LA MEDICINA FISIOLOGICA DI REGOLAZIONE (P.R.M.)

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odontoiatra.it, omeopatia, omotossicologia, farmacologia
odontoiatra.it, omeopatia, omotossicologia, farmacologia

Milano (Italia), primi anni ’90.
Un gruppo di appassionati Medici italiani ed europei, tutti legati dalla comune matrice omeopatica, ma tutti provenienti da esperienze di ricerca differenti, intravedono nella possibilità di utilizzare dosaggi omeopatici

PREMESSE METODOLOGICHE

La Medicina Fisiologica di Regolazione (P.R.M.) può essere considerata la naturale e coerente evoluzione dell’Omotossicologia, così come quest’ultima rappresentò il fisiologico sviluppo dell’Omeopatia.
Essa rappresenta il superamento della visione psico-somatica, tipica dell’Omeopatia e, nello stesso tempo, il superamento della visione somato-psichica, paradigma dell’Omotossicologia, e codifica la visione dell’organismo come NETWORK neuro-immuno-endocrino regolato da meccanismi di controllo fine (minime e precise concentrazioni di ormoni, citochine, neuropeptidi).

Tre sono i pilastri su cui poggia la struttura complessa della Terapia di Regolazione Biologica:

l’Omotossicologia
la P.N.E.I.
la Supplementazione alimentare

Dalla prima (l’Omotossicologia) deriva il concetto di:

recupero funzionale (operato attraverso il drenaggio connettivale ed emuntoriale ed il ripristino della funzionalità metabolica)
neutralizzazione delle cause etiologiche (operata attraverso l’immunoterapia nosodica)
restitutio ad integrum del tessuto offeso (per mezzo della ricostituzione tissutale indotta dagli organoterapici “Suis”).
Dalla seconda (la P.N.E.I.) è mutuato il rationale di:

regolazione dell’omeostasi neuro-endocrina (per il tramite degli ormoni e dei neuropeptidi omeopatizzati)
recupero dell’efficienza immunologica (grazie all’utilizzo delle citochine omeopatizzate)
Alla terza (la Supplementazione nutrizionale) si attinge per:

il sostegno plastico alle sintesi proteiche (aminoacidi nella combinazione MAP – Master Aminoacid Pattern-)
la corretta attività coenzimatica (oligoelementi e vitamine)
un’efficace protezione dai radicali liberi (antiossidanti).
Gli interpreti di questi differenti meccanismi d’azione coincidono con i diversi e molteplici rimedi del ventaglio farmacologico Guna.

Dalla matrice all’unità morfo-funzionale “vaso-matrice- recettore di membrana”

Una delle grandi intuizioni di H.H. Reckeweg, padre dell’Omotossicologia, fu quella di aver identificato nella detossificazione del tessuto connettivo la chiave di volta per il mantenimento o il ripristino dello stato di salute; negli ultimi scorci del secolo scorso si cominciava infatti ad indagare la Matrice connettivale non più e solo per la sua funzione di “tessuto di sostegno” ma come vero e proprio Sistema di Regolazione di Base (Pischinger e Heine), presupposto di un nuovo modo di pensare orientato ai sistemi: evidenze sperimentali mostravano come tutte le modificazioni del nostro ambiente esterno ed interno influissero, attraverso la Sostanza Fondamentale, sui meccanismi cellulari: è enorme la quantità di informazioni che possono essere immagazzinate nella matrice e trasmesse alle cellule come istruzioni per il loro fisiologico funzionamento. E’ nella matrice che si sfioccano le terminazioni neurovegetative; è qui che per il tramite di sostanze neurali ed endocrine, e citochine, viaggiano le informazioni di natura psico-neuro-endocrino-immunologica che ne coordinano e controllano il funzionamento.
L’integrità strutturale e funzionale di questo “medium” è la conditio sine qua non per la salute.
Con la Medicina Fisiologica di Regolazione si è andati oltre superando la visione statica della matrice ed arrivando ad identificare come vera unità morfo-funzionale l’unicuum “vaso-matrice-recettore di membrana”.
Quest’ultimo in particolare gioca un ruolo fondamentale nell’innesco e nell’evoluzione del processo morboso: allo stesso modo, sarà il recettore l’attore principale nel processo di guarigione, e su di esso si orienterà il farmaco GUNA.

Disregolazione e Riprogrammazione neuro-immuno-endocrina.

Un accumulo di stressors (sia fisici che psichici) a livello di questa unità “vaso-matrice-recettore” rappresenta l’innesco potenziale per l’esordio e il progredire di un processo patologico. Gli stressors infatti determinano la disregolazione dell’omesotasi neuro-immuno-endocrina con una produzione compensatoria, in eccesso o in difetto, di neuropeptidi, citochine ed ormoni. Queste sostanze, se presenti in concentrazioni al di fuori del loro range fisiologico, alterano la struttura e la funzione delle membrane cellulari e, in ultima analisi, la funzione dell’intera cellula.
Lavorare sui recettori di membrana diventa il presupposto ineludibile per riportare il sistema alla propria condizione di omeostasi.

