Il trattamento di una sindrome di Meniere.

0
463

Viene descritto il caso di una giovane donna con sindrome di Meniere trattata con doppio schema agopunturistico e che, in fase di mantenimento, ha eseguito un trattamento orale fitoterapico integrato. La condizione è analizzata sotto il profilo generale

Summary: Young woman with Meniere’s syndrome dealt with double acupuncturistc outline describes itself to the case of one and that, in phase of maintenance, she has executed an integrated oral phytotherapic treatment. The condition is analyzed under the general profile and in the optical of the Chinese Traditional Medicine.
Key words: Meniere, acupuncture, Byo-integrative Medicine.

Descritta da Meniere nel 1861, la sindrome che porta il suo nome è contrassegnata dalla triade: vertigine, fluttuazione dell’udito e tinniti. L’etiologia è sconosciuta e la massima incidenza si ha fra i 30 ed i 50 anni, con la stessa frequenza fra maschi e femmine. Si ritiene che si debba ad una ipertensione dell’endolinfa dell’orecchio interno, senza fenomeni infiammatori. Sono stati proposti, negli anni, differenti schemi terapeutici medici (vasodilatatori, vasocostrittori, antistaminici, vitamine, ecc.) e chirurgici (interventi sul labirinto, sul sacco endolinfatico o sezioni del nervo vestibolare), ma, complessivamente, la percentuale di successo è del 20-30% dei casi. Del tutto recentemente si è notata una associazione con disfunzioni dell’articolozione tempo-mandibolare e del tratto cervicale della colonna e discritti risultati positivi con “bites” orali e ginnastica posturale. Le ricerche sull’efficacia dell’agopuntura sia somatica che dei microsistemi (auricoloterapia, agopuntura orale) hanno dato risultanti contrastanti. Secondo l’Association Francaise d’Acupuncture la sindrome di Meniere è una condizione di disquilibrio endocranico, con quadri sia da Vuoto che da Pienezza. Per gli attuali AA cinesi gli Organi compromessi posono essere Rene, Cuore, Fegato e Milza, sia con forme di Deficit che di Eccesso. Nella maggior parte degli studi cinesi si è ravvisata una condizione di Eccesso con liberazione di Vento e sviluppo di Catarro e sono state proposte terapie con punti classici ed erbe medicinali. Per inciso ricordiamo che l’agopuntura auricolare si rivela più efficare negli individui con maggiore componente psicologica. Alcune recenti ricerche italiane hanno riguardato la vertigine e la ipoacusia, ma non esistono studi, nel nostro paese, sulla sindrome di Meniere come tale. I punti più impiegati son:
Per Eccesso di Yang di Fegato: 2LR, 34GB, 20GB, 6PC
Per Vuoto di Fegato e Rene: 3LR, 6KI, 20GV, 43BL, 20GV.
Per Vuoto di Cuore e Milza: ST36, SP6, 12-6CV, BL15-20.
Per i Catarri: 12CV, 5PC, 20BL, 40ST, 8ST, 20GV.
In caso di forte ipoacusia sono utili alcuni punti del Meridiano Shou Shao Yang come 2 e 21 TR.

