L’ odontoiatria “Hi-Tech”

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La realtà da seguire!

L’odontoiatria moderna, affacciata ormai nel 2013, non può essere distaccata dalle importanti innovazioni tecnologiche che il mercato propone nel corso del tempo. Senza lasciarsi prendere la mano e correre dietro a tutto, col rischio di effettuare investimenti anche importanti e non “sfruttarli” come si deve o peggio ancora lasciarli inutilizzati, ci sono ormai tecnologie e materiali che possono portare ad un concreto miglioramento dell’attività clinica nonché dell’immagine dello studio.

 

Oggi vorrei parlarvi in maniera introduttiva delle 3 tecnologie più importanti che sono alla base degli studi che gestisco, ossia:

Microscopio Operatorio

Laser ad alta potenza

Radiologia Digitale.

 

Ognuno di questi strumenti ha già da solo vantaggi inimmaginabili nella pratica odontoiatrica, ma solo con l’integrazione tecnologica si possono raggiungere risultati d’eccellenza…che è ciò che dovremmo e vorremmo garantire ai nostri pazienti nonché a noi stessi, perché si sa che oltre al fattore economico, eseguire un lavoro in maniera ottimale e rendere felici i nostri pazienti dà grandi gratificazioni.

 

Microscopio Operatorio

 

Non mi stancherò mai di dirlo: per chi vuole eccellenza, il primo strumento da adottare è senza dubbio il microscopio operatorio. È chiaro…la bocca è un ambiente piccolo, poco illuminato in cui spesso il singolo millimetro può causare la differenza.  È quindi più che sensato adottare dei sistemi di ingrandimento e d’illuminazione. Ma il microscopio, rispetto ad occhiali ingranditori, luci led o scialitiche è molto di più…è una filosofia operativa…in cui lo spirito guida è la minima invasività.

Grazie al microscopio qualunque procedura può essere eseguita in meglio che sia dal semplice esame diagnostico, passando per la detartrasi e finendo con la chirurgia più complicata. In OGNI prestazione odontoiatrica il microscopio fa la differenza e può e va utilizzato. E chi lo acquista solo per utilizzarlo come controllo in casi difficili o per trovare il famoso quarto canale dei primi molari superiori…beh…lo sta sprecando.

Nelle mie strutture ogni collaboratore, odontoiatra o igienista che sia, lavora esclusivamente al microscopio e ogni sala operativa ne è dotata.

Per chi non lo sapesse, il microscopio operatorio permette di ottenere ingrandimenti dai 4 ai 40x, con una illuminazione coassiale e omogenea e perdi più con una visione “collimata all’infinito” che rende la visione non affaticante per gli occhi in quanto non richiede sforzi d’accomodazione. Va aggiunto che la posizione di lavoro è estremamente confortevole per la schiena, che rimane dritta e rilassata.

Cosa vi trattiene quindi dall’adottarlo??? Il costo? Beh..non è necessario partire con microscopi di alta gamma che non verrebbero sfruttati…basta un banale microscopio di media fascia dal costo di circa 10-12000 euro per poter fare tutto! La non applicabilità alla vostra pratica clinica? Come vi ho già detto si può usare in OGNI prestazione. La paura di non saperlo usare? In questo caso sappiate che la curva d’apprendimento è di circa 6-9 mesi, ma già dopo un weekend di corso pratico è possibile partire con eseguire le prime prestazioni. Consiglio spassionato…per imparare a utilizzare il microscopio fate tante detartrasi, in cui ogni volta si è obbligati a dover vedere tutta la bocca ed inoltre non si creano danni.

Laser ad alta potenza

Il laser si può considerare una delle più importanti innovazioni del secolo scorso. Laser è l’acronimo di “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiations” ed è in pratica un fascio luminoso con precise caratteristiche come l’essere coerente, monocromatica (ha una precisa lunghezza d’onda che caratterizza il laser), unidirezionale e parallela. I laser usati in odontoiatria sono di diverso tipo tra cui spiccano il diodi, l’Nd: Yag (neodimio) e l’Er:Yag (erbio). Hanno applicazioni utilissime sia sui tessuti duri che, soprattutto, su quelli molli. Anche in questo caso, come già accennato, non è necessario acquistare in primis laser molto costosi come l’erbio (circa 30000 euro) che ha un uso molto limitato e specialistico ma si può benissimo partire da un semplice laser a diodi, dal basso costo (4-8 mila euro) ma dai numerosissimi utilizzi, paragonabili in parte al “fratello maggiore”, ossia il neodimio. Con un semplice laser a diodi potete fare chirurgia dei tessuti molli in maniera rapida, precisa e con meno anestesia, decontaminare i canali endodontici, trattare la parodontite, desensibilizzare i colletti esposti, biostimolare la guarigione e via dicendo…un piccolo investimento e tantissimi vantaggi, per noi e per i pazienti. Nel caso del laser l’apprendimento è molto banale e l’utilizzo semplificato, grazie a programmi preimpostati che si trovano in quasi tutti gli apparecchi.

Radiologia Digitale

Gli strumenti di diagnostica radiologica sono fondamentali per una corretta pratica odontoiatrica. La digitalizzazione delle lastrine endorali e dei panoramici ed ovviamente l’avvento del 3D e del tac, permettono di ridurre le dosi radiogene emesse ed ottenere immagini di altissima qualità elaborabili per effettuare misure, migliorare contrasto e luminosità, ingrandirle, ruotarle, etc.… Inoltre la digitalizzazione porta numerosi vantaggi d’archiviazione e di condivisione evitando il deterioramento delle immagini nonché l’eliminazione del processo di sviluppo, dannoso sia per gli operatori che soprattutto per l’ambiente.  In questo momento i sistemi digitali si possono basare su due tecnologie: i sensori CCD o i sistemi con piastre a base di fosforo. I primi sono molto precisi ma a volte di difficile utilizzo per via del cavo e delle grandi dimensioni dei sensori. Col sistema ai fosfori invece l’immagine deve sì passare per via di uno scanner ma l’utilizzo e le dimensioni sono come le lastrine “classiche” permettendo una rapida e semplice integrazione nella pratica clinica.

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