Ma la Riprogrammazione neuro-endocrino-immunologica è un sistema complesso su cui possono intervenire terapeuticamente solo elementi assai fini come le citochine, i neuropeptidi e gli ormoni omeopatizzati perché solo alle concentrazioni presenti nei farmaci GUNA queste sostanze sono in grado di recuperare la funzione fisiologica dei recettori di membrana.
Il meccanismo d’azione delle citochine, dei neuropeptidi e degli ormoni omeopatizzati consiste infatti nel sensibilizzare o attivare qualche unità di recettori cellulari o plasmatici (in virtù della loro estrema diluizione, la stessa con cui queste sostanze lavorano fisiologicamente: 10-6-10-10). Questa sensibilizzazione dei recettori consente che si inneschino reazioni a catena (sistemi complessi) con una ripresa della funzione biologica dell’intero network neuro-immuno-endocrino.

Neuropeptidi, ormoni, citochine omeopatizzate: la grande arma della Medicina Fisiologica di Regolazione

La possibilità di utilizzare citochine, ormoni e neuropeptidi omeopatizzati a scopo terapeutico scaturisce primariamente dalla constatazione che la loro concentrazione fisiologica, sia nel plasma che nei tessuti, è assai vicino a quella delle basse-medie diluizioni usate in Omeopatia.
Oggi possiamo parlare di low doses.

Ogni citochina ed ogni ormone ha un suo preciso range di concentrazione fisiologica alla quale esplica un effetto regolatorio, e quando è rispettata questa concentrazione il numero di molecole è coerente con il numero di recettori sulle cellule bersaglio o, se si preferisce, il giusto numero di recettori è disponibile per il legame.
Viceversa, quando, per esempio, la concentrazione dell’ormone o della citochina è troppo elevata, le cellule bersaglio, per mantenere l’equilibrio omeostatico dell’organismo, tenderanno a “chiudere” i recettori (DOWN REGULATION) o, al contrario, quando la concentrazione è troppo bassa, tenderanno ad aprirli (UP REGULATION).

Recenti studi hanno inoltre dimostrato l’esistenza dei cosiddetti recettori di riserva. Questi sono normalmente disponibili sulle cellule, e si è visto che vengono attivati da basse concentrazioni di ligando e da molecole di ligando non uguali ma simili (esattamente le peculiarità dei preparati omeopatici)
E’ proprio l’informazione fisiologica (poiché portata da concentrazioni di ligando assolutamente in linea con quelle corrispondenti alla condizione di salute) che fa sì che ormoni, neuropeptidi e citochine omeopatizzate funzionino portando al sistema un’informazione in grado di attivare meccanismi di autoregolazione, cioè determinando la giusta disponibilità di recettori sulla membrana cellulare e quindi, a cascata, la ripresa dei meccanismi di funzione endocellulare.

Pensiamo alla “Bilancia allergica”: lo switch a favore dei Th2, tipico dei soggetti allergici, porta ad una produzione “sbilanciata” di citochine come IL4 e IL5 in grado di attivare i linfociti B per la produzione di IGE. Oggi sappiamo che questo “sbilanciamento” può essere compensato proprio attivando meccanismi di autoregolazione (per mezzo di piccole concentrazioni –low doses-) che riportino l’equilibrio tra TH1 e TH2, e questo è possibile utilizzando, per esempio, le citochine IL12 e INF-gamma in grado di “modulare” l’iperfunzione, patologica, dei TH2.

Diverse concentrazioni per differenti effetti biologici
Un’ipotesi affascinante è quella di poter lavorare inducendo la up o down regulation attraverso differenti concentrazioni di ligando.
Per esempio, per riprogrammare la corretta funzione endocrina si potrà lavorare sia con basse che con alte concentrazioni di ormone.
Così, in un caso di ridotta concentrazione di ormone, si inizierà la terapia con la bassa diluizione dell’omologo ormone omeopatizzato (per sfruttare il carico ponderale delle molecole ed operare, quindi, una “biologica” supplementazione del deficit ormonale).
Subito dopo si passerà ad una diluizione più alta, al fine di operare la Up Regulation sui recettori posti sulle cellule bersaglio. La maggiore bio-disponibilità dei recettori indotta dalla Up Regulation, permetterà di compensare la scarsa disponibilità di ormone endogeno, favorendo così il mantenimento di una corretta omeostasi.
Per esempio, in un caso di diabete insulino-resistente, la terapia con insulina ad alta diluizione favorirà una maggiore sensibilità dei recettori per l’insulina endogena.

