La placca dentale che fa scoprire l’utilizzo di una pianta fondamentale nella dieta preistorica

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Accade nell’Isola di Pasqua, una placca dentale rivela un importate pianta nella dieta preistorica.

Analizzando il tartaro degli antichi denti i ricercatori hanno contribuito a risolvere il mistero su quali alimenti vegetali gli abitanti dell’Isola di Pasqua facessero uso prima del contatto con l’europea. Sono i primi a studiare il tartaro nell’area del Pacifico dal unto di vista dell’antropologia biologica.

Conosciuta per i suoi abitanti polinesiani come Rapa Nui, l’Isola di Pasqua che si ritiene sia stata colonizzata intorno al 13 secolo, è famosa per le sue misteriose grandi statue di pietra o Moai. Monica Tromp, dottoranda in Anatomia presso l’Università di Otago (Nuova Zelanda) e John Dudgeon, professore assistente presso il Dipartimento di Antropologia dell’Università statale dell’Idaho, hanno avanzato l’ipotesi che la palma possa essere stata per secoli un alimento vegetale di base per la sua popolazione, anche se nessun altra prova archeologica o etno-storica sostiene tale ipotesi.

In realtà vi sono le prove che tale albero si è estinto subito dopo la colonizzazione. I ricercatori hanno anche scoperto però che la stragrande maggioranza dei fitoliti (microfossili vegetali) presenti nel tartaro provenivano dalla palma. I denti esaminati sono stati prelevati da sepolture scavate nei primi anni del 1980 in siti archeologici sparsi di tutta l’isola. Da ulteriori analisi si è arrivati all’identificazione di granuli di amido nel tartaro rimosso dal campione di 30 denti. Dopo aver rimosso la placca e la decalcificazione da ogni dente, Tromp e Dudgeon hanno individuato i granuli di amido che sono coerenti con il contenuto delle moderne patata dolci. Nessuno dei grani recuperati ha mostrato eventuali somiglianze con altri cibi quali banane, taro o igname, altre piante amidacei che si ipotizzano facessero parte della dieta locale.

I ricercatori hanno esaminato le bucce delle moderne patate dolci coltivate in terreni simili a quelli di Rapa Nui scoprendo che durante la crescita sembra che la buccia dei tuberi assimili i fitoliti della palma dal suolo. Il che «rafforza l’ipotesi che la patata dolce sia stata un punto fermo e un importante fonte di cibo vegetale per gli isolani sin dal momento in cui l’isola cominciò ad essere colonizzata» ha detto Tromp «Si tratta di un passo in avanti nella studio della componente vegetale nelle diete antiche, dal momento che i microfossili diventano parte integrante del tartaro per tutta la vita di una persona. Ci si può fare un’idea degli alimenti vegetali che le persone mangiavano, compito niente affatto facile».

La ricerca mostra anche che il cibo vegetale rintracciabile nel tartaro, può provenire dall’ambiente che in cui è cresciuto, non necessariamente dalla pianta stessa, una scoperta che può potenzialmente influenzare lo studio del tartaro in tutto il mondo. Determinare il ruolo delle piante nelle antiche diete oceaniche rimane estremamente difficile a causa della scarsità di resti vegetali, ma lo studio può costituire un ulteriore tassello all’interno del puzzle alimentare.

Intitolato “Differenziare microfossili alimentari e non alimentari estratti da tartaro umana: l’importanza della patata dolce nell’ antica dieta Rapa Nui” lo studio è stato pubblicato online, in vista della sua comparsa sul Journal of Science Archaeological.

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