Caso clinico
D.B., di anni 39, ricercatrice universitaria di area biologica. E’ affetta da 5 anni da sindrome di Meniere con ipoacusia progressiva bilaterale, crisi quasi giornaliere di vertigini, nausea e vomito saltuari. Molto intensi e disturbanti i tinniti, presenti sia in assenza di stimoli sonori che in ambienti molto rumorosi. La diagnosi è stata posta in due diversi centri specialistici (Dipartimento di Scenze ORL dell’Università di Siena e Università di Padova) dopo attenta valutazione otoiatrica ed indagini strumentali che hanno riguardato sia test vestibolari, che audiometrici, TAC cranica e della rocca petrosa. Una visita gnatologica (Facoltà di Odontoiatria della Università de L’Aquila) ha escluso problemi occlusali e dell’articolazione temporo-mandibolare. Inutili le terapie sia convenzionali (vasodilatatori, antistaminici, vitamina B6) che non-convenzionali (osteopatia, omeopatia). L’interrogatorio generale evidenzia spiccata astenia sia fisica che psicologica, estrema agitazione, secchezza della bocca ma con scarso desiderio di bere, sensazione di pensantezza diffusa. Decisamente sovrappeso (18 Kg al di sopra del peso-forma), la donna non riferisce precedenti medici o chirurgici di rilievo. Non traumi alla colonna cervicale o al capo. Il polso si rivela fine, molle, debole, profondo ed estremamente rapido, indicando al contempo segni di Vuoto e presenza di Calore. L’esame dinamico del polso evidenzia un defict alla barriera di destra, sull’insieme Milza/Stomaco. La lingua è gonfia ma con scarso induito, molto arrossata alla punta e sui bordi. Non vi è dolorabilità alla palpazione dei punti Mu e dei punti Shu del dorso, nè flaccidità a livello dei punto Yuan degli Yang e Shu dei Meridiani Yin. Non si evidenziano particolari tropismi per i sapori o i colori e la mano, gonfia ed imbibita, sembra apparternere alla loggia della Terra (corta, spatolosa, con eminenza tenare molto pronunciata). Il viso è tondo, con mento sfuggente. Gli occhi piccoli ma acuti. La pelle è secca diffusamente, desquamante ed una intensa pitiriasi secca riguarda il cuio capelluto. E’ evidente un Vuoto dei Liquidi (secchezza di cute e mucose, polso fine) con ripercussione sia sulla circolazione Endocranica sia sulla coppia Qi/Xue (polso molle). Manifesta, anche, la presenza di Calore (polso rapido, lingua arrossata, agitazione). L’assenza di sete evidenzia, inoltre, una cattiva distribuzione dei Jin/Ye, con acumulo di Umidità (incremento del peso corporteo, sensazione di corpo pesante). Secondo Sun Si Miao le turbe dei “grassi vitali”[*] (ge huang) inducono sia Vuoto di Qi/Xue, che turba dei LIquidi e sviluppo di Calore. Secondo le impostazioni più recenti di marca franco-vietnamita  tali alterazioni riguardo segnatamente la tipologia Terra (Tu). Secondo Kespì, nell’adulto, il trattamento si avvale dei punti BL43 (gaohuang) e 53 (baohuang), mentre Yuen afferma  che interessanti, secondo i classici, sono, oltre ai due punti sopraindicati, anche CV6 (qihai) e ST36 (zusanli). Va aggiunto che, consideranto il Meniere come un’idrope dell’endolinfa, vi è una stretta connessione fra la patogenesi in Biomedicina ed i Liquidi Ye in MTC. Un punto interessante, nel controllo dei liquidi Ye e con importanti azioni sull’orecchio è il 2TB (yemen). Sempre secondo la MTC i Liquidi in generale sono sotto il controllo dei seguenti Meridiani Principali e Secondari:
Liquidi superficiali Principale Shou Yang Ming e Distinto Stomaco e Milza
Liquidi Profondi Principale Shou Tai Yang e Distinto Cuore-Intestino Tenue
Liquidi in generale Yin Wei Mai.