Una altro esempio particolarmente esplicativo è quello relativo alla Leptina. Questo ormone, prodotto dagli adipociti, ha un effetto regolatorio a livello ipotalamico sui centri della sazietà, cioè riduce il senso di fame.
Paradossalmente, nei soggetti obesi, e quindi con adipociti ipertrofici (dunque con una maggiore produzione di leptina), questa non svolge alcun effetto regolatorio sui centri della sazietà ipotalamici. Su questi nuclei i recettori specifici per la Leptina sono “chiusi” e la grande quantità di ligando (Leptina) induce vieppiù la Down Regulation di questi recettori.
L’utilizzo di basse concentrazioni di Leptina (come quelle contenute, per esempio, in Adeps suillus Injeel) indurrebbe la Up Regulation e quindi una maggiore bio-disponibilità dei recettori dei nuclei della sazietà ipotalamici e dunque un facilitato legame ligando-recettore con l’innesco della risposta ipotalamica.

E’ facile intuire come questo tipo di impostazione favorisca l’OVERLAP tra ormonoterapia sostitutiva allopatica e ormonoterapia regolatoria omeopatica. Infatti la maggiore bio-disponibilità di recettori indotta dalla Up Regulation ottenuta con l’alta diluizione dell’ormone, consentirà di abbassare i dosaggi di ormone allopatico, con una netta riduzione degli effetti collaterali.

La Medicina Fisiologica di Regolazione: una strategia integrata e multifattoriale

Uno dei cardini della Medicina Fisiologica di Regolazione è la visione olistica dell’organismo umano inteso come un sistema complesso in cui altri (sotto)-sistemi, anch’essi complessi, lavorano collegati tra di loro ad un livello di interdipendenza assoluto.
Non si potrà dunque non considerare l’approccio al paziente se non attraverso una strategia globale in cui Sistema Nervoso, Sistema Endocrino, Sistema Immunitario dialogano e cooperano tra di loro ed in cui ogni intervento su uno dei Sistemi riverbererà su tutti gli altri.
Che senso avrebbe, infatti, lavorare sull’ipofisi senza considerare le sue afferenze ipotalamiche e le sue efferenze sulle ghiandole bersaglio?
O, conoscendo la complessità del network neuro-endocrino, che senso avrebbe non considerare costantemente la “contiguità” di funzione tra epifisi e melatonina e l’azione di questa sul proprio recettore?
Oggi disponiamo di farmaci in grado di lavorare singolarmente su ogni bersaglio, “focus” primario o secondario della patologia, regolarizzandone la funzione attraverso la corretta riprogrammazione delle sue cellule e, nello stesso tempo, lavorare su altri bersagli che, in maniera bidirezionale, possono influire o risentire dell’alterato funzionamento di quelle cellule.

Ma non dimentichiamo il “terreno di battaglia” di questa innovativa metodologia terapeutica: la matrice. Se il lavoro operato da ormoni, neuropeptidi e citochine omeopatizzate è stato definito, ed a ragione, di “controllo fine”, non deve essere dimenticato il lavoro “sporco”, ma indispensabile, dei rimedi omeopatici o fitoterapici per il drenaggio della matrice e per l’attivazione degli emuntori per l’escrezione delle tossine di deposito ed impregnazione.

E’ alla luce di queste considerazioni, e nel rispetto di tutte queste variabili, che nella Medicina Fisiologica di Regolazione sarà sempre presente il momento terapeutico del drenaggio della matrice, della riprogrammazione neuro-immuno-endocrina, della supplementazione nutrizionale. Questa triade identifica, per definizione, il nostro modello metodologico.
Questo archetipo di terapia, così specifico, raffinato e complesso lo ritroviamo inscritto nella struttura dei preparati composti GUNA: in essi, i rimedi ad azione drenante, i rimedi di riprogrammazione neuro-immuno-endocrina (ormoni, neuropeptidi, citochine), i rimedi di ripristino delle funzioni endocellulari (catalizzatori e chinoni), gli oligoelementi, gli aminoacidi e le vitamine, sono assemblati insieme così da “saturare” ogni momento della cascata etio-patogenetica della patologia per la quale ognuno di essi è indicato.

Conclusioni

Il fine primario di ogni organismo è la conservazione di sé stesso e ciò si manifesta nella sua capacità di autoguarigione. In più di 200 anni di vita l’Omeopatia prima e l’Omotossicologia dopo ci hanno insegnato che “piccoli stimoli “ possono guarire come piccole chiavi in grado di aprire le grandi porte dei complessi meccanismi di compenso e recupero delle funzioni vitali.
Oggi disponiamo di queste piccole chiavi, conosciamo la struttura delle loro serrature, possiamo finalmente accedere al “tesoro” della salute.

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