In un trattamento parodontologico bisogna stare attenti a diversi aspetti: materiali adoperati,batteri,virus ecc..

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In questo articolo ci occuperemo dei diversi aspetti da tenere in considerazione in una terapia parodontale. Di seguito l’elenco. La conoscenza dei batteri: vi sono 20.000 philotipi (Kaijser et al., 2008). Di cui 5 batteri più patogeni come Actinobacillus actinomycetemcomitans, con sottospecie Aggregatibacter actinomycetemcomitans, Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythensis (Bacteroides forsythus), Treponema denticola, ed altri tipi che non distruggono il parodonto, come la Prevotella intermedia/Prevotella nigrescens, Campylobacter rectus, Fusobacterium nucleatum, Eikenella corrodens, Capnocytophaga spp. (gingivalis, sputigena, ochracea), Eubacterium nodatum, Peptostreptococcus micros, Streptococcus constellatus.

L’aspetto della genetica: possiamo distinguere 4 tipi, il primo è di tipo A, produzione normale della pro infiammatoria IL-1, e dell’inibitore dell’infiammazione antagonista del ricettore IL-1. Il tipo B, con normale produzione della pro infiammatoria IL-1 e ridotta produzione dell’inibitore dell’infiammazione antagonista del ricettore IL-1. Il tipo C, con aumentata produzione della pro infiammatoria IL-1 e normale produzione dell’inibitore dell’infiammazione antagonista del ricettore IL-1. Il tipo D con aumentata produzione della pro infiammatoria IL-1 e ridotta produzione dell’inibitore dell’infiammazione antagonista del ricettore IL-1.

I diversi tipi di materiali usati per ricostruire i denti. Possono avere una componente tossicologica e una componente immunologica (allergia al palladio oppure all’oro) e una infiammatoria (il titanio può provocare una reazione infiammatoria).

Micosi. Tra i bambini le candidosi del cavo orale sono per il 65,2% dello stesso ceppo della candida del tratto gastro intestinale (N. Schulz-Weidner, F. Ansari, H. Hossain, T. Chakraborty, E. Domann, W.-E. Wetzel. Vergleichende PCR-Typisierung Candida albicans aus der Mundhöhle und dem Magen-Darm-Trakt. Oralprophylaxe & Kinderzahnheilkunde.

I tipi di virus: herpes simplex (HSV), circa l’80% della popolazione è portatore del tipo 1 che provoca l’herpes labialis; la saliva con un PH che normalmente varia da 7,1 a 7 lievemente basico, ma che dopo i pasti può andare nella zona acida (questo aumenta la corrosione delle leghe metalliche). La saliva inoltre contiene ormoni liberi e non associati a proteine, non appena entrano a contatto con il sangue questi influenzano il tessuto gengivale e le fibre del parodonto. Si aggiungono inoltre i batteri che causano la carie e le sostanze di putrefazione quali cadaverina, istamina, putrescina, triptamina che si formano dai corrispondenti aminoacidi (Reclaru PX Tech e Tapparo).

Formaldeide. Misurazione della formaldeide in denti devitalizzati e con cura canalarea confronto con denti vitali (Tapparo, 1997), che si forma nei denti devitalizzati o con cura canalare e si trova nelle tasche dei denti con parodontite e che porta alla destruzione del parodonto.