Abbiamo pertanto immaginato due schemi da somministrare a distanza di 48 ore l’uno dall’altro. Il primo con i punti 43-53BL, 6CV e 36 ST (con aghi e moxa); il secondo (solo con aghi) con i punti 2KI (ranggu), 6KI (zhihai), con infissione in profondità e stimolazione con tecnica vibratoria sino al deqi e 2TB, con puntura in dispersione (inserzione dell’ago in senso centrifugo, rotazione antioraria). Si eseguivano, pertanto, due sedute la settimana, regolarmente, una il mercoledì e l’altra il venerdì, con sigari di Moxa di fabbricazione giapponese ed aghi a perdere di tipo Seirin da 0,30 X 30 mm. Ogni seduta durava 30 minuti. La moxa veniva eseguita per tre volte (ogni volta sino alla sensazione di calore profondo) su ogni singolo punto. Non si sono registrate variazioni sintomatologiche per tre settimane. Tuttavia il polso sempre più pieno e meno frequente e la lingua, meno gonfia ed arrossata, ci hanno convinto ad insistere. Lentamente, fra la quarta e la quinta settimana, si sono ridotte le crisi vertiginose, non più associate a nausea e la paziente rifeririva un miglioramento della capacità acustica. Abbiamo allora eseguito una seduta a settimana per altre quattro settimane (complessivamente sono state eseguite 16 sedute). A fine trattamento l’audiogramma mostrava recupero del 10% a destra e del 15% a sinistra, le vertigini erano scomparse e risultavano migliorati l’astenia, i tinniti e la sensazione di pesantezza. La paziente si sentiva meno agitata e maggiormente in grado di padroneggiare la propria emotività. Il polso era pieno, di frequenza normale, ancora un po’ molle. La lingua era idratata e non arrossata, ancora un po’ gonfia. Abbiamo sospeso il trattamento agopunturalie e prescritto una miscela fitoterapica in grado di agire sull’insieme Terra. Va qui ricordato che, nell’amministrazione dei Liquidi, lo Stomaco e la Milza svolgono un ruolo centrale e, ancora, che essi sono coinvolti nel controllo di base dei cosiddeti “grassi vitali” (ge huang). Secondo i principi della Medicina Biontegrata, che combina vari aspetti coerenti delle Medicine Naturali (26), è possibile usare miscele contenenti fitoprincipi diversi, fiori di Bach e oligoelementi, in formulazioni idroalcoliche opportunamente schermate dai raggi solari, in contenitori di vetro blu. La formula impiegata (Bio Phyt Terra, 20 gtt due volte al dì, dopo colazione e cena) aveva la seguente composizione: Angelica archagelica radice, Cardo benedetto pianta intera, Eleuterococcus senticiosus corteccia di radice, Foeniculum vulgaris semi, Gentiana lutea radice, Glycyrrizha glabra radice, Pipinella anisum frutti, Taraxacum officinalis radice,Trigonella foenum graecum semi, Urtica urens pianta intera, Agrimonia fiore di Bach, Castagno bianco fiore di Bach, Zinco-Rame e Zinco-Nichelio-Cobalto come complessi oligoelementari 1D. Gli studi clinici sulla formula ci indicano che essa agisce nell’astenia psicofisica e nelle eccedenze ponderali di soggetti con disturbi generali del digerente. Circa il caso presente la presenza di Angelica e di Agrimony e White Chestnut ne indicano una possibile azione sullo Yin Wei Mai e, pertanto, in generale sui Liquid. Ad un controllo dopo tre mesi la paziente (che nel frattempo era a dieta secondo prescrizione specialistica), non riferiva crisi vertiginose rilevanti, aveva una persistenza del miglioramento dell’udito, erano scomparsi i tinniti e si definiva più pronta e meno ansiosa, con una riduzione complessiva di 10 Kg di peso.

Bibliografia
American Accademy of Otolaryngology and Neck Foundation: Guideliness for diagnosis evaluation and therapy in Meniere’s disease, Otolaryngol. Head Neck Surg., 1995, 11: 8-185.
Bjorne A., Goran A., : Symptom relief after treatment of temporomandibular and cervical spine disordesrs in patients with Meniere’s disease: a three-year follow.up, J Craniomandibular Dis., 2202, 16: 50-60.
Lauro G.: Affezioni ORL, in AAVV, Libro Bianco sull’agopuntura e le altre terapie estremo-orientali, Ed. SIA/CEA, Milano, 2000.
Plate C.R.: Aspetcs of Meniere’s disease, Ed. George Thierne, Stilgard, 1986.
Cygler B.: La tete e le cou, Ed. Guy Tredaniel, Paris, 1988.
Nakajiama M. (a cura di): Acta of Beijing Internation Congress of Traditional Chinese Medicine, ed. WHO, Bejing, 1991.
Xianmin S.: Clinical experiences, Ed. New World Press, Beijing, 1991.
Lomuscio A.: Le vertigini in medicina tradizionale cinese, Riv. It. D’Agopunt., 2000, 98: 15-26.
Romoli M.: Agopuntura Auricolare, Ed. UTET, Torino, 2002.
Morandotti R., Viggiani B.: Sordità e ipoacusia (Er Bi o Er lLong), Riv. It. D’Agopunt., 2000, 99: 43-56.
Iommelli O., Lauro G.: Approccio Agopunturistico al Trattamento delle Sindromi Vertiginose in Regime Ambulatoriale Ospedaliero, Riv. It. D’Agopunt., 2000, 99: 65-71.
