La musica in ambiente odontoiatrico!

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Il rilassamento tramite somministrazione! Moderne tecnologie per la pratica clinica odontoiatrica hanno tra le loro valenze l’obiettivo di ridurre la percezione della sensibilità e del dolore, ma è indubbio che curare l’ambiente con tutto ciò che comunica, può essere un valido aiuto per il relax del paziente. In questo scenario la musica risulta essere di grande ausilio.

 

Qualsiasi elemento in movimento produce una serie di vibrazioni che generano onde sonore: la differenza fra suono e rumore sta nella sequenza più o meno ordinata di tali onde. Ma questa differenza può essere in ogni caso verificata in base alla nostra esperienza ed in base alle risposte emotive generate da tali suoni e rumori. Non tutti i rumori provocano un senso di fastidio (pensiamo ad esempio ai rumori “d’acqua”: pioggia, ruscello, mare), mentre la musica può provocare una vasta gamma di emozioni che spaziano dall’esaltazione di un rock ad un senso di pace e tranquillità derivanti dall’ascolto di molte composizioni di Bach o Vivaldi o di certa musica new age, dallo stimolo erotico di certi ritmi latini (flamenco, lambada) o del Bolero di Ravel ad un senso di depressione evocata dalla “Nona Sinfonia” di Mahler o dalla “Marcia funebre” di Chopin.

 

A questo proposito si potrebbero citare centinaia di considerazioni da parte di filosofi, intellettuali, poeti, musicisti, scienziati che fin dall’antichità si pronunciarono sugli effetti della musica. In ogni caso il concetto di musica gradevole o rilassante non può che essere soggettivo, in quanto ognuno di noi in base a personalità, gusti ed esperienze, può reagire in maniera diversa ad uno stesso brano. La musicoterapia d’ascolto, che più da vicino interessa il campo odontoiatrico, si indirizza al settore d’applicazione delle nevrosi, delle fobie e di tutte quelle affezioni psicogene i cui sintomi sono l’espressione simbolica di un conflitto psichico che ha le sue radici nella storia infantile del soggetto (specie durante la fase orale) e costituisce un compromesso tra il desiderio e la difesa (Laplance e Pontialis). La musicoterapia d’ascolto può avere molti risvolti positivi che si possono sintetizzare in due punti fondamentali: rinforzo dell’Io e autorealizzazione (Carrozzini). Si ritiene che il linguaggio musicale, proprio perché va oltre la parola e colpisce i sentimenti e le emozioni, sia molto utile poiché favorisce una normalizzazione di una situazione ansiogena senza richiedere l’intervento della volontà come invece accade nella psicoterapia.

 

Quanto fin qui esposto fa capire come sia impegnativo proporre una musica piacevole all’ascolto, ma soprattutto utile per raggiungere una riarmonizzazione della personalità, soprattutto in correlazione a situazioni avvertite come ansiogene. Sappiamo, per esempio, che la musica è stata impiegata come coadiuvante di trattamenti anestetici (Clutton e Broch) e per facilitare il parto indolore (Burt e Korn). Le esperienze musicali percettive ed emozionali possono determinare variazioni di pressione sanguigna, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, attività elettroencefalografica, tensione dei muscoli volontari, rappresentando il riflesso dei processi fisiologici sul sistema vegetativo.

 

Questa risposta vegetativa dipende da molti fattori: età, sesso, tipo di vita, stato di salute, eventuale stato di stanchezza, reattività emozionale del momento, eventuale assunzione di alcool, caffè e droghe, atteggiamento che abbiamo nei confronti della musica in generale o di un brano in particolare. Vediamo comunque le interrelazioni fra l’ascolto della musica e ciò che succede a livello anatomo-fisiologico e psicologico. Le onde sonore vengono veicolate attraverso l’orecchio esterno. Altri animali per i quali è importantissimo udire bande di frequenza ultrasonica hanno padiglione a forma di imbuto ed una muscolatura specializzata nella ricezione direzionale dei suoni (ad esempio i pipistrelli). Il suono arriva a stimolare la membrana timpanica, oltre la quale entra nel cavo timpanico (orecchio medio) che è uno spazio pieno d’aria situato nell’osso temporale. Qui sono situati martello, incudine e staffa, dopodiché si entra nell’orecchio interno, costituito dal labirinto osseo (sede anche del senso dell’equilibrio), da cui parte il nervo acustico detto l’VIII nervo cranico, le cui fibre si dirigono in parte verso la corteccia cerebrale ed in parte al sistema limbico, struttura dove avviene l’integrazione emotivo-istintivo-comportamentale con il suono. Il sistema limbico ha strette connessioni con l’ipotalamo, il quale regola le funzioni biologiche fondamentali come temperatura, attività cortico-surrenalica, ciclo sonno-veglia, attività cardiaca e respiratoria.

 

È stato altresì dimostrato come specifici tipi di musica determinino increzione di particolari ormoni: la musica rilassante stimola la produzione di serotonina, dopamina ed endorfine. Sono stati realizzati brani musicali specificatamente mirati a determinare nel paziente uno stato di rilassamento e benessere, e di condizionamento atto a percepire nella maniera migliore stimoli ed interventi esterni quali atti chirurgici in generale ed odontoiatrici in particolare, inducendo cioè uno stato di rilassamento, ma anche di benessere e buonumore. Per ottenere ciò abbiamo cercato di usare strumenti tipo chitarre classiche ed acustiche, pianoforti, flauti, arpe. In collaborazione con un gruppo musicale sperimentale, denominato “Gruppo ricerca sonora”, sono stati realizzati brani musicali specificatamente mirati a determinare nel paziente una situazione di rilassamento e di condizionamento atto a recepire stimoli ed interventi esterni quali quello odontoiatrico.