L’influenza dei metalli pesanti sul trasporto delle membrane: Ag, Cd, Co, Hg, Ni – inducono la produzione di stress delle proteine –; As, Au, Cd, Ga, Hg, Ni, Pb – inducono allergia tipo I, IV, V. Ogni metallo legato a proteine può indurre reazioni autoimmunitarie (T-cells, anticorpi). Al, Au, Cd, Hg – possono causare Linfoma. Cr – inducono problemi nella crescita. Cd, Hg, Pb – sono concausa di demenza e di Alzheimer. Al, Hg – influenzano sul trasporto placentare. As, Cd, Hg, Pb, Pt – influenzano il metabolismo delle porfirine. Cu, Hg, Pb – inibiscono il NaCl-Cotrasporto. As, Hg, Pb – si legano ai gruppi di Zolfo (Sulf-hydril groups). Hg, Pb – influenzano le molecole di adesione. Cr, Co, Hg, Mo, Ni, Pd – inducono la perossidazione degli acidi grassi/radicali liberi e la produzione di radicali di azoto nel ciclo nono.
Nei casi di patologie non spiegabili, si dovrebbe pensare alle relazioni dente-organo, in cui sia i denti o le aree edentule sono in grado di fare ammalare un organo. Anche un organo malato può in ogni caso avere un’influenza sui denti o sulla degenerazione cronica di un’area dell’osso edentula (Wilfried Aichhorn, dr. Ottaviano Tapparo, List of Tooth-Organ Interrelationships, di prossima uscita la versione in lingua italiana, Elenco delle correlazioni tra denti e organi. Come i denti influenzano la vostra salute).
Queste aree degenerate possono causare delle nevralgie, cosiddette NICO (neuralgia inducing cavitational osteitis). Si deve inoltre considerare che tutti i metalli usati per ricostruzioni dentali si concentrano nelle radici dentali, nell’osso e nel tessuto gengivale (Georgetta e Ottaviano Tapparo. Effetti dei metalli pesanti sull’organismo umano. Quaderni Andromeda n. 44). Per vedere la concentrazione di putrescina e cadaverina e il rilascio dei metalli dalla masticazione e dall’elettrocorrosione è possibile effettuare il test della saliva. Per esaminare l’accumulo e la produzione di sostanze di putrefazione nella tasca gengivale si usa l’OroTox in office test. L’effetto sul sistema immunitario e la reazione allergologica si effettua il test del sangue sui linfociti (LTT o test delle citochine). L’LTT è stato ben sperimentato per la diagnostica delle sensibilizzazioni allergiche individuali. Rispetto alle varianti precedenti tale metodica è considerata oggi specifica e predittiva. I materiali dentali tra cui i metalli, gli acrilati e le resine, i materiali per il sigillo del canale in endodonzia, i cementi e le componenti della ceramica liberati durante la masticazione, contengono potenziali allergeni. Gli ioni metallici liberati dalle leghe metalliche così come i residui di monomero degli acrilati sono apteni (mezzi allergeni). Questi si legano alle proteine del corpo e possono cambiare la loro struttura. Se esiste già una sensibilità, queste proteine modificate appaiono al sistema immunitario estranee (allergiche), innescando una risposta immunitaria.
Sensibilizzazioni causate dai materiali dentali sono nella maggior parte dei casi del tipo IV (allergie che si manifestano nel tempo, dopo un paio di settimane). In questo tipo di allergia, i linfociti T specifici riconoscono l’allergene o le proteine con struttura modificata come sostanze estranee. Nei pazienti che hanno sviluppato una sensibilità a un materiale odontoiatrico, se a contatto con l’allergene, il sistema immunitario reagisce con un’attivazione immunitaria. Ciò può indurre una sintomatologia locale manifesta, ma anche dei fenomeni sistemici, e intensificare patologie infiammatorie già in atto.

Dati clinici dimostrano che, nei pazienti sensibili a contatto continuo con ioni metallici tra quali il mercurio, l’oro, il nichel, il palladio si può scatenare una reazione autoimmunitaria, come per esempio artrite cronica e malattie neurologiche. Esistono dei profili di materiali comunemente usati, ma si può anche notare la reazione a campioni di materiali da usare o usati. Rispetto al test cutaneo non si sovraccarica il paziente. Contrariamente ai metalli, che reagiscono solo con il tipo di allergia IV, le resine e i compositi che contengono acrilati possono causare, oltre ad allergia tipo IV, anche allergie immediate di tipo I. Queste possono verificarsi entro poche ore e nei casi estremi pochi minuti dopo l’inserimento del materiale (per esempio nei pazienti già sensibili che soffrono in più di MCS – Sensibilità Chimica Multipla). Analoghi per questa reazione sono edema e noduli nella mucosa. In letteratura scientifica vengono riportati casi di pazienti affetti da allergie immediate come la febbre da fieno, allergie ai veleni degli insetti e agli acari che spesso reagiscono anche ai metacrilati. Il test di degranulazione dei basofili (BDT) è un metodo moderno per rilevare la sensibilizzazione allergica di tipo I e le pseudoallergie.
Lo scopo del test è quello di testare i materiali standard conosciuti ma anche campioni del materiale inserito in bocca, di cui non si conosce la composizione.
Per avere un successo terapeutico e importante controllare se l’organismo è troppo acido.
Se vengono a mancare gli oligoelementi porta a uno spostamento dell’equilibrio basico-acido in direzione acido. Questo rallenta o impedisce la rigenerazione e la guarigione. Con la titrazione del sangue si vede esattamente la attuale, in seguito si può controllare la terapia.
Dato il costante aumento dei fenomeni allergici alle sostanze usate in terapia (antidolorifici, antiinfiammatori e antiflogistici, nonché antibiotici), la terapia attualmente più sicura consiste nell’utilizzo dei fattori di crescita autologhi derivati dal sangue. La terapia con CGF/LPCGF consiste nella separazione del sangue fresco, autologo, non manipolato, senza aggiunta di sostanze chimiche o esogene.

