La fotografia in odontoiatria

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La documentazione fotografica alla ricerca di uno standard.

Nel contesto in cui il significato di formazione assume sempre più – fin dai primi anni dei corsi universitari – il valore di formazione scolastica e nel contempo quello di auto-formazione, la collaborazione tra la sede patavina Aiso (Associazione italiana studenti di odontoiatria), università e l’azienda Sweden & Martina riesce ad essere sintesi e nel contempo proiezione di quel crescere che significa “fare la differenza”.
Inizia così con “La documentazione fotografica del volto”, il primo incontro formativo tenutosi a Due Carrare presso il centro corsi Sweden & Martina e alla presenza del professor Edoardo Stellini, presidente del corso di studi di odontoiatria di Padova, che ha evidenziato come l’università approvi e sostenga l’associazionismo studentesco. Il percorso della sede Aiso di Padova è ricominciato proprio quest’anno per volontà degli studenti con l’elezione del presidente Filippo Forin.
Il professor Roberto Favero, già docente di “fotografia clinica” presso la scuola superiore post-universitaria di medicina estetica Agorà di Milano, ha illustrato ai partecipanti i concetti chiave in una giornata di lezione teorico-pratica.
I concetti di base della fotografia sono quelli a tutti noi noti, ma devono essere ribaditi per un uso corretto della nostra attrezzatura fotografica: la forma (l’anatomia dell’oggetto ripreso può variare in base all’obiettivo e al corpo macchina), la luce (la quantità di luce che raggiunge il sensore è determinata da tre variabili: velocità, apertura del diaframma e Iso), il colore (che dipende dalla temperatura della luce e dallo stile).

La scelta dell’attrezzatura fotografica non può esimersi dal considerare tutto quello che quotidianamente il mercato ci offre. Un cenno a parte riguarda gli smartphone e le fotocamere compatte. Anche se il divario in termini di qualità delle immagini è sempre più ridotto rispetto alle fotocamere professionali e semiprofessionali, non raggiunge ancora gli standard delle fotocamere reflex (sia FF a pieno formato, sia APS con sensore ridotto).
Elezione per la fotografia nello studio odontoiatrico resta quindi la fotocamera reflex con sensore FF o APS, per immagini standardizzate, ripetibili e di qualità.

Ma cos’è un sensore? Un sensore è un rettangolo di silicio sul quale vengono applicati i fotodiodi che hanno la capacità di convertire la luce in elettroni (il numero dei fotodiodi è quello commercialmente definito in pixel). Questa energia elettrica viene poi elaborata e trasformata in immagine digitale. La sensibilità alla luce di questo sensore viene misurata in Iso e quest’ultimo costituisce assieme all’apertura del diaframma e al tempo di esposizione il cosiddetto “triangolo dell’esposizione”.
In fotografia odontoiatrica, sia intra sia extra-orale, nonostante il mercato ci condizioni a un numero sempre maggiore di pixel, sono del tutto ottimali i sensori con 6-10 megapixel.
Durante la prova pratica del corso, i soci Aiso si sono cimentati nella fotografia del volto; le riprese effettuate sono state proiettate e commentate nell’immediato.

Standardizzare le foto

Al corso si è discusso del concetto di standardizzazione, indispensabile soprattutto quando si vogliono confrontare immagini pre e post operatorie. In studio è importante avere condizioni quanto più ripetibili: i parametri da tenere sotto controllo sono il posizionamento del paziente, l’illuminazione, il colore, il rapporto di ingrandimento, il contrasto con il fondale, il corpo macchina e il tipo di obiettivo. Alla stessa stregua devono essere evitati elementi di disturbo che possono interferire con la qualità delle nostre riprese. L’incontro si è concluso con un interesse crescente da parte degli studenti ad approfondire il mondo della fotografia in odontoiatria e la proposta di proseguire con incontri anche nei mesi a venire è già stata rilanciata: «si potrebbe parlare di diagnosi del colore in odontoiatria, con i protocolli operativi di ripresa fotografica per il trasferimento dei dati dallo studio al laboratorio odontotecnico, e di fotografia intraorale» ha anticipato il professor Favero rinnovando la sua disponibilità nei confronti dell’associazione.

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