AAVV: Nuove indicazioni sui punti di agopuntura, Ed. AMSA, policopie, Roma, 2002.
Si Miao S.: Traité Vailant 100 Onces d’Or, Trad. e Comm. a cura di C. Despeux, Ed. Guy Trèdaniel, Paris, 1987.
Requena Y.: Typlogie, in Encyclopedie De Medicine Naturelle, Ed. Thecniques, Paris, 1989.
Kespì J.M.: L’Acupuncture, Ed. Guy Trèdaniel, Paris, 2000.
Yuen J.C.: Visceri Curiosi ed Invecchiamento in MTC, policopie a cura di E. Simongini, L. Bultrini, G. Franceschini, Ed. AMSA, Roma, 2003.
Rempp C.: Liquedes en Médicine Traditionnelle Chinoise, Rev. Fr. D’Acunct, 1995, 91 : 35-41.
Bottalo F., Brotzu R. : I fondamenti della Medicina Cinese, Ed. Xenia, Milano, 1999.
De Berardinis D., Di Stanislao C., Corradin M., Brotzu R.: Organi e Visceri in Medicina Cinese. La fisiologia, la clinica, la terapia, Ed. Sanli/Bimar, Roma, 1992.
De Berardinis D. ( a cura di) : Nuove Indicazioni sui punti di agopuntura, policopie, Ed. AMSA, Roma, 2002.
Konopachi D.: Punti di agopuntura con determinazione dei tronchi e dei rami, CD, Ed. AMSA, Roma, 2003.
Esposito B.: Fisiologia dei meridiani secondari, Ed. Nuova Ipsa, Palermo, 2002.
Andrès G. et al.: Méridiens Extraordinaires, Ed. Guy Tredaniel, Paris, 1997.
Ding L.: Acupuncture. Meridians theory and Acupuncture Points, Ed. Foregein Linguages Press, Beijing, 1991.
C.S. SIA: Principi di moxibustione, www.sia-mtc.it/Pagine Culturali, 2003.
Mastrodonato F.: Medicina Biointegrata, Ed. Tecniche Nuove, Milano, 2000.
AAVV: Biogroup, Ed. Papers41, Scafati (SA), 2002.
Corradin M., Di Stanislao C. (a cura di): Lo Psichismo in Medicina Energetica, Ed. AMSA, L’Aquila, 1995.

Indirizzo per chiarimenti
Carlo Di Stanislao
E-mail: amsaaq@tin.it

[*] Questa una nota del sinologo Luigi De Franco sul concetto di huang e “grassi vitali”.
L’analisi etimologica del carattere non aiuta; si tratta infatti di un “prestito”: si usa il carattere di ‘cieco’ Mang e lo si utilizza, cambiando la pronuncia in Huang per indicare la realtà anatomico-funzionale che stiamo indagando. Questo ha portato a volte a traduzioni sbagliate dei nomi degli agopunti BL 43 , BL 51, BL 53 in cui compare questo carattere (interpretando la grafia come ‘mang’ anziché ‘huang’). Secondo i dizionari tecnici, Huang sarebbe un termine specifico per la regione fra cuore e diaframma; ma ciò si riferisce in particolare all’interpretazione di Gaohuang BL43, ed è in realtà Gao che specifica una zona sotto al cuore (ma – cominciamo a ricordarlo – di per sé significa unguento[*]); la sua posizione sul secondo ramo fra Jueyinshu -pr-D4/5 e Xinshu D5/6 conferma il rapporto con il pericardio, tuttavia, come vedremo, con particolare riferimento alla relazione del Jiao superiore con i visceri[*]. Cercando il significato di Huang, non possiamo non tenere in considerazione anche gli altri due punti nel cui nome appare:
¨ BL 51 Huangmen “porta del Huang” si trova a livello del Sanjiaoshu.
Fa parte di una cintura trasversale di “porte” (men) importanti, S 21 Liangmen “porta del frumento” (in linea con zhongwan) e S22 Guanmen “porta del passo” passando per Jingmen, Zhangmen e appunto Huangmen fino alle due sul Dumai: Xuanmen e Mingmen.
