La fitoterapia e la gemmoterapia.

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odontoiatra.it, medicina naturale, medicina vibrazionale, fiori di bach
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Lì uso della Fitoterapia risale all’antichità. Ricette mediche a base di estratti di piante sono stati trovati nei testi egizi, assiri, babilonesi, greci, cinesi e indiani. Il rimedio veniva utilizzato sulla base di prove empiriche, sovente legate.

Nel Medioevo, per opera di Paracelo, si affermò la teoria delle segnature, cioè l’analogia tra l’aspetto della pianta e l’organo da curare, basandosi sul principio che macrocosmo e microcosmo erano uguali.

Nel diciannovesimo secolo, la Fitoterapia, entrando nell’epoca scientifica, si è concentrata nell’estrazione di grandi rimedi come la Digitale o il Chinino, ma ha perso diffusione grazie allo sviluppo della chimica moderna e della produzione di farmaci di sintesi.

Questi ultimi, pur aprendo nuove possibilità terapeutiche (vedi impiego di antibiotici e chemioterapici), hanno creato anche una branca di patologie che oggi definiamo iatrogene, dovute a intossicazione acuta o cronica da sostanze di sintesi.

I derivati dalle erbe e dalle piante, invece, sembrano costituire un insieme sinergico naturale, come dice Tetau, con attività terapeutica più elastica. In poche parole, permettono di ottenere risultati apprezzabili con dosi minori e minori effetti collaterali.

La Fitoterapia classica, come era quella dei secoli passati, che preparava decotti, estratti molli, fluidi, idrolati o alcolaturi, è ormai abbandonata da anni.

Scartando l’utilizzo di nebulizzati che si basano su preparati secchi soggetti a manipolazione, conservazione o altro, la nuova fitoterapia si basa su due tipi di preparazioni:

la Tintura Madre Omeopatica (rappresentata dalla sigla T.M.)
il Macerato glicerinato di gemme fresche alla prima decimale (rappresentato dalla sigla 1DH).
L’obiezione che spesso viene rivolta alla Fito- o Gemmoterapia, è che la concentrazione di prodotti attivi della pianta varia a seconda della natura del suolo, dell’inquinamento del terreno e dell’aria.

Tuttavia, le aziende farmaceutiche che producono prodotti fitoterapici, basano la loro attività su analisi qualitative molto precise (cromatografia, analisi chimiche, dosaggi elettroforesici ecc.) che permettano di ottenere dei campioni sempre costanti e rigorosamente dosati.

Se la preparazione in T.M. va maneggiata con molta prudenza e trova maggiori indicazioni nell’uso locale (toccature, sciacqui ecc.), quella in DH ha una scarsa tossicità, essendo necessarie dosi massicce per ottenere effetti pericolosi alla salute.

I preparati fitoterapici o gemmoterapici non sono in grado di provocare gli stessi effetti dei rimedi omeopatici. La loro azione è minore e può essere considerata utile come supporto o complemento a terapie omeopatiche, specie nei casi di patologie croniche, ma non può mai essere definita sostituta ad un rimedio omeopatico.

I rimedi fitoterapici però, non richiedendo uno studio attento della personalità del paziente e potendo essere somministrati come “sintomatici”, hanno l’innegabile vantaggio della facilità d’uso.

Nelle affezioni della bocca andrebbero ricordate almeno quattro preparazioni:

Betulla Pb. 1 DH (gemme di Betulla) e
Quercus Ped. 1 DH (gemme di Quercia),
utili nel trattamento della parodontopatie, riducendo l’infiammazione che produce tasche gengivali e favorendo la cicatrizzazione delle gengive dopo i trattamenti del chirurgo parodontale.

Tra le tinture madri vanno invece ricordate:

Phytolacca T.M. e
Calendula T.M.
Mescolando parti uguali delle due tinture madri si ottiene un composto che, opportunamente diluito in acqua, può servire come collutorio (solo per uso locale, quindi) nei casi di stomatiti o infiammazioni generiche delle mucose orali.

L’azione dei due derivati è antinfettiva e cicatrizzante sulla mucosa faringea.

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