Avviene per mezzo di un separatore di fasi (Medifuge, Silfradent, Italia) con accelerazione gravitazionale controllata e differenziata (per evitare l’embolisi dei globuli rossi), degranulazione delle piastrine e con rotazione in senso antiorario. Il rotore è autoventilato per il mantenimento costante della temperatura. Il separato contiene fattori plasmatici, fattori di crescita, linfociti, cellule staminali e leucociti. I differenti strati del separato ematico sono stati oggetto di pubblicazione su Microscopy Research and Technique (Volume 74, Issue 8, pages 772-777, August 2011 “Growth factors, CD34 positive cells, and fibrin network analysis in concentrated growth factors fraction”, L.F. Rodella et al.). La cinetica di rilascio, in vitro, di alcuni fattori di crescita del CGF ha permesso di osservare che questa è specifica per ciascun fattore. Alcuni di essi hanno un rilascio veloce di 1 giorno, mentre altri hanno un rilascio più lento, fino a 6-8 giorni. TNF-α raggiunge il suo massimo accumulo al giorno 1. TGF-β1 e BDNF vengono costantemente accumulati per tutta la durata dell’esperimento. BMP-2 raggiunge il suo massimo accumulo al giorno 8 e IGF-1 al giorno 6. A seconda dell’uso dei differenti tipi di Vacutainer® si ottengono dei preparati autologhi del sangue per le differenti applicazioni. Con il concentrato piastrinico (CLOT) solido si producono delle membrane autologhe riassorbibili elastiche e suturabili. Il gel viene invece preparato con un riscaldatore APAG (Silfradent, Italia) a 75 °C e mischiato con i fattori di crescita e le cellule staminali CD34+ per il riempimento di difetti ossei o per il riempimento delle tasche parodontologiche. Per ottenere un miscelamento che penetra i pori dei materiali di osso sintetico e omogenizza viene usato il Round Up (Silfradent, Italia), un dispositivo per la miscelazione integrata che non modifica il materiale per il riempimento o l’aumento osseo senza modificazione della struttura. In più la penetrazione, e così la sigillazione dei pori, per contrastare la contaminazione svolge un ruolo di prevenzione.

Nei laboratori, alcuni test hanno evidenziato che i GF, per mezzo del loro potere antibatterico naturale, adoperati a copertura di impianti dentali, svolgono un ruolo di prevenzione nelle possibili contaminazioni della superficie implantare. Usando la Round Up si aumenta notevolmente la penetrazione nelle ruvidità della superfice dell’impianto. Il potere dell’accelerazione della guarigione ossea consente di caricare il 40% del tempo prima rispetto a casi che non prevedono l’utilizzo dei fattori di crescita. Una ricopertura omogenea si ottiene sia sul titanio che sullo zirconio. L’indicazione dei fattori di crescita in odontoiatria è la seguente: nevralgia del trigemino per ridurre un’infiammazione e per rigenerare la struttura.
Rigenerazione dell’articolazione temporo-mandibolare (TMJ) (osso, cartilagine, tendini sclerotici o infiammati, muscoli infiammati), chirurgia orale e maxillo-facciale (socket bone preservation, NICO, riempitivo nelle apicetomie o osteotomie), ricostruzione ossea e accrescimento 3D (bone ring, riempitivo bone splitting, aumento della cresta, sollevamento seno (sinus lift)), implantologia (osteointegrazione accelerata e minimizzazione del rischio di contaminazione), in parodontologia (bone and tissue regeneration) per i riempimenti delle tasche non profonde si può utilizzare l’APAG gel, nelle più profonde osso sintetico lavorato con la Roud Up coperto con una membrana autologa al termine.

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