¨ BL 53 Baohuang “Membrana dell’utero/vescica” (a fianco a Pangguangshu S/2; in realtà è vescica perché clinicamente si usa per disturbi della minzione).
¨ Huangshu “punto di trasporto del Huang” KI16 all’altezza dell’ombelico.
Partendo dalla relazione certa fra “pericardio”, “Sanjiao” e Huang si ipotizza che questo termine possa indicare le sierose, naturalmente secondo la fisiologia energetica cinese e non meramente in senso anatomico, ossia con un riferimento potenzialmente utile alla comprensione del Sanjiao come via dello Yuanqi e del “liquidi”. Probabilmente il “Sanjiao” fa riferimento ai grandi spazi delimitati dal diaframma e dal peritoneo, la separazione fra Jiao sup. e inf. data dal diaframma, quella fra centrale e inferiore probabilmente dalla piega del mesocolon trasverso. BL 53 Baohuang “membrana dell’utero/vescica” corrisponde con il peritoneo vescicale; il suo corrispettivo anteriore è Ren 3 Zhongji “polo centrale” che non a caso è il punto Mu di vescica, nome alternativo “Origine del Qi”. Si profila quindi una stretta interconnessione fra le sierose toraciche – ed in particolare pericardio -, e peritoneo che rende conto dell’imnmediata ripercussione di problemi viscerali sul Jiao Superiore. Huangshu (R16) “punto trasporto del Huang” corrisponde con i legamenti ombelicali del peritoneo ma fra le indicazioni terapeutiche ha anche il singhiozzo. Huangmen BL51 si utilizza anche per le mastiti e per dolori addominali alti. In effetti, a causa dell”interpretazione forse affrettata di alcuni commentatori antichi, la stretta relazione fra sierose e diaframma ha portato a confondere Huang (membrana) con Ge (diaframma). Ciò può anche essere dovuto alla possibilità di confondere il carattere di Gao con quello di Ge In realtà i due livelli sono ben distinguibili: a livello della 7° dorsale, in corrispondenza di Dm 9 Zhiyang, abbiamo sul primo ramo di vescica Geshu (shu del diaframma) e sul secondo ramo Geguan (passo del diaframma). A livello di GV 11 (Shendao “Via dello Shen”) abbiamo lo shu di cuore e, sul secondo ramo, il punto Shentang (“loggia dello Shen”) . Naturalmente non c’è da stupirsi che nomi con riferimento allo Shen si trovino a livello dello shu di cuore, ma può essere interessante considerare che il nome alternativo di Shendao (Dm11) è Zangshu “punto di trasporto viscerale”. A metà fra lo shu di cuore e lo shu di pericardio, sul secondo ramo, troviamo Gaohuang “Huang sottocardiaco”: “Gao” potrebbe in maniera più specifica riferirsi al cavo pericardico (Gao “unguento” = liquido pericardico). Nel Linhgshu 19 (si shi qi) si dice: “Quando si avvertono frequenti borborigmi nell’addome, il Qi si solleva precipitosamente nel torace, c’è dispnea e non si riesce a stare in piedi a lungo. Il patogeno (xie) è nell’Intestino Crasso, allora si deve pungere il punto origine (yuan) di Huang. Zhang Jiebin spiega che si tratta di Ren 6: Qihai[*], che ha come nomi alternativi: “Origine di Huang” e “Huang inferiore”[*]; questi nomi alternativi sono comuni anche a Rm4 Guanyuan. Il punto compreso fra i due che hanno Huang nel nome alternativo, e cioè Rm 5 (Shimen) è il punto Mu del Sanjiao. Questi tre punti corrispondono alla plica inferiore del grande omento. Ancora più significativo il passo seguente dello stesso capitolo: “Il piccolo bacino (xiaofu-zona sotto l’ombelico) domina i testicoli, influenza le vertebre lombari, può sollevarsi in alto fino al cuore. Quando il patogeno è localizzato nell’intestino tenue, si connette al sistema dei testicoli, attiene alle vertebre, penetra fegato e polmoni, si connette con il luo al cuore. Se il Qi è in eccesso va in controflusso sollevandosi a stomaco e intestino, toccando fegato e polmoni; si distribuisce nel Hua.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.