Intarsio in composito realizzato al digitale

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odontoiatra.it, odontoiatria estetica
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Odt. Alan Cantagalli

Gli intarsi sono delle ricostruzioni di gran parte del dente che vengono eseguiti in laboratorio e cementati nella cavità dentaria precedentemente preparata. Si utilizzano principalmente per i denti posteriori (premolari e molari), dove è facile che la cavità sia di grande dimensioni. Infatti essi vengono usati per cavità di media e grande dimensione. L’eccellente effetto naturale conferisce loro uno dei punti forti nell’odontoiatria estetica.

Primo step: impronta definitiva

Questo caso presenta una situazione clinica che in modo convenzionale poteva orientare il clinico verso una soluzione invasiva come una corona in ceramica; oggi, invece, può essere affrontata in modo affidabile e conveniente per il paziente con una soluzione conservativa in composito. Dopo la preparazione dell’elemento, si rileva l’impronta in modo tradizionale con polietere. In laboratorio, fatte passare le 4 ore dalla presa dell’impronta per far sì che il materiale si stabilizzi, si procede con la disinfezione dell’impronta e la rimozione dei residui di saliva che possono alterare la precisione del gesso, ma soprattutto il suo indurimento (Figg. 1 e 2).

Secondo step: colatura dei modelli

Procediamo con la realizzazione dei modelli:

  1. Il modello master realizzato con gesso di IV classe per ottenere un modello senza monconi sfilabili e per aver un maggior controllo durante la fase di adattamento dell’intarsio.
  2. Il modello antagonista sempre con gesso di IV classe per avere il massimo della precisione soprattutto durante la messa in articolatore.
  3. Il modellino singolo del dente dove andrà costruito il manufatto nel quale si farà il dicing e che verrà utilizzato durante le fasi di rifinitura e lucidatura del manufatto facendo in modo da lasciare inalterato il modello master.
  4. Messa in articolatore, utilizzando in questo caso il blocchetto di resina preso dal clinico. Queste masticazioni rilevate in resina sono molto efficaci solamente se vengono prese impronte con materiali di precisione, compreso l’antagonista, altrimenti non si riuscirebbe ad adattarle perfettamente ai modelli in gesso.

Dopo la messa in articolatore, si può verificare la qualità ideale di spazio necessario al restauro in composito e l’effettiva qualità della preparazione (Figg. 3 e 4).

Terzo step: scansione digitale

Dopo una valutazione accurata in laboratorio, si decide di eseguire questo caso con metodo digitale.

Si procede con le scansioni del caso che vengono eseguite con sistematica Zirkonzahn:

  1. Scansione del modello master (non sezionato).
  2. Scansione modello antagonista.
  3. Scansione modellino dente con dicing eseguito per avere una scansione più dettagliata della chiusura del manufatto.
  4. Scansione dei modelli in articolatore.

Una scansione accurata ci servirà per avere il massimo dettaglio durante la progettazione Cad ma soprattutto durante il fresaggio (Figg. 5 e 6).

Quarto step: progettazione CAD

Notiamo che la spaziatura del cemento non presenta zone in sottosquadro; per gli intarsi lasciamo una spaziatura di 20 micron che parte da 0,5 mm al di sopra della chiusura marginale per ottenere la massima precisione e il giusto gap per la cementazione da parte del clinico. Successivamente si procede con la modellazione digitale dell’intarsio con la sicurezza che il manufatto chiuderà perfettamente e non dovranno esserci compensazioni in composito mentre si cementa. Durante la progettazione, si cura la perfetta armonia occlusale e del punto di contatto, facendo attenzione a tutti i dettagli in modo che il clinico non debba fare in alcun modo ritocchi occlusali o modifiche morfologiche per non alterare colore e chiusura marginale (Figg. da 7 a 9).

Quinto step: fresaggio e adattamento

Per questo tipo di manufatto si è deciso di utilizzare un blocchetto di Cerasmart della GC in HT che è quello ad alta traslucenza, a mio parere il più indicato per questo caso, visto i diversi spessori delle pareti, per riuscire a far integrare cromaticamente al massimo il manufatto aH’interno del cavo orale del paziente Dopo il fresaggio del blocchetto in composito, si nota il perfetto adattamento del manufatto sul modello. A questo punto si gomma la chiusura marginale utilizzando sempre il modellino di lavoro per non toccare il modello master, al fine di non alterare in alcun modo la precisione del modello per una continua verifica affidabile (Figg. 10 e 11). Prima della colorazione dell’intarsio, il manufatto viene sabbiato con ossido di alluminio e si vaporizza per sgrassare completamente la superficie. Si applica uno strato di Ceramic Primer per avere la massima adesione tra colori di pittura e composito. Per la colorazione vengono utilizzati i colori della GC Opti Color nei seguenti passaggi:

  • Inizio con uno strato di glaze clear e fisso con lampada.
  • Intervengo con orange nel solco centrale per dare profondità, quindi più naturalezza possibile.
  • Applico smalti per cercare di dare il più possibile naturalezza al manufatto.
  • Alla fine della colorazione, posiziono un ultimo strato di glaze clear e passo al ciclo di fotopolimerizzazione.

Durante tutta questa fase di colorazione si fa in modo di copiare tutte le caratteristiche dei denti naturali del paziente in base alle foto inviate dal clinico dopo la presa del colore (Figg. da 12 a 15). Si nota il perfetto inserimento del manufatto dopo la cementazione e la corretta armonia all’interno del cavo orale per quanto riguarda colore e morfologia (Figg. 16 e 17). Il mondo del digitale oggi permette agli operatori di riprodurre in modo semplice, ma comunque efficace, manufatti di altissima qualità, e questo è possibile solo attraverso una approfondita conoscenza della natura e dei materiali moderni a nostra disposizione.

Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5
Fig. 6
Fig. 7
Fig. 8
Fig. 9
Fig. 10
Fig. 11
Fig.12
Fig.13
Fig. 14
Fig. 15
Fig. 16
Fig. 17

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