Il turismo odontoiatrico

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Tra gli italiani vi è particolare attenzione, ma per il momento preferiscono i nostri dottori.

UE: dopo quella realizzata nel 2007, ha commissionato una nuova indagine per valutare la situazione dell’assistenza sanitaria transfrontaliera dopo l’applicazione della direttiva che permette ai cittadini dell’Unione di recarsi all’estero, in determinate condizioni, per effettuare le cure.

L’indagine è stata condotta attraverso intervite telefoniche verso 27.868 cittadini Europei, 1.019 gli italiani sentiti.
Il sondaggio, principalmente, esplora quanti europei hanno ricevuto cure mediche in un altro Paese dell’UE nel corso dell’ultimo anno e cerca di capire quanti sarebbero disposti a farlo.

I dati, pubblicati sul sito dell’UE nei giorni scorsi, contemplano,anche, le cure odontoiatriche.

I cittadini che desiderano recarsi in Paese della UE diverso da quello di residenza in prevalenza lo farebbero per curarsi dal cancro (53%), da malattie cardiache (38%), per cure odontoiatriche (28%), per trattamenti diagnostici (26%), per un intervento di protesi all’anca o al ginocchio (19%), per interventi oculistici (17%).

Per quanto riguarda le cure odontoiatriche sono i cittadini irlandesi (62%) a dichiarare la volontà di rivolgersi ad un dentista di un altro Paese, seguiti dagli austriaci (57%), e tedeschi (48%).
Più fedeli i cittadini bulgari (solo il 7% ha dichiarato di essere disposto rivolgersi ad un dentista in un altro Stato), quelli ungheresi (8%) ed i polacchi (9%).

Per quanto riguarda gli italiani, il 25% si dichiarano disposti a tradire l’italico dentista, mentre il 58,4% si recherebbe all’estero per effettuare cure oncologiche, il 38% per quelle cardiologiche, il 19% per effettuare esami diagnostici.

Questo per quanto riguarda le intenzioni, ma gli italiani all’estero a farsi curare ci sono andati?

L’8% ha dichiarato di esserci andato per cure programmate da tempo mentre il 4% per cure non programmate. Non è disponibile il dato sui cittadini italiani che si sono recati all’estero per le cure odontoiatriche.

Nello specifico gli italiani sarebbero disposti a recarsi all’estero per ricevere cure non disponibili nel nostro Paese (67%), per ricevere cure di qualità migliore (55%), per ricevere cure da uno specialista rinomato (42%), per ricevere cure con tempi di attesa più ridotti (31%), per ricevere cure più economiche (14%).

Dopo i servizi “promozionali” andati in onda su Striscia la Notizia a favore del turismo odontoiatrico in Croazia il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada spiega perché, prima di rivolgersi all’estero per le cure odontoiatriche, è meglio considerare i tanti aspetti, soprattutto negativi, che la scelta comporta. Dopo alcuni anni in cui, favorito dall’interesse mediatico che il turismo odontoiatrico aveva creato, un certo numero di cittadini (per lo più i residenti nelle zone di confine con Slovenia e Croazia) si è recato all’estero per le cure, oggi il turismo odontoiatrico sta cominciando ad essere visto con diffidenza dagli italiani. Un sondaggio del maggio scorso condotto dall’istituto di ricerca Ispo, per conto di ANDI, ha evidenziato che solo il 4% degli italiani si è rivolto all’estero per effettuare cure odontoiatriche e tra questi la metà di loro non lo rifarebbe, mentre l’81% degli italiani non è disposto a farlo e solo il 15%, pur non avendolo mai fatto, lo prenderebbe in esame.
La gente ha capito che non solo non si risparmia – considerando gli spostamenti necessari per questi viaggi della speranza, i soggiorni, il disagio – ma soprattutto non ha senso affrontare queste cure per via degli insuccessi ottenuti.

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