LA FLUOROPROFILASSI

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La fluoroprofilassi è un atto di prevenzione primaria verso i processi cariosi, principali cause distruttive della struttura dello smalto.
L’applicazione professionale di fluoro è una pratica clinica effettuata di protocollo a tutte le fasce d’età, dai bambini agli adulti.
Il fluoro è uno ione molto importante, che si è scoperto modificare, mediante reazioni chimico- fisiche , la struttura dello smalto, che in tal modo risulta più resistente agli attacchi acidi derivanti dalla fermentazione di alcuni batteri, che metabolizzano gli zuccheri immessi nel nostro organismo dall’alimentazione quotidiana, dando origine alla formazione di sostanze acide, che rendono l’ambiente orale inadeguato alla conservazione dell’integrità dello smalto dentale.
Un valore molto importante di cui sentiamo parlare spesso è il Ph, perché determina le quantità di acido presente nel cavo orale.
Normalmente i nostri denti possono sopportare un’acidità non superiore ad un valore di Ph pari a 5,3 (Ph 5.3), superata questa soglia, i denti cominciano a risentire l’acidità, per tale motivo si demineralizzano, cioè cominciano a perdere le principali sostanze dure di cui sono composti (Ca++ + PO4-). Tale processo avviene da parte del dente per cercare di rilasciare sostanze che possano in qualche modo tamponare l’acidità raggiunta. Se l’acidità è temporanea, lo smalto dei denti riesce a rimineralizzarsi aiutato dalla saliva, che bilancerà il nuovo equilibrio riportando valori di Ph normali (ambiente alcalino) e restituendo al dente gli ioni ceduti precedentemente; ma quando l’assunzione di cibi dolci è continua nel tempo, il Ph rimarrà costantemente in quella soglia di valori critici; il dente non potendo più recuperare le sostanze rilasciate diverrà più debole e perciò facilmente attaccabile dagli acidi provenienti dalla fermentazione dei microrganismi cariogeni.
L’aggiunta di fluoro, data dalla fluoroprofilassi, consente allo smalto del dente non solo di essere meno solubile in ambiente acido e più stabile in presenza di Ph critico (ph 5.3), ma anche di inibire il metabolismo di zuccheri, principali fonti nutrizionali dei batteri responsabili della carie.

Il fluoro può essere integrato in due modalità:
– per via sistemica, cioè ingerendolo; diversi sono i mezzi che possono veicolare il fluoro nell’organismo, quali acqua, sale, latte e compresse, ma purtroppo ha effetto teratogeno per cui l’unico modo che ci salvaguardi dalla sua tossicità e nello stesso tempo ci dia beneficio è:
– per via topica, cioè portandolo direttamente a contatto con il dente; le applicazioni di fluoroprofilassi prevedono l’integrazione di fluoro sotto forma di gel inserito in apposite mascherine, meglio ancora se fatto dente per dente con il laser, per evitare l’ingestione del gel al fluoro.

Dott.ssa Stefania Barbieri

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