differenziale in presenza di patologie parodontali.

In associazione all’esame clinico ed ai reperti radiografici, il test microbiologico permette di pianificare il trattamento più idoneo per il paziente, anche per quanto riguarda una eventuale terapia antimicrobica di supporto.

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