L’ aspirina

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Un possibile chemiopreventivo per i tumori testa-collo

Acido acetil-salicilico, commercialmente “Aspirina”, è un prodotto di sintesi, il cui antenato deriva dalla corteccia del salice. Corteccia e foglie di salice venivano già utilizzate dagli antichi Egizi, Sumeri e Nativi Americani per abbassare la febbre e per ridurre il dolore e sono citate, per le stesse proprietà, negli scritti di Erodoto e Ippocrate. Da allora ad oggi, questa molecola ha dimostrato virtù sorprendenti, spaziando da semplice farmaco antinfiammatorio ad agente utile alla prevenzione in campo cardiovascolare e oncologico. Come è noto, il principale effetto collaterale è la gastro-tossicità, che si è cercato di ridurre con la sintesi di nuovi composti, i farmaci anti-infiammatori non steroidei (Fans), come l’ibuprofene.

Recenti studi hanno suggerito come l’azione della terapia con Fans, e in particolare con aspirina, sia in grado di ridurre il rischio tumorale. Il meccanismo biologico proposto vede, nei tessuti tumorali, un quadro di sovra-regolazione dell’espressione dell’enzima infiammatorio ciclo-ossigenasi 2 (Cox-2) che sembra contribuire in modo significativo alla carcinogenesi. Questi farmaci, inibendo la Cox-2, potrebbero così ridurre o rallentare il processo.

Utilizzando i dati provenienti da un ampio trial su popolazione, randomizzato e controllato (Prostate, lung, colorectal and ovarian cancer screening trial – prevention.cancer.gov/plco) e sponsorizzato dall’americano National Cancer Institute, è stata effettuata un’indagine prospettica circa l’effetto dell’aspirina e dell’ibuprofene sul rischio di tumore di testa e collo. Questo trial, della durata di quasi dieci anni, aveva coinvolto 155.000 partecipanti; di questi, furono seguiti nel tempo coloro i quali erano senza una storia di precedente tumore e avevano compilato il questionario “al tempo zero” contenente informazioni sulle abitudini di assunzione di aspirina e/o ibuprofene. Vennero considerati “casi” tutti i soggetti con diagnosi di tumore a testa e collo a un anno dal completamento del questionario. Vennero esclusi solo i carcinomi al labbro, la cui eziologia viene considerata differente rispetto ai restanti siti.

In accordo con gli studi precedenti, questa ricerca riportava una riduzione significativa del rischio di tumori testa-collo (del 22%) quando il soggetto assumeva aspirina in modo regolare (mensile o settimanale). Il ruolo protettivo era più forte nei confronti dei tumori laringei, mentre l’associazione si perdeva con un utilizzo giornaliero del farmaco.

Nessuna associazione poteva essere osservata, invece, in concomitanza all’impiego di ibuprofene. Gli autori hanno così ipotizzato due spiegazioni: 1) in paragone all’aspirina, l’ibuprofene era assunto da un minor numero di individui, portando a una riduzione della potenza del campione capace di spiegare la mancata correlazione; 2) in alternativa, l’effetto dell’aspirina sulla Cox-2 potrebbe essere lievemente differente da quello dell’ibuprofene, portando quindi diversa azione preventiva.
Rimangono ancora poi da chiarire la protezione in rapporto al dosaggio e alla durata totale del periodo di assunzione, l’effetto della presenza di bevande alcoliche tra i fattori di rischio (le cui informazioni dettagliate non sono state raccolte), nonché il ruolo specifico nei confronti dei  tumori oro-faringei.

Pubblicato sul British Journal of Cancer questo lavoro, grazie al lungo periodo di follow-up e al buon controllo del principale fattore di confondimento (uso di tabacco), fornisce un valido sostegno all’aspirina come potenziale agente chemiopreventivo per i  tumori testa-collo</a>.

Wilson JC, Murray LJ, Hughes CM, Black A, Anderson LA. Non-steroidal anti-inflammatory drug and aspirin use and the risk of head and neck cancer. Br J Cancer.

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