Le caratteristiche di tali musiche sono:

 

ritmi dolci, solo strumentali;

percussioni ridotte al minimo per ritmiche semplici;

largo uso di strumenti tipicamente ritenuti “rilassanti”: arpa, flauti, chitarre acustiche, pianoforte, tappeti sonori, percussioni etniche;

rumori in natura: pioggia, fiumi, uccelli, mare, vento.

Una musica con queste caratteristiche è già molto conosciuta ed apprezzata negli Stati Uniti ed è comunemente chiamata “d’ambiente” o “new age”. Dal punto di vista clinico abbiamo operato i test nel reparto di odontostomatologia dell’OC di Montebelluna (TV) con l’equipe guidata dal primario prof. Giuliano De Polo ed in alcuni studi privati. Abbiamo suddiviso l’esperimento in due fasi: la prima con un questionario consegnato ai pazienti e fatto compilare in base alle sensazioni provate. I pazienti sono stati sottoposti all’ascolto della musica in sale d’attesa appositamente studiate, per una durata di circa 20 minuti, ed in cuffia alla poltrona (5 minuti prima e durante l’intervento). Complessivamente 300 pazienti hanno risposto ad un questionario nel quale sono state richieste le impressioni ricavate da tale ascolto, insieme alle preferenze personali. Il dato sicuramente più soddisfacente è che l’ascolto della musica in ambito odontoiatrico risulta avere un effetto rilassante almeno nell’85% dei pazienti.

 

Sono state comunque riscontrate differenze a seconda del luogo del rilevamento: risultati particolarmente apprezzabili si sono avuti nell’ambito dello studio privato in cui il 93% dei pazienti ha gradito l’ascolto in modo ottimale o perlomeno sufficiente.

 

Abbiamo verificato inoltre che la musica, nella media, è risultata più gradevole se diffusa in sala d’attesa e zone operative piuttosto che in cuffia, e questo probabilmente sia in relazione all’ingombro della cuffia stessa, sia per il fatto che il paziente perde la sensazione “rassicurante” di controllare il lavoro sanitario.

Sono state rilevate differenze di apprezzamento anche a seconda del sesso, e precisamente le pazienti di sesso femminile hanno gradito l’ascolto di più rispetto ai pazienti maschi.

Abbiamo anche risultati in base alle differenti fasce d’età: in particolare i pazienti tra i 25 ed i 35 anni hanno risposto ottimamente; buoni risultati si sono riscontati anche nella fascia d’età compresa tra i 18 ed i 25 anni; molto bene (circa 95%) oltre i 50 anni.

Nei pazienti pedodontici al di sotto dei 14 anni sono risultati molto più efficaci e graditi giochi, video con cartoni animati ed altri metodi similari. In questi pazienti la musica d’ambiente è risultata indifferente nel 50% dei casi.

Risposte diverse si sono avute anche in base all’ora in cui la musica è stata proposta: in ambiente ospedaliero, è risultato sicuramente più gradevole l’ascolto durante le prime ore del mattino, mentre in studio privato durante la mattinata e nelle prime ore de pomeriggio.

Nella seconda fase abbiamo poi sottoposto i pazienti ad un test molto più specifico, che ha monitorato le risposte fisiologiche dei pazienti stessi alla “somministrazione” di tale musica. I grafici dimostrano che la frequenza cardiaca e respiratoria diminuiscono significativamente con l’ascolto di una musica adatta durante interventi chirurgico-odontoiatrici rispetto a interventi analoghi ma senza l’ascolto di tale musica. Questi grafici, che riguardano il rilevamento di frequenze cardiaca e respiratoria, pressione massima e minima, dimostrano che con l’ascolto di una musica rilassante i valori si avvicinano ad una situazione “basale”, cioè di normalità e non sono tipici di uno stato di stress.

 

Conclusioni

A questi studi preliminari seguiranno successivi approfondimenti. Ad oggi, il dato più rilevante desunto dal nostro studio è che la musica può sicuramente entrare in un programma terapeutico di rilassamento muscolare e di controllo dello stress, e per questo motivo può affiancarsi alle terapie tradizionali di alcune patologie come ad esempio malattie cardiovascolari (vedi ipertensione arteriosa) ed affezioni psicogene. Questo condizionamento anti-stress associato ad una riduzione delle tensioni emotive, in base alla nostra esperienza, ha dimostrato la sua efficacia ed è stato ben accettato anche dai pazienti odontoiatrici, ottenendo un effetto sinergico con l’induzione farmacologica per l’anestesia locale.

Naturalmente una musica del genere avrà l’effetto desiderato se inserita in un contesto piacevole, nel quale i colori saranno ben studiati e l’atteggiamento di operatori e personale garantirà una situazione di relax.

Articolo sulla musicoterapia oggetto del 1° Simposio Master di 1° livello su “Tecnologie avanzate nelle scienze di igiene orale” Sapienza di Roma – Collegio dei Docenti 2014.

 

L’articolo è stato pubblicato sul nemero 5 di Dental Tribune Italy 2014

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